Comunali a Napoli, Alessandra Mussolini: «Con Bassolino ballerei un tango infuocato»

Giovedì 2 Settembre 2021 di Valentino Di Giacomo
Comunali a Napoli, Alessandra Mussolini: «Con Bassolino ballerei un tango infuocato»

«Non so se lo voterei né glielo dico, ma di certo con Antonio c’è sempre stato un grande rispetto, con lui probabilmente mi cimenterei in un bel tango infuocato». Alessandra Mussolini, la prima storica sfidante di Antonio Bassolino nella corsa per Palazzo San Giacomo nel 1993, se proprio non lancia un endorsement per l’ex sindaco - così come ha fatto sempre dalle colonne del Mattino il fondatore di Forza Italia, Giuliano Urbani - ritiene credibile che una parte degli elettori del centrodestra possano anche loro strizzare l’occhio all’uomo del cosiddetto «Rinascimento napoletano». Un ballo, magari non proprio un appassionato paso doble, la nipote del duce lo concederebbe all’ex avversario. E non nasconde di farlo anche una parte dello storico mondo che per anni ha animato il centrodestra a Napoli. Non si tratta soltanto dei balletti della politica che, in epoca di transfughi e trasformisti, animano in queste ore frenetiche il dibattito in vista delle elezioni comunali, ma di una credibilità che Bassolino è riuscito a conquistarsi soprattutto nei confronti di un mondo che ricorda quel tempo della politica in cui i partiti e le persone si sfidavano più frequentemente sul piano delle idee che su quello personale. L’appeal verso l’esegeta del «passo dopo passo» sembra forte e non solo da parte di quel mondo politico che balla sotto le stelle come nel fortunato format di Raiuno.


«Ballo solo con chi conosco e - racconta scherzosamente raggiunta al telefono Mussolini - con Bassolino ci sono stati tanti scontri in passato, ma sempre sul piano politico, c’era tra noi sempre un grande rispetto». Altri tempi rispetto ad oggi quelli del 1993 con le code velenose di tangentopoli e la prima consultazioni in cui sindaci potevano essere votati con l’elezione diretta in quella sorta di modello semipresidenzialista che si adotta ancora oggi. «Allora - ricorda la nipote del duce - entrambi eravamo avvertiti come se stessimo dalla stessa parte perché sia Antonio che io combattevamo il vecchio sistema del pentapartito e della Dc spazzato via dalle inchieste di Mani Pulite. La vera sfida tra di noi ci fu al ballottaggio, prima entrambi eravamo avversi a quel vecchio modello. Si può dire che dopo quell’elezione se Antonio era riconosciuto come sindaco, io paradossalmente ero vista dai napoletani come sua vice». Alla fine Bassolino la spuntò con oltre 10 punti di vantaggio, oggi l’ex sindaco raggiungerebbe un enorme traguardo già solo arrivando al ballottaggio. E in molti nel centrodestra ci pensano. Anche Mussolini racconta divertita che «con Maresca non ballerei perché non lo conosco, in quel caso io ballo da sola».

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I movimenti verso Bassolino non sono soltanto sul fronte della danza, ma pure nel fulcro della campagna elettorale. Alla stregua di Giuliano Urbani, anche Franco Bianco, una vita trascorsa prima nella Dc e poi in Forza Italia, 30 anni vissuti tra Consiglio comunale e regionale e sempre all’opposizione di Bassolino, fa capire che la tentazione c’è e si chiama voto disgiunto. «Ho tanti amici sia nelle liste di Maresca che di Manfredi - spiega l’ex capogruppo di Fi, prima volta eletto a Napoli nel 1985 - ma voterò come sindaco Bassolino e poi qualche amico presente in qualche altro partito». Per Bianco conterà l’esperienza in questa tornata elettorale. «Per fare il sindaco ora dopo i disastri al bilancio che si sono verificati anche a causa della gestione de Magistris - dice - servirà qualcuno che abbia già conoscenza profonda dei complessi gangli dell’amministrazione di un Comune difficile come è quello di Napoli». Non c’è un preconcetto verso gli altri competitor per la corsa a Palazzo San Giacomo, ma si preferisce comunque Bassolino. «Maresca e Manfredi - fa notare Bianco - diventeranno magari dei bravissimi uomini politici, per ora posso stimarli soltanto per l’egregio lavoro che hanno svolto rispettivamente in campo giudiziario ed accademico, ora Napoli ha bisogno di esperienza e non deve far notizia se persone del nostro campo guardano a Bassolino con fiducia, non è più il tempo dei grandi partiti ideologici perché ora si vota sulla base della fiducia che ispirano le persone».

Da mesi anche tra i dirigenti dei tre principali partiti di centrodestra - Lega, Fi e Fdi - si fa per certi versi il tifo per l’ex sindaco. Non si arriverà al punto che chi è direttamente interessato possa votare per Bassolino, ma di certo c’è la speranza che «passo dopo passo» l’ex governatore possa raggranellare consensi perché - è l’auspicio tra i big dei partiti della coalizione di Salvini, Meloni e Berlusconi - se Bassolino raccogliesse molti voti sarebbe più semplice anche per Maresca, piazzandosi secondo, arrivare al ballottaggio e puntare ad uno storico risultato.
 

Ultimo aggiornamento: 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA