Napoli: formiche al San Giovanni Bosco, Nutella e zucchero come «esche»

Venerdì 1 Marzo 2019 di Leandro Del Gaudio
Pacchi di zucchero aperti e rovesciati sopra gli armadietti del personale, barattoli di Nutella e marmellata senza coperchio, lasciati a macerare tra il triage e altre zone dell’ospedale. Poi ancora dolci, bevande aperte e lasciate gocciolare per un po’ sul pavimento, sempre nei pressi delle corsie o in altri reparti strategici. Eccola la relazione degli specialisti della ditta Epm, consegnata in questi giorni alla Procura di Napoli, nel corso dell’inchiesta condotta sulla presenza di formiche - anzi: di colonie di formiche - all’interno dell’ormai famigerato San Giovanni Bosco. 

Sabotaggio è la pista su cui batte il pool dell’aggiunto Giuseppe Lucantonio, in un fascicolo che si arricchisce via via di sempre nuovi particolari. Sono i tasselli di una storia che confermano una sensazione abbastanza chiara: le invasioni di insetti sono state provocate ad arte, costruite a tavolino con un chiaro intento destabilizzatore. Una strategia che ha avuto un effetto oggettivo come la rimozione dai vertici dell’ospedale del direttore Mario Forlenza. Ed è così che a distanza di mesi dallo scandalo degli insetti che si arrampicano sul corpo di una paziente intubata, si cominciano a vedere moventi e tecniche di un piano di alto profilo. Facciamo un passo indietro. Siamo a luglio scorso, quando una denuncia dei vertici sanitari rompe un andazzo che andava avanti da anni: vengono infatti allontanati i vigilantes abusivi dal garage interno al nosocomio di via Briganti, uno schiaffo agli interessi illegali in zona. Niente più vigilantes non autorizzati, via quegli strani personaggi in divisa che emettevano tagliandi, che si affidavano a gabbiotti e guardianie, che si alternavano in orari fissi e prestabiliti, all’insegna di una finzione che andava avanti ormai da anni. Fine di un business clandestino, chiusa una piccola miniera d’oro, che era anche una copertura ideale a prova di indagini. Sempre qui nel garage abusivo, ci sarebbero stati summit tra clan, che vi hanno nascosto armi e macchine rubate. 

Insomma, uno schiaffo a una sfera di potere che fa capo al clan Contini, che deve aver indispettito qualcuno. Dentro e fuori l’ospedale. E sono sempre quelli della Epm, nella loro relazione, a chiarire un concetto: «Abbiamo riscontrato che il controllo accessi risulta non sorvegliato e quindi non gestito con regolarità, con un via vai di utenti, a tutte le ore, anche di notte». Chiaro il ragionamento? Chiunque avrebbe potuto piazzare marmellata e Nutella un po’ dappertutto, oltre ad aprire pacchi di zucchero nei pressi degli armadietti di copertura, per ottenere il risultato sperato: destabilizzare, imporre la rimozione del manager sgradito. È più o meno quanto messo a verbale lo scorso 30 gennaio da uno dei primari dell’ospedale, che ha fatto riferimento alla resistenza di due infermieri contro il suo tentativo di allertare la ditta di pulizia, di fronte all’ennesima invasione di insetti. E c’è dell’altro. Il primario ricorda di aver notato quattro formiche su un letto e una colonia di insetti sul pavimento. Non c’era continuità tra le due presenze, segno evidente che qualcuno aveva preso quattro formiche e le aveva depositate sul lenzuolo. Ed è lo stesso primario a ricordare le «tisanerie» e i bivacchi a base di alcolici da parte di alcuni dipendenti all’interno dell’ospedale, come un suk controllato da strani personaggi legati al rione. Uno scenario denunciato con insistenza dai vertici del nosocomio, oggi costretti a prendere atto del «racket delle formiche»
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