Covid a Napoli, ecco gli ammutinati dei divieti: «Ristoranti aperti di sera»

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Gennaro Di Biase

Si affilano le lame legali e non solo in vista di domani sera, per «IoApro1501». In campo pubblici esercenti partenopei e no, tutti intenzionati a restare aperti a cena per contrastare il permanere delle restrizioni anti-Covid di notte e il blocco all’asporto trapelato, almeno nelle intenzioni, da Palazzo Chigi. Mentre l’esecutivo è in crisi, crescono in poche ore fino a 12mila gli iscritti del gruppo Telegram «IoApro» ed è nato, sempre su Telegram «IoApro Campania». Entrambe le chat, come attestano gli screenshot in nostro possesso, sono cavalcate dalla propaganda sovranista trumpista e leghista, che si inserisce nel contesto della frustrazione degli esercenti martoriati dal virus e dai crolli di fatturato: con lo smart-working che svuota le strade a pranzo, «le perdite superano il 70» anche in zona gialla. 


LE NORME 
Nelle chat di ristoratori girano diversi post sul tema delle multe e sulla possibile “strategia difensiva” per chi verrà eventualmente sanzionato il 15. Abbiamo chiesto chiarimenti a due studi legali partenopei. Seppure nel campo delle ipotesi, il tema della «costituzionalità» delle norme anti-Covid ricorre in entrambi i pareri. «La chiusura delle attività commerciali e ristorative, in ragione delle ultime disposizioni nazionali e locali – scrivono dallo studio legale Patroni Griffi – presuppone un conclamato e accurato studio dei riflessi della curva epidemiologica in rapporto alle singole realtà territoriali. Nell’adozione di provvedimenti amministrativi anti-Covid, le autorità preposte sono tenute a un corretto bilanciamento degli interessi in gioco, tenendo conto dell’esigenza e alla salvaguardia della salute collettiva e di quella individuale delle singole attività coinvolte, in ragione degli interessi imprenditoriali in gioco e delle conseguenti perdite in termini di fatturato, non tralasciando i principi di tutela al lavoro garantiti dalla Costituzione». 

Video


In campo anche l’avvocato Angelo Pisani: «Trattandosi di una protesta, si potrebbe parlare di diritto a manifestare, anche quello garantito dalla Costituzione. Perciò sarà essenziale il rispetto delle norme anti-Covid per coloro che apriranno. Dipenderà dalle situazioni specifiche, da analizzare caso per caso, verbale per verbale. Alcuni giudici potrebbero confermare le multe. Altri no, perché potrebbero ritenere l’apertura una causa di forza maggiore, vista la crisi economica che grava sugli esercenti. Intanto, le associazioni di categoria Fipe Confcommercio e Fiepet Confesercenti si sono dissociate già l’altro ieri dalla violazione delle regole, che a oggi prevedono la chiusura al pubblico dei pubblici esercizi dopo le 18 con l’asporto consentito fino alle 22 (almeno fino al nuovo provvedimento del Governo previsto il 16). Il tema del turno serale resta però centrale per bar e ristoranti, dal momento che «con lo smart-working i locali sono deserti a pranzo – ha ricordato Fipe – e oltre il 70% degli incassi si fa a cena».

Anche per questo, il numero di ristoratori napoletani che si dichiara pronto domani «ad accogliere clienti ai tavoli dopo le 18» è alto e comprende tantissimi quartieri, dal lungomare al centro. Fino a ieri sera erano circa 200 i membri del gruppo «IoApro Campania», che comprende anche clienti pronti a sedersi a tavola. 12mila iscritti per «IoApro» nazionale. Per entrambi i gruppi Telegram va segnalato un dato non secondario: tra possibili bot e utenti politicizzati, la rabbia degli esercenti che hanno aderito a «IoApro», come documentano gli screenshot, non mancano slogan e suggestion sovraniste. 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 10:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA