Coronavirus a Napoli, su ogni treno 80 persone: metro a rischio implosione

Domenica 26 Aprile 2020 di Paolo Barbuto

Se le condizioni fossero quelle attualmente in vigore, con la distanza minima di un metro fra le persone, la metropolitana di Napoli potrebbe trasportare al massimo 80 passeggeri su ogni treno. Se, come qualcuno è arrivato a ipotizzare, la distanza dovesse arrivare un metro e ottanta, su un intero treno salirebbero al massimo 40 persone: «Meglio pagare il taxi a ciascuna di loro, l’Anm ne avrebbe un gran risparmio», Nicola Pascale, amministratore dell’azienda, se la cava con una battuta (l’intervista la leggete in questa stessa pagina) ma in fondo ha ragione: il trasporto pubblico locale è a un passo dall’implosione, soprattutto a Napoli perché ci sono pochi mezzi e sono pure piuttosto malmessi. Fortunatamente sono in arrivo i fondi del Ministero dei Trasporti a sostenere economicamente l’azienda, ma quali servizi potrà offrire ai napoletani che torneranno in strada e al lavoro per affrontare la fase 2?

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Finché non arriveranno determinazioni precise da parte del Governo non è possibile sapere quanto sarà ridimensionato il servizio. Ovviamente basta guardare i mezzi a disposizione dell’azienda napoletana di mobilità per capire che i trasporti pubblici saranno drammaticamente complicati. Partiamo dai mezzi su gomma, dagli autobus che in questo periodo stanno limitando la presenza a bordo a un massimo di venti persone. Pensate che in tempi di trasporto “regolare”, prima del virus, un autobus viaggiava mediamente con sessanta persone a bordo (una media fra i momenti di superaffollamento e quelli con pochi passeggeri), significa che se dal 4 maggio si tornasse alla normalità, occorrerebbe più del doppio dei mezzi attualmente a disposizione per sostenere l’impatto della limitazione di accessi; e se anche l’utilizzo dei bus fosse ridimensionato dalla paura del virus e dal minor numero di persone richiamate al lavoro, comunque occorrerebbe almeno il 40% in più degli autobus attualmente a disposizione. E siccome i bus non ci sono si spera di ottenere la possibilità di far salite almeno 30 persone a bordo di ogni mezzo. Ma è solo una speranza.
 


Di fronte all’annunciata mancanza di mezzi da mettere a disposizione dei passeggeri, è giunta una proposta da parte di Nino Simeone, presidente della commissione trasporti del Comune: «Si utilizzino i bus privati per rafforzare il trasporto pubblico. In questo momento il settore del trasporto privato è in difficoltà per mancanza di lavoro, quello pubblico è in crisi per mancanza di mezzi. Basterebbe trovare un accordo per rafforzare le linee Anm e contemporaneamente dare una mano al settore che è in grande difficoltà: al tempo stesso ne avrebbero un beneficio i cittadini e le aziende in crisi».

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Avete già letto della vicenda della Metropolitana sulla quale, se le norme fossero estremamente stringenti, potrebbero salire così pochi passeggeri da rendere inutile il servizio. Il problema è legato alla strutturale mancanza di materiale rotabile che allo stato attuale permette di tenere in circolazione appena otto treni composti ciascuno da due vagoni. Ecco, quei due soli vagoni che, in tempi normali potrebbero contenere fino a 382 persone ammassate l’una sull’altra, in tempi di distanziamento sociale possono ospitare, nel migliore dei casi, 80 viaggiatori. Per le funicolari la questione è esattamente identica: spazi ridotti e possibilità di ospitare passeggeri, stanti le norme attuali, ridotte a pochissime unità. Servizio praticamente inutile. E le stazioni di Metropolitana e funicolari avrebbero anche una difficoltà in più da tenere in considerazione: per limitare l’accesso quando viene raggiunto il numero massimo di utenti, bisogna prevedere un filtro all’ingresso. Significa che occorrono decine di persone in cima alle entrare principali e secondarie di ogni singola fermata della metro e della funicolare, pronte a vietare l’ingresso quando si raggiunge il limite massimo. Operazione difficile, estremamente difficile. A proposito di stazioni, per adesso non è ipotizzato l’utilizzo di termoscanner che non sono stati nemmeno acquistati. Se le norme li richiedessero, Napoli non li avrebbe.

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 13:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA