Omicidio di Teresa e Trifone, l'ex fidanzata di Ruotolo patteggia

Mercoledì 17 Aprile 2019 di Cristina Antonutti
Mariarosaria Patrone, 28 anni

PORDENONE - L'ex fidanzata di Giosuè Ruotolo sta per patteggiare. Mariarosaria Patrone, 28 anni, di Somma Vesuviana, praticante in uno studio legale, potrebbe uscire dall'inchiesta sul duplice omicidio del palasport con una pena di 10 mesi e con il beneficio della sospensione condizionale. Favoreggiamento e false rivelazioni ai Pm sono le contestazioni. L'accordo tra Procura e difesa è stato raggiunto nella fase delle indagini preliminari, dopo che l'avvocato Costantino Catapano ha consentito a innalzare la pena (aveva proposto otto mesi).
 
La decisione del procuratore Raffaele Tito è stata presa soltanto quando la Corte d'assise d'appello di Trieste ha confermato l'ergastolo a Giosuè Ruotolo, l'ex militare di Somma Vesuviana condannato per l'uccisione di Teresa Costanza e Trifone Ragone, il 17 marzo 2015 nel parcheggio del palasport. La posizione dell'aspirante avvocato sarà definita davanti al gup Rodolfo Piccin nell'udienza preliminare del 17 giugno. In questi casi le famiglie delle vittime non hanno alcuna possibilità di costituirsi parte civile.
Quella di Mariarosaria Patrone non è stata una figura di secondo piano. Gli investigatori avevano avuto il sospetto che avesse istigato Ruotolo a uccidere. È per le cancellazioni dei messaggi sul telefonino (tra il 17 marzo e 12 ottobre 2015), per i pizzini del 26 novembre 2015 alle amiche in procinto di essere sentite dai Carabinieri (alle quali chiese di tacere sul profilo Facebook Anonimo Anonimo usato da Ruotolo per molestare Teresa) e per la reticenza dimostrata durante le sommarie informazioni rese alla polizia giudiziaria il 23 settembre 2015 che il gip Alberto Rossi il 7 marzo 2016 dispose gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura poi revocata dal Tribunale del Riesame. Da quel momento le posizioni di Mariarosaria e Giosuè si sono separate. E non soltanto dal punto di vista giuridico.
La Corte d'assise di Udine si era a lungo soffermata sul ruolo della fidanzata di Ruotolo. I giudici di primo grado, che avevano condannato l'ex militare di Somma Vesuviana all'ergastolo, avevano fatto propria la ricostruzione degli investigatori, secondo la quale la Patrone si sarebbe adoperata per aiutare Ruotolo a dimostrare a Ragone che non era lui l'autore dei messaggi molesti inviati a Teresa da Anonimo Anonimo su Facebook, per farle credere che il fidanzato aveva un'amante. Secondo gli inquirenti, la giovane avrebbe poi ha aiutato il fidanzato a eludere le indagini chiedendo alle amiche di Somma Vesuviana di tacere proprio su quello che la Corte ha chiamato il «fulcro del movente»: le molestie su Facebook.
L'avvocato Catapano fa capire che la Patrone vuole lasciarsi tutto alle spalle. Adesso fa la praticante nel suo studio. Decisa a fare l'avvocato, nega di aver mai sospettato che Ruotolo volesse uccidere i fidanzati.
Cristina Antonutti
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