Corsa al voto finora corretta, ​sporcarla ora è un affronto

Giovedì 23 Settembre 2021 di Andrea Di Consoli

La più grande novità di questa campagna elettorale comunale è che per la prima volta dopo circa un decennio non vi è stata quasi traccia di derive populistiche e demagogiche. Nessuno ha solleticato le pulsioni più irrazionali di Napoli città Stato, e nessuno ha utilizzato il municipio – che, per quanto importante, è pur sempre un municipio – per immaginare rivincite storiche di un Mezzogiorno eternamente depredato dal Nord, per stampare moneta o per sentirsi rappresentanti morali di tutti gli umiliati e offesi della terra. 

L’esperienza di de Magistris è stata un vaccino efficace – pagato a caro prezzo – che ha neutralizzato per adesso letture vittimistiche e autoreferenziali istinti di rivincita storica. I candidati si sono mediamente attestati su posizioni moderate e ragionevoli, proponendo percorsi programmatici in linea di massima concreti e riformisti.

Tuttavia alcune anomalie ci sono state, e non di poco conto. Nessuno si aspettava una campagna elettorale ordinata in stile referendum svizzero, ma proporsi alla guida del comune più indebitato d’Italia e con una macchina amministrativa disorganizzata e allo sbando avrebbe dovuto indurre tutti a un maggiore senso di responsabilità e a un rigore maggiore. E invece è accaduto di tutto. 

È accaduto, per esempio, che ai Quartieri Spagnoli si arrivasse quasi alle mani tra militanti del centrosinistra e militanti del centrodestra. Ed è accaduto che, all’indomani della famigerata e drammatica esclusione delle quattro liste di centrodestra, Catello Maresca abbia fatto dichiarazioni molto poco istituzionali, parlando addirittura di “regole medievali” e di “piccole lacune formali”, in tal modo rinnegando – da magistrato – l’importanza formale delle leggi. 
Non va poi dimenticato lo spettacolo abbastanza inquietante dei trasformismi e delle tante transumanze dell’ultima ora, nonché l’abitudine di moltiplicare al massimo il numero delle liste con il solo obiettivo di ottenere più voti, senza minimamente porsi il problema della governabilità e della coerenza politica quando a vincere saranno in troppi. 

Ma è anche accaduto che Gaetano Manfredi si sia rifiutato di partecipare a un pubblico dibattito con gli altri candidati organizzato presso “Il Mattino”, in tal modo avallando un modello comunicativo senza contraddittorio – “alla De Luca”, diciamo così, che ai confronti preferisce i monologhi, alla dialettica il one man show in diretta Facebook. Ed è accaduto che Maresca abbia parlato di “rischio brogli” e di “comitato d’affari” a proposito del blocco sociale in appoggio a Manfredi. Ora, che ampi settori della società stiano convergendo su Manfredi è fuori di dubbio, ma in democrazia i voti non bisogna solo pesarli, ma anche contarli, e se qualcuno ha un oggettivo vantaggio, quel vantaggio va rispettato, perché si chiama democrazia. 

Ed è accaduto – e siamo alla cronaca – che un professore della Federico II, Bruno Amato, abbia scritto con l’email di servizio una lettera ai suoi colleghi in appoggio a Manfredi, invitandoli a segnalare nomi e posizioni accademiche dei sostenitori. Costringendo lo stesso Manfredi a prendere le distanze dall’iniziativa. Ed è accaduto che in una scuola del centro si siano storico si siano presentate alcune persone per chiedere l’indirizzario degli studenti maggiorenni e dei loro genitori. 

Ma il meglio è nel finale, e ci riferiamo al “caso Baiano”. Di cosa si tratta? In pratica Angela Baiano è una candidata della lista “Repubblicani democratici” in appoggio a Manfredi. Un bel giorno, però, ci si accorge che la Baiano è candidata anche nella lista “Azzurri per Napoli”, una lista di ex forzisti ora in appoggio a Manfredi. Com’è possibile? Stanislao Lanzotti di “Azzurri per Napoli” sostiene che la Baiano abbia regolarmente firmato la candidatura con loro, mentre la Baiano dice che si è ritrovata nella lista a sua insaputa. Ne è scaturito un piccolo giallo con momenti da commedia degli equivoci. Un caso di triangolo amoroso finito male, con tanto di prove e controprove. 

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA