DNN l’intelligenza artificiale al servizio dell’udito

La ricerca ha fatto passi da gigante anche per i problemi di udito, con apparecchi acustici ormai avanzati e discreti capaci di adattarsi a ogni situazione

Contenuto a cura di Piemme SpA Brand Lab in collaborazione con CENTRI ACUSTICI CISAS
Martedì 8 Novembre 2022, 10:32 - Ultimo agg. : 14 Novembre, 09:13 | 3 Minuti di Lettura

Ancora troppo spesso sottovalutati, i problemi di udito colpiscono circa il 12% della popolazione mondiale. Percentuale che sale con l’avanzare dell’età e tocca ben il 40% degli over 65.

Un problema da affrontare con tempestività

Che si tratti di ipoacusia o di acufene, la compromissione dell’udito incide in modo serio sulla qualità della vita di chi ne soffre. Un vero e proprio handicap sociale, che finisce per isolare chi è costretto a conviverci e, come rivelato da numerosi studi, accelera il declino cognitivo.

Trattandosi di un problema degenerativo, intervenire in modo tempestivo e mirato è fondamentale. Nel breve periodo, chi non sente tende a isolarsi e a provare insoddisfazione, arrivando a rifuggire la vita sociale. Con l’amplificarsi del problema, il rischio è di veder crescere l’irritabilità e il nervosismo, con conseguenti crisi di ansia e depressione che sfociano, poi nel lungo periodo, in disturbi alla sfera cognitiva e al cervello, declino cognitivo e patologie molto serie, come la demenza.

Apparecchi acustici

Tenere attiva la stimolazione che arriva dall’udito è indispensabile. Per questo, in molti casi, l’unica strada percorribile è quella di ricorrere all’applicazione di apparecchi autistici che permettono di riacquisire pieno controllo sulla propria esistenza e, grazie alle più moderne tecnologie, adattandosi alle necessità di chiunque, riescono a restituire la capacità di sentire.

Come sottolineato dal Dottor Marco Costantini, dei Centri Acustici CISAS: «il mondo degli apparecchi acustici è oggi, caratterizzato da una enorme professionalità, che permette di valutare la situazione specifica di ogni paziente e di accompagnarlo lungo percorsi personalizzati, servendosi dei migliori apparecchi con la possibilità di rimodularli perfettamente al problema».

 

Dispositivi capaci di “sentire”

«Una volta svolto l’esame audiometrico e anatomico», prosegue Costantini «nei nostri centri di Napoli e in Campania, proponiamo ai pazienti l’apparecchio più adatto in base al loro disturbo uditivo. Una personalizzazione che non si esaurisce con la prima visita, ma che richiede un percorso riabilitativo personalizzato per permettere al cervello di tornare a familiarizzare con i suoni».

«Ormai, – spiega Costantini – gli apparecchi acustici sono arrivati a una tale complessità tecnologica da sapersi adattare al contesto uditivo. Grazie alla loro capacità di saper leggere e capire quello che sentono, i dispositivi lavorano sfruttando l’intelligenza artificiale della rete neurale profonda, la Deep Neural Network (DNN), per arrivare a separare con maggiore chiarezza la voce dal rumore e garantire sempre un ascolto ottimale».

Si sente con le orecchie, ma si capisce con il cervello

Tra i maggiori problemi degli ipoacusici c’è, infatti, quello di non riuscire a distinguere i suoni. I prodotti più innovativi sono addestrati in laboratorio a riconoscere 13 milioni di scenari sonori diversi, così da porre rimedio al disturbo, distinguendo i differenti suoni della vita di tutti i giorni e ribilanciandoli, anche nel volume, in modo che la voce risulti più nitida rispetto ai rumori di disturbo.

«Migliorando il rapporto tra segnale e rumore – sottolinea Costantini – gli apparecchi più moderni “sanno” che cosa stanno sentendo e si adattano con continuità alla situazione. Perché, si sente con le orecchie, ma si capisce con il cervello, ed è proprio a quest’ultimo che i più moderni dispositivi parlano».

La crescente miniaturizzazione rende i dispositivi invisibili per ben 9 pazienti su 10. La tecnologia DNN permette, poi, di ottimizzare la visione della televisione e di gestire l’apparecchio comodamente da smartphone, anche da remoto. «È sufficiente un contatto e dal centro possiamo attuare regolazioni a distanza», spiega Costantini.

L’importanza della prevenzione

«La differenza di ogni percorso riabilitativo – conclude il dottor Costantini – la fa, comunque, la professionalità dell’audioprotesista. Ed è per questo che risulta prioritario lavorare sempre con attenzione e in modo personalizzato su ogni paziente, seguendolo dalla diagnosi medica fino all’accettazione del dispositivo acustico e alla sua corretta impostazione e manutenzione».

Per maggiori informazioni sui Centri Acustici CISAS è possibile visitare il sito internet. Compilando il modulo presente sul sito, telefonando allo 0810511500 o semplicemente scrivendo una mail all’indirizzo di posta elettronica cisas.snc@gmail.com è possibile fissare una valutazione gratuita del proprio udito.