Giovane massacrato di botte nel park della discoteca: «Voleva difendere l'amica»

Lunedì 23 Dicembre 2019
Giovane massacrato di botte nel park della discoteca: «Voleva difendere l'amica» (Foto di Andi Graf da Pixabay)

Massacrato di botte fino a fargli saltare i denti nel parcheggio di una discoteca in Fonderia a Treviso. Un 23enne di Valdobbiadene è stato soccorso venerdì notte assieme ad un’amica dopo una serata passata in compagnia di alcuni coetanei scesi dalla Pedemontana in pullman per festeggiare le classi ‘96 e ‘99. 

TREVISO - «Mio figlio non aveva bevuto, è stato pestato a sangue solo perché ha difeso un'amica che si era sentita male». A parlare è la madre del 23enne di Valdobbiadene aggredito da due uomini e preso a pugni venerdì notte in Fonderia. Il giovane ha riportato diverse contusioni, la frattura dello zigomo, e uno dei colpi assestati alla bocca gli ha fatto saltare diversi denti. «Si sta riprendendo - spiega la donna -, ma quelli che lo hanno picchiato sono degli animali». Sulle loro tracce sono al lavoro gli agenti della squadra mobile di Treviso, che hanno sentito alcuni testimoni e stanno cercando di ricostruire con esattezza l'accaduto.

IL MALORE
Il ragazzo e l'amica, sua coetanea, avevano cenato in compagnia a Valdobbiadene. Poi la comitiva, che si era organizzata con una corriera, aveva raggiunto Treviso. «Dovevano andare al Radika, ma c'era una lunga coda e non sono riusciti a entrare. Pioveva forte, e l'amica di mio figlio si sentiva male. Non per l'alcol, ma per qualcosa che aveva mangiato - spiega la madre del 23enne -. L'ha accompagnata sotto al portico per farla riparare, ma a quel punto si è accorto che il telefono era scarico, e non è riuscito ad avvertire gli amici, che nel frattempo erano risaliti in pullman per andare in un altro locale, all'Anima di Spresiano». 

BOTTE E SOCCORSI
«È a quel punto che mio figlio ha cercato di aprire una porte del Mesdames (altro locale della Fonderia): voleva entrare per caricare il cellulare e chiamare un taxi per l'amica. Alla fine è riuscito a entrare dalla porta principale, lasciando anche i propri dati, e a caricare il telefonino. Ma subito dopo si è accorto che qualcuno, oltre la grata, nella zona fumatori, stava infastidendo la ragazza. Lei stava male, tremava, ma c'erano delle persone che non posso che definire animali che la molestavano e ridevano di lei. Volevano portarla via. Lui ha cercato di difenderla ma è stato picchiato a sangue. Sono state due persone di colore». Il 23enne è stato prima soccorso da un cameriere del Radika, poi dal 118, che ha trasferito lui e la coetanea in ospedale. Degli amici con cui avevano passato la serata, invece, non c'era più traccia. Stando a quanto ricostruito dalla donna, che ha parlato con gli amici del figlio, l'autista si era rifiutato di tornare indietro. «Dopo aver ricaricato il telefono, prima del pestaggio, era riuscito a parlare con i ragazzi, aveva chiesto che tornassero indietro ma il conducente si era rifiutato di fare dietrofront. Per quello aveva risposto che, a quel punto, avrebbero preso un taxi». Su quanto accaduto sta cercando di fare chiarezza la squadra mobile, investita del caso dopo il primo intervento in Fonderia e in ospedale effettuato dalla squadra volanti della questura.
A.Belt

Ultimo aggiornamento: 13:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA