Covid e tamponi rapidi, farmacisti divisi: «A Napoli potrebbe aderire uno su dieci»

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Gennaro Di Biase

Tamponi rapidi in farmacia: dopo l’accordo tra Ferderfarma Campania e la Regione, sono ore di attesa e valutazione per molti titolari. Tra i grandi esercizi non manca chi è già pronto e ha allestito laboratori ad hoc, ma sono tanti gli indecisi. La quantità di adesioni dipende da alcuni nodi: «Gli spazi richiesti dal protocollo», «la possibilità di eseguire tamponi durante l’orario di apertura», «linee guida sulla formazione del personale e la quantità di personale necessario», spiegano gli stessi farmacisti. La firma sull’intesa - fanno sapere da Federfarma Campania - arriverà nelle prossime ore, probabilmente domani, appena saranno limati alcuni punti sugli accordi di parte. Poi «serviranno in media 4 o 5 giorni per l’organizzazione - spiega Riccardo Iorio, presidente di Federfarma Napoli - Credo che l’iniziativa potrà essere considerata un successo se almeno il 10% delle 800 farmacie tra Napoli e provincia aderirà. Il protocollo tra Regione, Assofarm e Federfarma Campania è pronto: si potranno fare i tamponi rapidi antigenici in orario di apertura solo a patto che la farmacia abbia due ingressi diversificati. Il locale dovrà essere arieggiabile e facilmente sanificabile. Si potrà allestire anche un camper, gazebo o un locale nelle vicinanze della farmacia».

 

I dubbi di queste ore valgono soprattutto per le (tante) farmacie di medie e piccole dimensioni. «La volontà di aderire c’è - racconta Francesco Mattera, farmacista in via Nicolardi - soprattutto per dare una mano alla popolazione. Ma sono indeciso: ci sono problemi strutturali. Credo che quasi nessuno abbia un doppio ingresso. Lo potremmo fare all’esterno? Ok. Oggi piove però. Ci hanno detto che i tamponi si possono eseguire fuori dall’orario di lavoro, ma questo comporterebbe una spesa aggiuntiva per il personale. Non so fino a che punto riusciremmo a soddisfare tante persone in un breve lasso di tempo. Con i tamponi fuori orario diventerà tutto più dispendioso e non so se riusciremo a coprire i costi». Sulla stessa lunghezza d’onda Lucio Falconio, farmacista di via Depretis: «Il provvedimento è positivo - dice - perché la Regione riconosce l’importanza delle farmacie e il loro radicamento sul territorio. Ma bisogna attendere linee guida chiare prima che i singoli possano decidere». «La nostra farmacia è questa - racconta Francesca Schillirò della farmacia Toledo mentre allarga le braccia nel suo stretto locale - La disponibilità ci sarebbe, ma il locale è piccolo e non so se ci siano gli spazi necessari. Facciamo orario continuato».

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C’è anche chi ha già allestito tutto. Paolo Cotroneo, farmacista di Fuorigrotta, ha organizzato il laboratorio e aggiunto personale: «Abbiamo comunicato alla Asl la nostra disponibilità e richiesto le credenziali d’accesso alla piattaforma Sinfonia di Soresa per l’inserimento dei risultati dei tamponi rapidi. Ho creato un box con pareti mobili a ingresso separato. Il paziente attenderà in strada per l’esito, che sarà pronto in 15 minuti. Ho contrattualizzato un biologo e un infermiere, per non bypassare le specializzazioni. Avevamo 5 prenotazioni, ieri, ma ovviamente le abbiamo cancellate in attesa delle firme». «Aderiremo senz’altro - assicura Francesco de Pascale, direttore della farmacia Maddaloni ai Colli Aminei - Aiuterà la popolazione, costerà al massimo 25 euro e consentirà a tanti di stare più sereni. Abbiamo pensato a un addetto specifico. Ci serve un minimo di formazione, anche cartacea, per operare durante gli orari di lavoro. Da questo dipenderà il numero di adesioni di tante farmacie che hanno bisogno di coprire i costi». «L’iniziativa va lodata - conclude Iorio - oggi lo screening è decisivo per la lotta al virus».
 

Ultimo aggiornamento: 07:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA