Fortunato Rivieccio, lavoratore edile: «Da tre mesi aspetto la Cig. L'Inps dice sempre: domani»

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Valerio Iuliano

Per moltissimi lavoratori di Napoli e della Campania il bonifico per la Cassa integrazione, per il periodo del lockdown, è ancora un miraggio. A lanciare l’allarme è la Filca-Cisl del responsabile organizzativo Massimo Sannino, a cui si rivolgono quotidianamente migliaia di operai e impiegati, in attesa dell’erogazione degli ammortizzatori sociali, da parte dell’Inps. Fortunato Rivieccio, 49 anni, lavoratore edile, è inviperito. 

Da quanto tempo attende la Cig? 
«Il 17 marzo scorso mi trovavo in un cantiere a Positano, per la ristrutturazione di una piazza. Ci hanno detto che il Comune aveva chiuso il cantiere a causa del Covid-19. Il blocco è arrivato all’improvviso. Poi abbiamo saputo che avremmo beneficiato della Cassa integrazione ordinaria per il periodo di chiusura dell’attività. Da allora sono trascorsi tre mesi ma non abbiamo mai avuto nulla. Nel frattempo il 5 maggio abbiamo ripreso a lavorare regolarmente. Ora siamo impegnati nel cantiere della metropolitana di Piazza Garibaldi, a Napoli. La mia azienda è Eurosaf, sempre perfetta. Senza di loro non potrei andare avanti. Loro pensano sempre a noi operai». 
Sull’erogazione della cassa integrazione l’Inps vi ha indicato una data probabile? 
«No. Non sappiamo proprio nulla. Ci rimandano sempre a domani o alla settimana successiva. Ci aiuta solo la Cisl. Ma l’Inps non fornisce mai informazioni utili. Tutto questo è incredibile dopo tre mesi. Sto avendo enormi difficoltà. La verità sa qual è?» 
Dica. 
«Allo Stato non interessa il destino di noi lavoratori. Vorrei tanto poter parlare con qualcuno di loro. Saprei bene cosa dire. Io credo che lo Stato dovrebbe pagare prima noi lavoratori e poi aiutare i disoccupati con il Reddito di Cittadinanza, i bonus e gli altri sussidi. Noi paghiamo le tasse e i contributi. E che fine fanno? Tutto questo è uno schifo. In questo modo, come possiamo andare avanti?». 

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In questo periodo come è riuscito a superare le difficoltà economiche? 
«Mi ha aiutato l’azienda. Ma la mancanza degli ammortizzatori sociali, per i mesi di marzo e aprile, è gravissima. Io ho 49 anni, vivo a Portici, sono sposato e ho 3 figli, di cui 2 minorenni. La prima ha 20 anni e non lavora». 
E gli altri vanno a scuola? 
«La seconda sta per prendere la licenza media. Ha dovuto seguire le lezioni online. Per farlo aveva bisogno di un pc. Ho saputo che il Comune forniva computer alle famiglie e ho fatto la domanda. Ma non ho avuto notizie. Sono stato costretto a chiedere un computer a mia sorella. Altrimenti mia figlia non avrebbe potuto sostenere l’esame. E la mia terza figlia ha 5 anni. Tra pochi mesi dovrà andare a scuola. Le spese sono tantissime. Devo sobbarcarmi un canone mensile di fitto di 450 euro. A questo si aggiungono le bollette, le spese per l’automobile e tutto il resto. Poi le ragazze di oggi vogliono tutte lo smartphone. E lo Stato non mi aiuta». 

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Prima o poi arriverà la Cigo dei mesi scorsi. Ha chiesto all’Inps se la domanda è stata già autorizzata? 
«Macché. Non si capisce nulla. Abbiamo saputo solo che percepiremo l’80% della busta paga. Vorrei tanto poter dire tutto quello che penso. Intanto, io lavoro 8 ore al giorno, tutti i giorni. E menomale che c’è l’azienda. Stiamo lavorando in condizioni di assoluta sicurezza a Piazza Garibaldi. Ci hanno fornito le mascherine, i guanti e i gel igienizzanti. I miei colleghi hanno tutti lo stesso problema. Ne parliamo tutti i giorni. Lo Stato ha pagato bonus e sussidi a tanti. E noi, invece, dobbiamo attendere sempre». 
Quanti siete? 
«Siamo in 42 ad aspettare la cassa integrazione. Ho sentito al telegiornale che la Germania ha pagato i lavoratori. Ed anche gli altri paesi europei lo hanno fatto. Invece in Italia questo non accade. È proprio uno schifo. Sarò costretto ad andare per strada a protestare. Ho bisogno di dire tutto quello che penso».
 

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