VINCENZO DE LUCA

Coronavirus: dall'asporto allo sport, le regole della fase 2 in Campania

Domenica 3 Maggio 2020 di Adolfo Pappalardo

È una marcia indietro. Clamorosa. Prima il no, solo in Campania, al cibo da asporto, allo jogging e mantenimento assoluto delle fasce orarie delle passeggiate; poi, dopo una notte tormentata e il pressing di ieri mattina, il presidente Vincenzo De Luca vara nel pomeriggio un’altra ordinanza in cui da l’ok e, di fatto, disconosce la sua ordinanza del Primo maggio. 

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Venerdì pomeriggio per i campani arriva la doccia fredda: si attendeva un allentamento delle misure da domani in linea con il decreto del governo ed invece ecco misure più che draconiane che altrove. Qualcosa si intuisce quando, due giorni fa, ci si sintonizza con l’aggiornamento settimanale che il governatore tiene ogni venerdì sul sui canale Fb. E in video l’ex sindaco di Salerno si lancia a testa bassa menando fendenti a destra e manca. Con il suo stile, ovviamente. E, quindi, ecco il ribadire il no alla corsa con lo sberleffo a chi si vorrebbe cimentare: «Non vedo ragazze ma vecchi cinghialoni della mia età che correvano senza mascherine, con la tuta alla caviglia, una seconda alla zuava, i pantaloncini sopra, che facevano footing in mezzo ai bambini. Andrebbero arrestati a vista per oltraggio al pudore». E poi la novità della mascherina obbligatoria: «Chi non la mette è una bestia...». 

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Ma le minacce vanno oltre la semplice semantica deluchiana perché nel tardo pomeriggio arriva l’ordinanza n.41 che assesta un colpo ai campani desiderosi di allentare la quarantena e agli imprenditori del food ansiosi del via libera all’asporto. Perché nel testo, valevole per appena sei giorni (dal 4 al 10 maggio) si prevede non solo la quarantena di due settimane per chi arriva da fuori regione, ma viene ribadito anche lo stop al take away (spariscono però le fasce orarie per le consegne a domicilio) e rimane il no alla corsa (ma c’è l’ok alla ripresa degli allenamenti del Calcio Napoli). Senza contare che la passeggiata rimane confinata in quelle due fasce orarie. 

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La doccia non è fredda ma gelata per moltissimi campani. Addirittura rimane basito il mondo democrat salernitano, quello a strettissimo credo deluchiano. Tra telefonate e messaggi inferociti contro gli uomini vicini al governatore. Perché nessuno può digerire come le misure in Campania, con contagi giornalieri ormai al lumicino da giorni, siano più restrittive che altrove. Anche della provincia bergamasca, la zona più colpita dal coronavirus. È un assedio. Al governatore per mezzo dei suoi che tentano di resistere. Poi la resa anche perché si capisce che, da Roma, il provvedimento di inasprimento (come per le velocizzazioni nelle altre regioni) potrebbe essere impugnato. 

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Per questo ieri mattina si cerca una via d’uscita in modo da far apparire tutto ma non un imbarazzante dietrofont. Ed ecco il confronto, in streaming ieri mattina, tra il governatore e i presidenti delle Camere di Commercio della Campania. Confronto acceso, raccontano, con i presidenti che riportano le rimostranze degli associati. Ed è talmente veloce la marcia indietro che l’ordinanza di ieri pomeriggio (la n.42) viene spedita ai giornali in fretta e furia sbagliandone il numero, la data e addirittura la decorrenza. Scatenando così altra confusione e la necessità di correggere l’atto che ha validità per due settimane da domani. 

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La premessa delle nuove disposizioni è che da domani vige l’obbligo dell’utilizzo della mascherina fuori di casa, per tutti i cittadini della Campania. Per l'attività motoria riecco la definizione della fascia oraria tra le 6 e le 8,30 del mattino che viene però riservata allo jogging (ma non potrà più essere praticato in orario serale). Rimane questa l’unica fascia oraria per una specifica attività senza mascherina, mentre per il resto della giornata è possibile solo l’attività motoria senza limitazioni di orario e non più solo nei pressi dell’abitazione, sempre con l’obbligo della mascherina e con distanziamento sociale. E quindi da domani si potrà passeggiare senza la limitazione della fascia oraria serale che aveva scatenato veleni e polemiche per l’ingorgo generato dalle persone in strada sul lungomare di Napoli e Salerno. Nota a margine per i parchi pubblici: sono i sindaci a decidere se chiuderli e le regole valgono anche in Campania. Nell’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca non se ne parla espressamente: un’assenza che il sindaco de Magistris, interpreta come una specie di silenzio-assenso. 
 


Precise le modalità per gestire il servizio di asporto che viene svolto comunque sempre sulla base di prenotazioni telefoniche o online. Il banco vendita sarà posto all’ingresso dell’esercizio commerciale e «i gestori sono responsabili del distanziamento sociale e anche di quello di eventuali riders per il delivery». Ma «con divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e nelle immediate vicinanze degli stessi». Obbligatorio, ovviamente, l’uso da parte del personale di mascherine e guanti il mancato rispetto delle norme comporterà la chiusura per una settimana del locale. Poi alla fine della prossima settimana una verifica ed eventuali comportamenti errati porterebbero alla revoca di queste decisioni. Ok anche alla riapertura di librerie e cartolerie senza limitazione di giorni e fasce orarie. 

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Tutti i soggetti provenienti dalle altre regioni o dall’estero, che entrano in Campania per comprovate esigenze, sono obbligati a comunicare l’arrivo alle Asl e ad osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni dall’arrivo. Tutti i concessionari di servizi di trasporto aereo, ferroviario e di lunga percorrenza su gomma, invece vengono obbligati «ad acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale i nominativi dei viaggiatori con relativa destinazione». Off limits le isole salvo che per i residenti. Ovviamente all’arrivo per tutti è prevista la misurazione della temperatura corporea. 
 

Ultimo aggiornamento: 18:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA