Sogno scudetto, riparte la rincorsa

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Francesco De Luca

La terza vittoria consecutiva ha consentito al Napoli di agganciare il Milan al secondo posto: sono a quattro lunghezze dall’Inter, che dovrà recuperare una partita. Nel derby, vinto con la stessa formazione di Bologna rafforzata da Insigne, Spalletti ha rivisto il Napoli rullo compressore (aveva segnato 4 gol per l’ultima volta alla Lazio due mesi fa) e con l’organico quasi al completo sente di potersi spingere al di sopra della piazza d’onore.

Il gesto e le parole di Insigne dopo il gol su rigore alla Salernitana (ne ha segnati cinque e tutti dagli 11 metri in campionato) - l’indice puntato sul simbolo del Napoli e la frase “Io ci tengo sempre” - hanno aperto il dibattito. D’altra parte, si discuterà su tutto quello che il capitano farà da qui alla fine della stagione, quando salirà con un biglietto di sola andata su un aereo per il Canada. Lo show della firma con il Toronto il suo agente e i suoi nuovi dirigenti avrebbero potuto risparmiarselo, tuttavia nessuno ha dubbi sull’impegno che questo ragazzino diventato uomo con la maglia azzurra metterà per centrare l’obiettivo della Champions, o qualcosa in più. Ha festeggiato il gol del 4-1 come se fosse decisivo per lo scudetto o la Coppa del mondo non solo perché ha eguagliato Maradona - è soltanto un dato statistico, ci mancherebbe - a quota 115 reti: ha dato un segnale a chi pensava che dopo l’accordo milionario coi canadesi avrebbe mollato. Non è così. Insigne ha pensato ai suoi interessi professionali e la sua scelta va rispettata. I soldi del Toronto sono stati davvero tanti, De Laurentiis ha offerto quanto ha ritenuto opportuno e lo stesso farà con Mertens, avviato verso i 150 gol. Spalletti è stato chiaro: Dries è una pasta d’uomo, qui è amatissimo, ma per restare deve adeguarsi ai parametri del club. Altrimenti, ciao.

Il derby con la Salernitana è finito com’era prevedibile perché Colantuono è arrivato con un gruppo a pezzi, piegato dall’emergenza Covid. L’ennesimo sfogo del tecnico su questa situazione di emergenza a fine partita è comprensibile, tuttavia il protocollo è stato accettato dai club per andare avanti: purtroppo sono gli allenatori e i giocatori a pagare il peso di certe scelte. Non c’è stata storia nel silenzio del Maradona, eppure quando il Napoli ha abbassato il ritmo e fatto il lezioso - vecchio difetto - ha subito il gol del pareggio: Bonazzoli ha colpito al cuore una difesa malmessa, come altre volte è accaduto in questa stagione. Anche un notevole distacco in classifica non può autorizzare cali di tensione in campo, ha ragione Spalletti. Poi sono arrivati due rigori (generoso Pairetto nell’occasione della spinta su Elmas) e il gol di Rrahmani (a segno anche l’altro difensore Juan Jesus) e non c’è stata più storia: il derby nel silenzio si è trasformato in un tranquillo allenamento per il Napoli e nell’ennesimo supplizio per la Salernitana, che i nuovi dirigenti contano di rafforzare in queste ore affinché si possa tentare il miracolo della salvezza, al momento distante 8 punti. 

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