Bentivogli: «Noi metalmeccanici fatti a pezzi ma gli autisti liberi di calpestare le regole»

Mercoledì 22 Febbraio 2017 di Francesco Lo Dico

Giunta al settimo giorno, e ancora impunita, l’agitazione che ha visto i tassisti cingere d’assedio la Capitale è divampata in scontri e tensioni con le forze dell’ordine. Una forma di stato di sciopero ormai permanente, che però suscita le ire di altre classi di lavoratori, in passato duramente sanzionate persino per forme di protesta regolarmente autorizzate. «È inaccettabile che una parte dei lavoratori da anni lavora in settori che fanno i conti col mercato e la globalizzazione e che altri scarichino i costi delle loro protezioni su consumatori, lavoratori e cittadini che si sognano quel livello di garanzie», tuona il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli». «La corporazione dei tassisti non può difendere privilegi inaccettabili senza rispondere delle proprie condotte»<HS9>

I metalmeccanici si sono attirati le ire delle autorità, per le battaglie condotte in passato. Perché oggi si lascia mano libera ai driver?
«Ho speso molta della mia esperienza sindacale nelle vertenze su Ilva e Alcoa. Sono state le più dure del Paese. Le manifestazioni di allora, anche se regolarmente autorizzate, sono state costellate da denunce e riprovazione pubblica. 32 lavoratori Alcoa sono ancora sotto processo per un corteo autorizzato e Alfano non ci ha neanche ricevuto. In Ast di Terni le cariche e i lacrimogeni partirono subito. Oggi, gli stessi temi della globalizzazione e della competizione sui quali abbiamo cercato una mediazione sulla sostenibilità sociale sembrano invece trovare un muro da parte dei tassisti. Che in nome di un vecchio corporativismo, fanno ciò che gli pare da sette giorni, ricevendo per giunta il sostegno pubblico di Lega e Movimento 5 Stelle in spregio alle modalità di sciopero previste per un settore che pure svolge servizio pubblico».

Il sindaco Raggi, a dispetto della bandiera di legalità e sostegno agli ultimi sventolata dai grillini, sostiene le proteste di piazza. Come mai?
«Raggi paga il suo debituccio elettorale. Un sindaco che non sta con i cittadini che usano i mezzi pubblici è una vergogna. Pur di rispondere alle sue esigenze di consenso, è disposta a imporre a perpetuare presso i cittadini un monopolio che oggi sfocia in tariffe sopra i 50 euro per andare da Roma a Fiumicino. E cioè molto di più che per un volo low cost dalla Capitale a Milano. Il regolamento comunale impone la sospensione delle licenze per i conducenti che compiono atti illeciti, eppure il rispetto delle regole viene silenziato per pure ragioni di propaganda».

È per questa ragione che gli scioperi ormai in corso da una settimana non sono stati sanzionati ?
«Nel settore siderurgico, dove i metalmeccanici sono impiegati in impianti a ciclo continuo, la possibilità di scioperare è codificata da precisi passaggi e procedure di raffreddamento. Nel caso dei taxi tutte le norme di settore sono state bellamente ignorate. E per di più, si assiste anche ad aggressioni e scontri violenti con infiltrazioni degli squadristi di Forza Nuova. Violenze che in fabbrica, nonostante le polemiche rivolte contro i metalmeccanici da buona parte dell’establishment, sono stati eventi più unici che rari».

Il ministro Delrio ha incontrato i tassisti nel tentativo di mediare. Possibile trovare un compromesso?
«Il servizio pubblico di taxi è un mercato ristretto che potrebbe distribuire più reddito di quanto non faccia a oggi. Il punto di caduta è quello di premiare quella parte della categoria disposta ad affrontare l’innovazione tecnologica e che si mostra ligia nel pagare le tasse. Ma allo stesso tempo va scoraggiata e sanzionata quella parte di lavoratori che hanno fatto del mercato delle licenze un feudo chiuso, e che oggi impone costi esorbitanti a quanti tentano da anni di entrare in un mercato gestito con logiche oligarchiche. È significativo che le sigle sindacali più forti si siano dissociate da questi scioperi».

Davvero i tassisti riusciranno a fermare le app di car sharing collegate in rete a milioni e milioni di telefonini?
«Fermare il progresso tecnologico è illusorio. Le nuove tecnologie consentono ad ampia parte dei cittadini disagiati che oggi non possono permettersi il lusso di un viaggio in taxi, di usufruire del diritto alla mobilità anche se non hanno un’auto propria. Giovani e disoccupati non possono che trarre giovamento da un’apertura del mercato. Da una maggiore competizione, i tassisti non avrebbero ricadute reddituali». 
 

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