Elezioni comunali a Napoli, duello Pd-M5S: sette gli aspiranti sindaci

Lunedì 21 Settembre 2020 di Luigi Roano

Con la conferma scontata del governatore uscente Vincenzo De Luca, la vera partita che si apre adesso è quella per il Comune: si vota a maggio dell’anno prossimo cioè fra otto mesi, un soffio. Al momento, stando ai dati delle regionali, si sa che il campo larghissimo che ha portato alla vittoria di De Luca - senza l’appoggio del M5S - non sarà facilmente replicabile. Impossibile mettere quindici liste a sostegno di un candidato sindaco di Napoli, dalle nostre parti chi intende combattere quella battaglia deve fare un corpo a corpo con i napoletani per convincerli e per strappare voti e non può mettere la faccia in 15 manifesti diversi. Quello che è invece certo è che il governatore sarà della partita, ha preso meno voti del Pd, ma le sue liste hanno cannibalizzato i dem e anche il centrodestra. Per il Pd napoletano sarà motivo di scontro l’intrusione di De Luca o di forza? L’avere tagliato le primarie è già un segnale lanciato in direzione del governatore, vero signore delle tessere attraverso i suoi sherpa. Partita - quella per il Comune - che in almeno sette già stanno giocando da mesi, da quando il Covid ha lanciato in orbita come un razzo l’ex sindaco di Salerno ed è stato subito chiaro che non era il caso di perdere troppo tempo e sprecare energie per l’ente di Santa Lucia. 

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Diversa, completamente diversa dalle regionali, la battaglia per le comunali di primavera dove si stanno affacciando vecchi protagonisti come Antonio Bassolino: lui il corpo a corpo lo sta già facendo da molto tempo e ha intensificato lo sforzo man mano che l’onda deluchiana montava, quasi a ergersi come diga per fermare l’eterno nemico. In campo ci sono però anche ministri del governo, alte cariche dello Stato, giovani speranze in salsa arancione e i Movimenti con i centri sociali, che dopo essere stati sdoganati da de Magistris, sono pronti a giocarsela da soli e in alternativa anche all’ex pm. Nel centrodestra il risultato elettorale di queste ore è tutto tranne che confortante, forte l’arretramento rispetto a 5 anni fa e a tutte le tornate elettorali svoltesi negli ultimi tempi. Potrebbe essere l’occasione per voltare pagina, ricostruire e schierare esponenti della società civile a patto che ci sia un rinnovamento serio a iniziare da chi guida i partiti. 
 

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Nel campo del centrosinistra la lotta interna fin da questi giorni si annuncia all’ultimo sangue. Determinante per sbrogliare la matassa sarà il quadro delle alleanze. Se il Pd e il M5S a Napoli troveranno il modo di stare assieme - che non è scontato - allora anche gli altri che gravitano in quell’area saranno costretti a scegliere con chi stare e ci sarà una semplificazione degli schieramenti. Chi sono i candidati pronti a sprintare per la fascia tricolore? Nel Pd il più accreditato - a oggi - è il ministro per i rapporti con la Ue Enzo Amendola. L’età - 47 anni - è dalla sua parte e l’esperienza non gli manca. Ha attraversato tutti i travagli del Pd ha sostenuto lealmente De Luca pur non avendo esattamente le stesse idee. Ha portato avanti per l’Italia la trattativa per il recovery fund con la Ue. Conosce benissimo Napoli perché la vive tutti i giorni. Dal Governo i dem schierano anche Gaetano Manfredi, ex rettore della Federico II e attuale ministro per l’Università. Ma nel centrosinistra non ci sono solo loro. Ci sta per esempio Italia Viva che a Napoli e in Campania ha avuto un buon risultato. Il parlamentare Gennaro Migliore ambisce da sempre a indossare la fascia tricolore, per anni è stato consigliere comunale e sa bene dove mettere le mani per rilanciate la città. Ma se i dem si alleassero con il M5S, che punta tutto o quasi su Roberto Fico, il presidente della Camera, che non ha mai fatto mistero dell’amore per Napoli e del lavoro «che fa per la sua città», il centrosinistra si spaccherebbe. Perché Iv non solo non intende allearsi con il M5S ma schiererebbe subito appunto Migliore se lo facesse il Pd. Di Bassolino c’è poco da aggiungere, Il Mattino ha raccontato le tappe di avvicinamento dell’ex sindaco a Palazzo San Giacomo: in campo ci sarà e - se fosse necessario - in alternativa al Pd. De Magistris sta cercando di veicolare la candidatura dell’assessora Alessandra Clemente. La «sinistra sinistra» punta molto su Sergio D’Angelo che sta organizzando una sua formazione politica. Il re delle cooperative ed ex assessore di de Magistris ci proverà. Sul centrodestra per ora c’è poco da dire, i lavori sono in corso. Catello Maresca, che sembrava essere il candidato ideale per la Regione, sarebbe invece l’ideale come aspirante sindaco. 

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA