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Sbandati in centro, baristi costretti ad anticipare la chiusura: «Tre dipendenti si sono licenziate per paura»

Il titolare dello Steampower: «Nell'ultimo periodo siamo assediati da un gruppo di sbandati, sempre ubriachi e alterati, che ci hanno più volte minacciati»

Giovedì 11 Agosto 2022 di Luisa Morbiato
Degrado in piazza delle Erbe

PADOVA - È un grido di aiuto quello lanciato da Gianpaolo Facco, titolare del bar Steampower di piazza delle Erbe. La sua attività è il bersaglio preferito di un gruppo di sbandati che staziona tutti i giorni tra la piazza e la vicina via Squarcione. Facco racconta di minacce, schiamazzi, molestie a clienti e dipendenti, tanto da essere costretto ad anticipare la chiusura serale rinunciando agli incassi per la sicurezza del personale e la propria. A raccoglierne le proteste l'onorevole Andrea Ostellari e il consigliere comunale leghista Eleonora Mosco.

Tre dipendenti si sono licenziate per paura

«Gestisco il locale dal 2014 e la situazione è andata peggiorando. Nell'ultimo periodo siamo assediati da un gruppo di sbandati, sempre ubriachi e alterati, che ci hanno più volte minacciati - spiega Facco - Tre dipendenti si sono licenziate: avevano troppa paura all'ora di chiusura alle 22». «Venerdì e sabato potrei chiudere all'1 ma ho anticipato - prosegue il titolare - si muovono tutto il giorno tra il supermercato della piazza, dove fanno il pieno di alcolici, i nostri tavolini che occupano per consumarli e l'ingresso dei bagni pubblici. Se tento di mandarli via minacciano pesantemente, spaventano i clienti e se vanno urlando e lanciando oggetti. Urinano ovunque, soprattutto in via Squarcione, protetti dal cantiere». Numerose le chiamate alle forze dell'ordine da parte dei residenti a causa degli schiamazzi e delle risse tra i gruppetti di sbandati. Particolarmente molesta è una donna, volto noto alle forze dell'ordine, con diversi precedenti e in cura psichiatrica. «Ha lanciato un bicchiere a un gruppo che stava festeggiando una laurea perché si sono rifiutati di offrirle da bere - continua Facco - In un'altra occasione si è spogliata completamente e si è messa a ballare e ha affrontato una dipendente impugnando una bottiglia. Spesso entrano anche in bar ma non vogliamo che usino i bagni, temiamo possano spacciare o assumere droghe e sentirsi male (diversi i recenti interventi dell'ambulanza in piazza per questo motivo, ndr). Chiediamo sempre l'intervento delle forze dell'ordine ma la situazione non cambia anche se tutti sono ben conosciuti». La donna a fine maggio al luna park di Prato della Valle aveva aggredito un giovane.

Ordinanza sull'accattonaggio molesto

«Gli esercizi pubblici sono presidi di sicurezza che oltre alla grave crisi economica devono affrontare i problemi di sicurezza, non possiamo continuare a perdere locali - afferma Mosco - Ho presentato molte mozioni e proposte in consiglio comunale, cadute nel vuoto. Proponiamo di applicare il daspo urbano anche in centro storico, che ci sia un presidio di forze dell'ordine nelle piazze e l'aumento del personale della polizia locale. Il servizio notturno con sole due pattuglie non è sufficiente. Vogliamo il ripristino dell'ordinanza sull'accattonaggio molesto eliminato dall'attuale amministrazione. Si deve smettere di desertificare il centro. È questa l'Urbs Picta che offriamo a turisti e padovani? Il tema sicurezza va affrontato sui piani dell'ordine pubblico, commerciale e sociale». «Chi lavora merita rispetto - sottolinea Ostellari - l'amministrazione deve tutelare i cittadini attraverso politiche di sicurezza ma c'è chi parla di inclusione e liberalizzazione della droga. Invece dobbiamo punire anche i piccoli spacciatori aiutando i consumatori, che sono persone fragili. La visione non deve essere ideologica ma rispondere ai cittadini che chiedono di vivere in una città tranquilla».

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Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA