Orsato, l'arbitro che sbaglia sempre a favore degli stessi

Martedì 19 Ottobre 2021 di Francesco De Luca

È da oltre quarant’anni - il gol scudetto di Turone annullato per fuorigioco - che Juve-Roma è una partita destinata ad accendere polemiche. Domenica sera alla Roma è stato sottratto un gol e assegnato un rigore, poi sbagliato. La mancata applicazione del vantaggio che avrebbe consentito ad Abraham di pareggiare - da valutare poi se la rete fosse regolare, ma questo sarebbe stato un altro discorso - è stata difesa dall’arbitro: «Il vantaggio su rigore non si dà mai». Parola dell’internazionale Orsato, che ha evidentemente dimenticato il regolamento o ha voluto dare la prima risposta che gli è passata per la testa a un giocatore giallorosso.

Sbagliare (in campo con una decisione e nel sottopassaggio con una risposta) è umano, lo è meno se il vantaggio - è il caso di dire - è sempre per la stessa squadra: la Juventus. Orsato è passato alla storia non solo per le tante partite internazionali dirette, come la finale Champions 2020 o i match di Mondiali ed Europei. È l’arbitro che incise sul finale del campionato 2017-2018 non espellendo Pjanic, già ammonito, per il calcio a Rafinha nel secondo tempo di Inter-Juve. I bianconeri di Allegri vinsero contro i nerazzurri di Spalletti e mossero il passo decisivo per lo scudetto, anche perché il Napoli il giorno dopo non riuscì a reagire e crollò a Firenze.

Quella storia ha segnato non soltanto i giocatori e i tifosi azzurri. Orsato, arrivato ad ammettere l’errore su Pjanic quasi tre anni dopo in un programma televisivo («La vicinanza non mi ha portato a vedere quello che poi ha mostrato la tv»: altra spiegazione di non facile comprensione), non ha diretto partite dell’Inter fino allo scorso settembre. E peraltro, dopo quella storia in cui non fu aiutato dal collega al Var Valeri, a lungo non venne designato per partite di cartello. Perché doveva espiare una colpa o perché era rimasto colpito psicologicamente dall’errore? Gli arbitri voltato pagina eleggendo un nuovo presidente (Trentalange ha sostituito Nicchi) che a sua volta ha scelto un altro designatore, Rocchi al posto di Rizzoli. Ma il quarantacinquenne Orsato è ancora qui, con prestazioni che non convincono e alimentano polemiche.

Certo, tutto il mondo è paese. Benitez, allenatore dell’Everton, se l’è presa con gli arbitri inglesi perché non tutelano i portieri: ai tempi in cui guidava il Napoli venne squalificato per aver detto che il calcio italiano faceva schifo, o qualcosa di peggio. Ma una riflessione su Orsato va fatta dai vertici arbitrali, senza far sapere che non verrà fermato e senza ricordare la sua prestigiosa e nota carriera. Fatti come quelli del 28 aprile 2018 a Milano e del 17 ottobre 2021 sono brutti segnali. E infastidiscono perché sono errori commessi in due partite della Juve, che peraltro nel finale dello scorso campionato in un’altra gara contro l’Inter ebbe la possibilità di giovarsi degli errori di Calvarese, che ammise i suoi errori a distanza di tempo, dopo essersi dimesso per ragioni professionali.

La questione arbitrale va sicuramente oltre Orsato e i suoi errori che i malpensanti giudicano a senso unico. C’è da tempo la problematica del dialogo tra l’arbitro in campo e l’arbitro al Var, al punto che il designatore Rocchi ha dichiarato: «Se scoprissi che c’è chi non vuole andare al Var non lo farei più arbitrare». C’è un calo di interesse per questa attività, altrimenti la Federcalcio non avrebbe autorizzato il doppio tesseramento: un giovane calciatore può giocare una partita e arbitrare un’altra, si cerca così di fare un ricambio generazionale della categoria che continua ad avere fischietti di qualità, come i napoletani Guida e Maresca, stasera impegnati come arbitro e quarto uomo in Paris St. Germain-Lipsia di Champions League. La liberissima interpretazione del regolamento data da Orsato sarà tema di dibattito nelle sezioni arbitrali e saremmo curiosi di ascoltare i docenti e gli allievi. Intanto, si cerchi di salvaguardare la bellezza di un campionato che vede al comando il Napoli, squadra che ha mostrato una forza superiore agli avversari e non si è lamentata degli arbitri. È, per in inciso, quella che ha ricevuto più rigori, 5, dei quali 2 sprecati da capitan Insigne.

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