Quando l’influencer è onnipresente: la vita senza pause di Chiara Ferragni

Domenica 26 Agosto 2018 di Concita Borrelli
Quando l influencer è onnipresente: la vita senza pause di Chiara Ferragni

Sei Chiara come l’alba, fresca come l’aria, ma non ti vergogni se qualcuno ti guarda. Anzi ci imponi la tua presenza, nuda o ipervestita, da tutti gli angoli del mondo, manifesti lungo le strade, blog, Instagram, Snapchat, Twitter, riviste, quotidiani e tv. Un’onda inarrestabile d’immagini e racconti brevi. Cinguettii e interviste oculate. Ovunque ci scorre davanti il tuo IO ipertrofico, addobbato di scelte in che rifuggono l’out, cioè quegli sfigati che non ti somigliano. Tutto questo, semplicemente per farci entrare in un negozio e immaginare di vestirci, profumarci, avere i capelli, come la Barbie che tu sei e a cui hai dato pure un nome.

Brava, con quella faccetta da theblondsalade che ci giunge da un divano milanese, come da un party ad Ibiza o dalla vostra camera da letto che non abbiamo capito, sia in piedi che sdraiati, quanto Fedez sia più basso di te. Volgarmente saresti definita una fashion blogger, di quelle che danno consigli sul vestirsi come una nonna impertinente passata nella macchina del tempo. Ma è più appropriato dire influencer perché tu sì che influenzi, e imponi il tuo registro di bel e buon vivere, garanzia di popolarità esponenziale, di eterna fanciullezza, di originalità “condivisa”, che suona quale ossimoro.

OVUNQUE
Tu sei influencer, volenti nolenti, pure ci chiudessimo bendati in una grotta. Anche lì arriverebbe eco dei tuoi outfit che, perdonaci, a volte risultano un’accozzaglia di grandi griffe che noi, provinciali e snob, definiremmo al limite del cafone. Ma sappiamo bene, povera Chiara, che tu indossi di tutto perché di tutto le case di moda ti rovesciano sul pianerottolo. Proviamo a immaginare la tua vita: portare in giro quintalate di abiti, fotografo al seguito, a ogni ora del giorno e della notte. Fatina e streghetta del nostro contemporaneo, che mostri solo il bello e nascondi sotto il tappeto ogni stortura o odore di vita reale, non ci meravigliamo che tu sia diventata un case study ad Harvard. Una biondina con gli occhi tondi tondi e azzurri azzurri e un broncio iniziale che tradiva - i libri non m’interessano granché e i verbi pure - oggi sei annoverata tra le 100 donne che più contano al mondo. Perché Miss Ferragni sei un idolo, un punto di riferimento, un’aspettativa? Perché tu più di altre? Quale istanza hai creato dentro di noi? C’era una volta Carrie Bradshaw che curava una rubrica around sesso sul New York Star. Era la protagonista di una serie tv la più riuscita, Sex and The City. E a noi del suo racconto sulla sessualità francamente interessava poco o nulla.

Carrie era molto di più, subliminalmente era già un’influencer. Per il tempo di una puntata allignavamo nel suo guardaroba, e aspettavamo che i suoi abiti prendessero corpo per animare il buono e il cattivo giorno, le sue relazioni, le sfide continue all’inquietudine, il triplo salto mortale nei suoi amori, grandi e piccoli. Carrie è stata per molto tempo la nostra blogger ante-litteram che la tv ci ha messo a disposizione per imparare da qualcuno ad essere qualcuno. Sex and the City non ci ha liberato da nulla, anzi ci ha fatto schiave. Quel che oggi fa con noi la spocchia di Chiara Ferragni. E altre come lei che Vogue, nella persona regale che fu Franca Sozzani, ha fatto signorine patinate e perbene che oggi non mancano a una charity o vernissage. Ma che un po’ lo stesso Vogue, quello America pero’, lo hanno innervosito e si son sentite dire “trovatevi un lavoro!”. Perché queste signorine sembra non facciano nulla, se non camminare per strada e stringere flûte nei locali à la page.

Giornaliste che si massacrano di sfilate e articoli scritti al lume di aerei e treni non tanto tollerano queste schiere di giovanissime che in tempo reale e surreale condividono sfilate, eccessi e street style su Instagram, Snapchat e Facebook. Attenzione, tanta rapidità e quantità è un rischio. Il web fagocita, e sputa. L’influencer deve studiare, e mai scendere dall’Olimpo! A costo di sembrare una parvenu arroccata sulla montagna di danaro. Come Chiara che adesso con il suo promesso sposo Fedez e il loro Leone, è passata dagli outfit griffati a quelli sentimentali. Per apparirci quale Madonna, madre e sposa.

L’EVENTO
Ci siamo, il calendario delle feste nazionali scorre, e il primo settembre è arrivato. La città di Noto è baroccamente già in festa. Le tv e tutta la stampa, senza esclusive perché Chiara è di tutti, è social nel senso vero del termine, sono arroccate in quella Sicilia calda e anche tragica in attesa di parenti, amici, facce, gusto e cadute di gusto. Peccato solo che il crowdfunding benefico lanciato dagli sposi come regalo di nozze sia parecchio indietro. Raccolti solo tremila euro a fronte dei cinquantamila sperati. Anyway, Chiara, anche dopo le nozze, non ci lasciare mai senza un tuo pensiero. Mai scoperti di un tuo sguardo sul mondo o sul cassetto delle mutandine. Esercita quanto e più che puoi il tuo potere insidioso e giovane sulle nostre stanchezze. L’angoscia delle tragedie non esclude che ci si possa divertire nello scorgerti in pigiama a bere caffè dalla tua nuova terrazza. Siamo quasi sette milioni di signor Nessuno a seguirti! Mica Uno o Centomila!
 

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