Maltempo, disastro no-stop: manutenzione anno zero

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Gennaro Di Biase
Trecentocinquanta interventi dei Vigili del Fuoco negli ultimi due giorni, decine di alberi crollati, frane che hanno mandato il traffico in tilt, infiltrazioni e danni in oltre 30 scuole, strade chiuse o divorate dal fango, tombini volati via come foglie, pioggia di calcinacci, marciapiede volato via sul Lungomare: è il bollettino della Napoli crollata, dopo l’allerta meteo e l’ultima catastrofica bufera. Giovanni Nanni, direttore regionale dei Vigili del Fuoco, parla di «evento traumatico per la città». Il generale Ciro Esposito, comandante della Polizia Municipale, parla di «danni molto consistenti». Pompieri vigili - coadiuvati dalla Protezione Civile - hanno concentrato le forze sulle emergenze, con circa 800 uomini totali al lavoro in queste ore solo su Napoli. E l’inverno è appena arrivato. 

IL BOLLETTINO
Non solo via Masoni: ogni zona di Napoli è stata bersagliata dai danni. Chiuse ieri via Imbriani per dissesti e la Toscanella, allagati viale Maddalena e via Pisani, dove i pompieri sono intervenuti con idrovore. Calcinacci dappertutto: in via Tasso (al numero civico 248), in piazzetta Arenella, in via Trinchera, a Salta paradiso 34, dove sono crollate pietre dai gradini di Porta Medina. Lamiera in bilico in via Ilioneo, un dissesto alla scala esterna di un fabbricato comunale di via Mastellone, strada rotta in via Comunale Margherita e all’altezza dell’Asse Mediano di via Campano. Fango e devastazione in via Cannavino, a Pianura, dove ogni temporale è una cascata di fango. Alberi giù come piume: a Posillipo, in via Manzoni, su via Petrarca, sul muro della recinzione della Colonia Geremicca e a due passi dal Fatebenefratelli. Altri fusti crollati a Fuorigrotta, in via Porcelli, e al Vomero, in via Cimarosa. Grossi rami piovuti in via Orsi e via Suarez. Alberi caduti in via Miano, dall’interno del bosco di Capodimonte. «Abbiamo effettuato 350 interventi - aggiunge Nanni - tra allagamenti e alberi pericolanti o caduti. C’è stata un’evoluzione sui soccorsi rispetto a 20 anni fa, ma oggi le infrastrutture sono più vulnerabili. C’è un problema di mancanza di manutenzione a Napoli». 

LUNGOMARE
Il triste caso del Lungomare. Il vento su via Caracciolo ha falciato via la passeggiata. «Il maltempo – dicono il consigliere regionale Francesco Borrelli e il consigliere della I Municipalità Gianni Caselli – ha provocato gravi danni alla pavimentazione dei marciapiedi di via Caracciolo. Numerose piastrelle si sono staccate, finendo divelte sulla sede stradale. Abbiamo inoltrato una nota al Comune per risanare i tratti danneggiati, o qualcuno si farà male». 

LE SCUOLE
Le segnalazioni di danni da maltempo hanno riguardato un decimo delle scuole di Napoli (30 su 333), chiuse ieri, ma oggi aperte. Una sfilza di vetri rotti, palestre allagate, guaine sollevate, infiltrazioni e alberi pericolanti. Ecco la lista degli istituti danneggiati: Viviani, Ugo Palermo, Cimarosa, Baracca, asili nido “Poerio” e Marcellino, plesso Schipa, Ugo Foscolo e plesso Foscolo-Oberdan, Villa Fleurant, Capuozzo, Mastriani, Gabelli, Imbriani, Comunali Gentile e Gigante, Belvedere, Minucci, Madre Claudia Russo, al Sarria Monti, Marino Santa Rosa, Parini, Marconi, Palasciano, Bracco. «Oggi – ha scritto ieri sui social il sindaco de Magistris – come conseguenza alle avverse condizioni meteo delle ultime 48 ore, ci sono stati interventi in circa 30 scuole nel comune di Napoli, senza contare alberi caduti, voragini e calcinacci appartenenti a strutture private. La sicurezza dei nostri figli viene prima di tutto. In questi casi i sindaci che sono in prima linea vengono lasciati soli da uno Stato che non investe in sicurezza». Infiltrazioni all’Asl di Piscinola, danni e crolli anche al Cnr di via Castellino e, tornando alle scuole, «qualche infiltrazione – fa sapere Paolo De Luca, presidente della V Municipalità – alla Maiuri e alla De Curtis». Imma Carratore, avvocato, è una delle tante mamme messe in difficoltà dal maltempo: «Siamo preoccupati – dice – con le scelte dell’Amministrazione e col maltempo, gli istituti sono chiusi perché gli studenti rischiano che gli possa cadere in testa un albero o un cornicione, ma così facendo si danneggia l’istruzione dei ragazzi». 

LA ZONA OSPEDALIERA
«È un periodo catastrofico - dice Giovanni Pagano della Municipalità 8 - Sono stati i privati a ripulire la strada dopo la frana della Toscanella». Il dissesto ha letteralmente fatto piangere il traffico della Napoli ospedaliera, con decine di ambulanze paralizzate. La chiusura di via Vecchia San Rocco e i lavori in tangenziale stanno causando seri danni ai mezzi di soccorso. «Nell’area più sensibile della nostra città - dice Nino Simeone, presidente della commissione Trasporti - la viabilità è continuamente bloccata per l’enorme flusso veicolare. Serve un presidio fisso dei vigili». © RIPRODUZIONE RISERVATA