Ora sciogliere i nodi del mercato

Domenica 8 Maggio 2022 di Francesco De Luca

Sono usciti insieme dal campo dello stadio dedicato al Grande Torino. Affaticati entrambi, però con stato d’animo differente. Fabian ha ritrovato il gol (l’ultimo, anche quello da tre punti, risaliva al 27 febbraio in casa della Lazio) e il sorriso. Insigne, invece, ha fallito il quarto rigore in questo campionato e si è rattristato, anche pensando all’ultimo atto della sua storia azzurra, fissato domenica 15 allo Stadio Maradona.

Due facce di una partita nella quale il Napoli è davvero entrato nell’ultima mezz’ora, prima con il rigore parato al capitano e poi con il gol dello spagnolo, dopo un’eccellente azione personale. Fabian è questo. Vive di strappi e lampi, a giocate esaltanti ne associa alcune da talento distratto. Ed è uno dei nodi di un mercato che è sempre più nella fase calda, perché il campo conta relativamente: alla squadra c’è da chiedere soltanto la difesa del terzo posto. Il vantaggio sulla Juve, crollata in casa del Genoa, è salito a 4 punti a 180 minuti dalla fine della stagione. Non è soltanto questione di orgoglio, perché la terza piazza rispetto alla quarta garantisce una manciata di milioni in più.

Il futuro del Napoli è cominciato con una doppia operazione sulla fascia sinistra, quelle dell’esterno offensivo Kvaratskhelia e del laterale difensivo Olivera. Ma c’è tanto da fare, risolvendo alcune situazioni in sospeso quanto prima perché i tempi saranno ancor più brevi in questa estate. Si parte a inizio luglio per il ritiro in Trentino, a Ferragosto via al campionato ‘22-‘23.

Il capitolo svincolati riguarda non soltanto Insigne, che ha fatto una scelta inevitabile quando viene offerto uno stipendio da 10 milioni annui. Partirà anche Ospina, che ha offerto un’altra prova di livello a Torino ed è improbabile che sia riconfermato Meret perché ha dato poche certezze in questi anni: e la scelta del portiere è quanto di più delicato possa esservi, soprattutto se dovessero essere due quelli da prendere. Mertens, fresco trentacinquenne, riflette sul rinnovo e sulla permanenza nel Napoli che verrà, quello che De Laurentiis vorrebbe costruire con giovani gioielli, come spesso ha fatto durante la sua gestione.

C’è poi il caso dei “quasi” svincolati, cioè di chi come Fabian e Koulibaly ha il contratto in scadenza nel 2023 e, considerandone il prestigio, sono da mettere in agenda gli appuntamenti con i loro agenti. Fabian - esaltato da Spalletti dopo la prova contro i granata, a conferma della favorevole opinione sulla sua permanenza - farebbe una scelta professionale, Koulibaly, magnifico anche contro il Toro, non solo. Anche pochi giorni fa nell’intervista a un magazine francese ha sottolineato il forte legame con Napoli, la città dell’accoglienza scesa in campo per difenderlo dalle vergogne razziste. Questo aspetto può prevalere su quello economico? È evidente che un gigante come KK potrebbe essere sostituito soltanto da un difensore di alto profilo: ad esempio il torinista Bremer, a cui Osimhen è sfuggito ieri soltanto una volta, in occasione della giocata che ha originato il rigore. Tra le situazioni di mercato da chiarire vi sono quelle di Lozano e Politano, a cui sicuramente l’alternanza non ha giovato.

De Laurentiis e Spalletti hanno l’esperienza e, se vogliamo, anche la fantasia per rinnovare il Napoli, che con l’uscita di Insigne (capitano anche nella malanotte della rivolta contro la società nel 2019) e il ritorno in Champions League chiude un ciclo per aprirne un altro con entusiasmo rinnovato. È significativo, come ha detto Spalletti, che siano saliti fino a Torino centinaia di tifosi per spingere il Napoli a non mollare: dopo i legittimi rimpianti per lo scudetto sfumato c’è l’opportuna riflessione sul piazzamento Champions che ha un indiscutibile valore tecnico. Luciano non fa discorsi di prospettiva perché la ferita di Empoli (e dell’esclusione dalla lotta per lo scudetto) è ancora fresca. Per i giocatori, come ha fatto capire Lobotka, sarà una questione di orgoglio rilanciare tra pochi mesi la scommessa tricolore.
 


 

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