Arca di Gallinaro, finto paraplegico riprende a camminare: «Miracolo»

di Mary Liguori

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«Cammino, posso di nuovo usare le mie gambe: è un miracolo». Ma era una penosa farsa. O almeno è questo ciò che racconta un ex adepto della «chiesa» di Gallinaro che parla di un uomo che si sarebbe finto paraplegico per poi inscenare la propria guarigione. Una recita che voleva accrescere la fama della setta al centro di un’inchiesta per riciclaggio, truffa e circonvenzione di incapace. 

Quando, nel 2014, il Palasport di Cercola ospitò per la prima volta l’assemblea dell’allora «Culla del Bambin Gesù» quella del profeta Samuele sembrava la buona novella, il messaggio del Cristo. Un insegnamento d’amore, di pace e di condivisioni che a migliaia abbracciavano. Erano gli anni in cui l’Arca di Gallinaro era in costruzione e, per venire incontro alle esigente dei tanti fedeli seminati lungo lo Stivale, Samuele Morcia teneva messe itineranti. Venne il momento di Cercola e fu il caos. Nello stesso anno in cui il Vaticano accusava di scisma il profeta della «Nuova Gerusalemme», l’assemblea dei credenti del «rivoluzionario» culto eleggeva il proprio pontefice. Che non poteva essere altri che lui, Samuele Morcia, proclamatosi depositario del dono celeste (mai riconosciuto) di sua suocera, Giuseppina Norcia, che a Gallinaro sosteneva di vedere il Bambinello, ma non chiedeva soldi, solo preghiere. Morcia, come da statuto dell’associazione onlus che si ritiene chiesa, fu scelto dall’assemblea dei fedeli.

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Domenica 13 Ottobre 2019, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2019 09:55
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