La solitudine di don Diana
l’arma più letale della camorra

di Raffaele Cantone

Il 19 marzo di venticinque anni fa don Peppe Diana cadeva sotto il piombo della camorra. Finiva così, a 35 anni e con tre colpi sparati vigliaccamente in faccia, l’esistenza di un sacerdote coraggioso e scomodo, che come pochi altri aveva compreso (e denunciato) gli effetti del giogo mafioso e il ruolo che la Chiesa deve svolgere nella battaglia per emanciparsene. Per apprezzare appieno la sua grandezza e rendersi conto di quanto pionieristico sia stato il suo impegno, più di tante parole basta guardare alle...
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Domenica 17 Marzo 2019, 00:00
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