Delitto dei fidanzati. Il movente: «Ruotolo ha ucciso anche per odio e sete di vendetta»

Venerdì 12 Luglio 2019
Giosuè Ruotolo e i fidanzati uccisi, Teresa Costanza e Trifone Ragone

PORDENONE - Da una parte Giosuè, il ragazzo infelice e pieno di rancore che si è trasformato in un killer «freddo e determinato». Dall'altra Trifone, il gigante buono sempre più innamorato di Teresa. Secondo la Corte d'assise di Udine, Ruotolo avrebbe ucciso il commilitone perché temeva per la sua carriera nella Guardia di finanza. Ragone, infatti, aveva minacciato di denunciarlo dopo aver scoperto che era stato lui a inviare in forma anonima, su Facebook, messaggi molesti a Teresa Costanza. Fingendosi un'amante di Trifone, aveva messo a rischio il loro fidanzamento. La Corte d'assise d'appello va oltre. Ritiene che il movente non sia unico, ma che vada inserito in un'escalation di condotte e un «sentimento preesistente, più profondo e pressante, che aveva a che fare con la sfera affettiva e personale di Ruotolo».

 I due commilitoni e coinquilini di via Colombo erano in perfetta sintonia prima dell'entrata in scena di Teresa: palestra, discoteca, donne. Teresa è stata l'elemento di rottura nel loro rapporto, la «sciacquetta» o la «principessa» la chiamavano i coinquilini. Ruotolo si è forse sentito tradito? È un'ipotesi. Certo è che la Corte non può che evidenziare i sentimenti di «odio e rabbia» che «trasudano» da ognuno dei messaggi molesti inviati su Facebook. Ritiene che i messaggi fossero un piano «ordito per separare i due giovani» che solo un «odio o comunque un sentimento di avversione profonda può aver generato». La lite nel parcheggio del palasport, a novembre, avrebbe ferito Ruotolo nell'orgoglio. Dopo la colluttazione con Ragone, sempre per via dei messaggi, tornò a casa arrabbiato e i coinquilini lo sentirono gridare: «Mi ha rotto le palle, lo uccido, lo denuncio». L'espediente della fidanzata (Mariarosaria) pazza e gelosa che aveva inviato i messaggi molesti non aveva funzionato, Ruotolo non aveva ottenuto il perdono di Trifone.
Era novembre e da quel momento, secondo i giudici di secondo grado, cominciò a premeditare l'omicidio. Un omicidio studiato nei dettagli, frutto di «attenta ponderazione», forse di una decisione «maturata progressivamente, man mano che con il trascorrere del tempo montava la rabbia» verso Trifone. Il timore per la carriera, secondo la Corte, sarebbe stato alimentato dalla stessa fidanzata di allora, Mariarosaria Patrone, che da studentessa di Giurisprudenza ben sapeva che cosa avrebbe comportato una denuncia per peculato (i messaggi erano stati inviati con il computer della caserma). Dopo il pestaggio, che Ruotolo ha sempre negato durante il processo, secondo i giudici «l'odio si è tramutato in vera e propria sete di vendetta», alimentata anche a causa dell'indifferenza che Ragone aveva nei confronti di Ruotolo. Odio e rancore erano anche i sentimenti che Giosuè avrebbe avuto nei confronti di Teresa. Odiava la coppia, per questo l'ha eliminata. La sera del 17 marzo 2015 non era al parcheggio casualmente. Al palasport - dicono gli atti processuali - era andato per uccidere due fidanzati che odiava.
C.A.

Ultimo aggiornamento: 12:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA