Napoli: funicolare Chiaia, l'ennesimo stop per colpa di una batteria scarica

Giovedì 16 Maggio 2019 di Paolo Barbuto
Ore otto del mattino, la funicolare di Chiaia è determinante per salire al Vomero, o scendere a piazza Amedeo, e arrivare in tempo al lavoro o a scuola. Tutti a bordo. Ma succede qualcosa: le porte non si chiudono, la gente inizia a mormorare, gli addetti si muovono con angoscia. Tutti giù dai vagoni, la funicolare non parte, s’è rotta.

Cerca, controlla, verifica, osserva: alla fine gli addetti appurano che la batteria è andata, come se si trattasse di una vecchia Panda del 1987 in panne su una strada provinciale. Scattano le misure di emergenza, subito viene spedita una squadra a prelevare la batteria di ricambio che era stata acquistata proprio per risolvere eventuali emergenza del genere. Tutto risolto, insomma. E invece no, perché la batteria di ricambio c’è, però è scarica. Sicché bisogna metterla sotto tensione per un bel po’ prima che torni a vivere e a fornire la sua energia alla funicolare di Chiaia.

Nel frattempo il tempo passa, la prima ora d’attesa trascorre con i passeggeri ancora asserragliati davanti alla stazione, nella speranza che il guasto possa essere risolto a breve. Poi la folla delle otto del mattino si sparpaglia alla ricerca di mezzi alternativi e le ore trascorrono inesorabili. Dopo 120 minuti dal guasto i cancelli sono ancora tenacemente serrati con il cartello che annuncia la chiusura per guasto; dopo tre ore la voce s’è sparsa e sono solo in pochi ad avvicinarsi all’ingresso che è ancora vietato. Devono passare altri quaranta minuti, per un totale di 3 ore e 40 di sosta, per vedere le porte riaperte e poter tornare sulla funicolare.

Non c’è un comunicato ufficiale sulla vicenda, però l’Anm tiene a precisare che i tempi di intervento sono stati estremamente ridotti visto il problema che è stato affrontato. Spiega una voce ufficiale dell’azienda che «è stato necessario del tempo per rintracciare le cause del guasto, ce n’è voluto altro per andare a prelevare la batteria di riserva, poi i tecnici hanno dovuto mettere sotto carica il generatore che, come avviene per ogni altro strumento del genere, dopo un po’ perde la carica iniziale. Infine la batteria è stata rimontata e le corse sono ripartite. Il tempo è stato quello necessario, non un minuto di più».

A questo punto va precisato che questa batteria non ha le stesse funzioni che ha per un’automobile. Alla funicolare quella carica di energia supplementare serve per gestire i meccanismi interni, come l’apertura delle porte, e per il governo della parte tecnologica. Ma perché c’è stato il guasto? Il motivo non è noto, però l’Anm, spiega sempre una fonte aziendale, ha già presentato una protesta formale al rivenditore presso il quale è stata acquistata: «La batteria ha una garanzia di cinque anni, era in uso da tre anni, significa che qualcosa non va e ne abbiamo già chiesto conto».

La povera Funicolare di Chiaia non ne può più di salire e scendere senza un’adeguata revisione. Da un anno avrebbe bisogno degli interventi ventennali previsti dalla legge. Quella stessa legge, però, consente di chiedere uno slittamento nell’operazione che è stata già rinviata una volta. È previsto anche l’inoltro di una nuova richiesta di slittamento per la revisione ventennale sicché questo lungo e poderoso intervento dovrebbe avvenire nel 2020, precisamente da marzo a ottobre. Ce la farà la funicolare di Chiaia a resistere per altri tredici mesi?
  © RIPRODUZIONE RISERVATA