Elezioni suppletive a Napoli, Ruotolo fa litigare M5S: asse col Pd per uscire dal caos?

Domenica 19 Gennaio 2020 di Valentino Di Giacomo

«Almeno alle suppletive appoggiamo Sandro Ruotolo e per le Regionali vedremo quali condizioni si verranno a creare». Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle la convergenza sul candidato del centrosinistra per le elezioni suppletive al Senato del 23 febbraio - quando bisognerà votare per occupare il seggio che fu del compianto Franco Ortolani - è più di una tentazione. I contatti tra i pontieri del Partito Democratico e dei 5 Stelle sono ancora in corso. Se fosse per la maggior parte degli esponenti campani l’alleanza sarebbe già cosa fatta, ma Luigi Di Maio non ha nessuna intenzione di concedere deroghe. Il timore del capo politico M5s è che aprendo ora questa porta, si aprirebbe poi un portone in vista delle elezioni regionali per un’intesa con il Pd sulla quale non c’è per nulla condivisione soprattutto se ci fosse da appoggiare il governatore uscente Vincenzo De Luca

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«Tanto più per come si sono svolte le parlamentarie - spiega più di un deputato campano, soprattutto quelli più vicini a Roberto Fico - l’ipotesi di unirci su Ruotolo non è assolutamente tramontata». Nella chat degli onorevoli campani questa possibilità è stata anche messa ai voti due giorni fa. Il risultato? Su 26 parlamentari in 16 hanno detto sì, solo dieci i contrari. Non solo, ma quando è stata avviata questa consultazione informale non era neppure stato deciso che il candidato del centrosinistra sarebbe stato Ruotolo, un profilo che piace (e tanto) a gran parte dei pentastellati. Su tutti si segnala l’ottimo rapporto tra il giornalista e il presidente della Camera, Fico, che ha sempre apprezzato l’impegno anti-camorra di Ruotolo e con cui ha presenziato in più di un’iniziativa pubblica. I contatti nella pattuglia del Movimento con il Pd sono per questo più vivi che mai. Incontri, telefonate che hanno per protagonisti non solo Fico, ma anche altri big come Vincenzo Spadafora, Salvatore Micillo, Carla Ruocco e Luigi Gallo. L’ipotesi dell’unità, anche con la componente che fa capo al sindaco de Magistris, affascina. 

L’esito delle trattative, però, è tutt’altro che scontato. Le maggiori riserve sono quelle di Di Maio, ma il pressing è fortissimo. La figuraccia delle parlamentarie di giovedì scorso ha fatto cogliere la palla al balzo per i tanti parlamentari e attivisti che vedono una soluzione positiva l’alleanza con il centrosinistra. La discussa vittoria di Luigi Napolitano, fedelissimo di Di Maio, sulla piattaforma Rousseau offre il pretesto per un ritiro della sua candidatura e l’appoggio a Ruotolo. Su Rousseau erano prima comparsi 5 nomi, poi diventati 11, ma soprattutto Napolitano viene vissuto dalla base come un estraneo perché non è un attivista della prima ora. Ieri i militanti M5s che partecipano ai meetup si sono riuniti in un locale di via Costantinopoli per affrontare la questione. «Durante la riunione - spiega lo storico attivista Ulderico Catania - abbiamo trattato marginalmente la faccenda dei voti su Rousseau, ma tra di noi ci siamo detti che il nostro candidato naturale era Mariano Peluso perché partecipa da sempre alle nostre iniziative». E sulla possibilità di appoggiare Ruotolo il meetup è chiaro. «Alla fine sarà la nostra scelta nei fatti - dice Catania - perché la base non può che votare una persona con valori in cui si riconosce, Napolitano lo abbiamo visto poche volte e non sappiamo da quali logiche sia venuto fuori». 

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L’orientamento, sia a Roma che a Napoli, sarebbe di chiedere un passo indietro a Napolitano per favorire l’alleanza con il centrosinistra. C’è però da superare lo scoglio Di Maio: nessuna obiezione sul nome di Ruotolo, ma è inevitabile che un’alleanza fatta oggi alle suppletive offra poi una sponda ancora più ampia per quanti già chiedono di unirsi in coalizione con il Pd alle prossime regionali. Ore di fuoco in casa 5 Stelle, il tempo per decidere sta ormai per scadere. Il partito è spaccato e, nonostante la maggioranza propenda per il via libera a Ruotolo, l’ultima parola spetterà al capo politico, quel Di Maio su cui si concentrano guerre e veleni. Tra i sospetti quello che il leader M5s preferisca favorire una persona che conosce da tempo come Napolitano anziché farsi mettere in minoranza da quel gruppo campano che da tempo lo avversa sia nelle segrete stanze dei Palazzi che sui giornali. Se Napolitano sarà costretto a fare un passo indietro altrettanto dovrebbe fare anche Di Maio che fino ad oggi ha provato a tenere la barra dritta negando ovunque alleanze sui territori. Oggi potrebbe essere la giornata della svolta decisiva.

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