Carlo: «A Roma sono un medico
precario, vorrei venire nel Veneto»

Giovedì 29 Agosto 2019 di Alvise Fontanella
Carlo Santucci

CORTINA D'AMPEZZO - «Sono felice, tanto felice. Stamattina mi ha chiamato il marito, la signora è ancora all'ospedale, in Austria, ma è fuori pericolo, sta bene. Non sapeva più come ringraziarmi. Ma un medico, quando riesce a far riaprire gli occhi a una vita, non ha bisogno di altre soddisfazioni. Gli ho detto che attendo una foto sua, della moglie e della loro bimba, mentre giocano insieme».

Al telefono con Il Gazzettino, oggi 29 agosto, parla così Carlo Santucci, l'angelo che sul trenino delle bici tra Lienz e Dobbiaco ha tenuto in vita per l'interminabile tempo di 40 minuti una donna toscana in arresto cardiaco, finché non è arrivato l'elicottero del soccorso, e l'ha salvata. Carlo Santucci, 33 anni, medico chirurgo precario in Roma, in vacanza a Cortina con amici, non dimenticherà facilmente il 27 agosto. Quando era seduto in treno e stava tornando a Dobbiaco, e ha sentito gridare "Un medico, un medico, c'è un medico?". Era un uomo disperato: il marito della donna di 40 anni, toscana, che in quel momento era distesa a terra, sul vagone, col cuore che non batteva più. E sopra di lei, in lacrime, la loro figlioletta di sei anni. Infarto. Carlo accorre, chiede se c'è un defribillatore in treno. Non c'è. E allora si butta: per 40 interminabili minuti - una fatica fisica pazzesca - il dottor Santucci pratica il massaggio cardiaco alla donna. Per terra, sul vagone, davanti al marito congelato dall'ansia, alla bimba che piange, all'emozione di tutti i passeggeri del treno. Poi il treno si ferma, arriva l'elicottero, e la donna è ancora viva: incredibile, Carlo è riuscito a mantenere la circolazione sanguigna per 40 minuti dopo un infarto. Il personale dell'elisoccorso austriaco si complimenta con lui: «Se non c'era lei, era morta». Ma lui, ancora madido di sudore, ha occhi solo per quella bimba che non piange più, e per il marito che ora piange di gioia. Nel vagone scoppia l'applauso.

«Non sono un eroe - commenta Carlo - ma faccio sport e questo mi ha aiutato a reggere la fatica fisica e la concentrazione necessaria, per un tempo così lungo. Ma tutti dovrebbero conoscere quelle manovre, saper praticare il massaggio cardiaco a una persona, saper fare la manovra di Heimlich a un ragazzino cui vada di traverso un boccone. Non è difficile, basta imparare».

Carlo, a Roma, è un medico precario. Pochi giorni ancora, poi vacanze finite. Ma tu sai, gli chiediamo, che il Veneto cerca disperatamente medici? E non li trova? «Lo so sì. Sono qui in vacanza, ci vengo tutti gli anni. Ma il Veneto mi piace, a Roma mi arrabatto, e stavo proprio pensando di trasferirmi da queste parti». Benvenuto Carlo. Come biglietto da visita, quello che hai fatto sul treno non è niente male.


 
 

Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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