Metropolitana di Napoli: linea 1 ferma per sei ore, il giallo del guasto al cervellone

Venerdì 28 Febbraio 2020 di Paolo Barbuto

Sei ore consecutive di blocco della metropolitana a Napoli, dalle sette del mattino fino all’ora del pranzo: utenti inferociti, ritardi al lavoro, visite mediche saltate. E sapete perché la Linea 1 è andata in tilt stavolta? Perché all’improvviso s’è spento un computer. D’accordo voi forse state pensando a un’esagerazione, ma se vi concentrate sugli eventi più o meno recenti dei trasporti partenopei, non è poi così difficile immaginare che un computer in tilt possa contribuire a mettere in ginocchio la metropolitana con le stazioni più belle del mondo.

Verso le sette del mattino l’allarme. Il server, il cervellone centrale, che garantisce i collegamenti telematici fra tutti i sistemi della metropolitana, s’è bloccato all’improvviso. In quel momento sono venuti meno tutti i servizi collegati a quell’apparecchio tecnologico. Addio collegamenti fra le varie stazioni, niente più modalità di contatto fra macchinisti e centrale di controllo, spenti gli apparecchi di ventilazione sotterranei ma, soprattutto, nessun segnale di vita da parte dei sistemi di controllo posizionati su binari. Quest’ultimo dettaglio non è insignificante perché quei sensori sulle rotaie garantiscono la sicurezza dei passeggeri: in mancanza di quel controllo nessun treno può muoversi. E nessun treno s’è mosso per sei ore consecutive.

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Inferociti gli utenti che hanno depositato la loro rabbia sui canali social dell’Anm e anche sulle rispettive pagine di Facebook e Instagram lanciando anatemi e irripetibili insulti. In molti hanno raccontato i personali disagi, alcuni hanno proposto di cambiare modalità di protesta: basta con gli sfoghi sui social e via alle denunce ufficiali a carabinieri, polizia, Procura e a chiunque altro possa fare chiarezza sui continui e costanti disagi.

Secondo il resoconto presentato da Anm non è ancora chiaro il motivo dell’improvviso blocco del sistema telematico. Con immediatezza, spiega un comunicato ufficiale dell’Anm, «i tecnici informatici si sono messi al lavoro e, sfruttando i ricambi a disposizione dell’azienda, sono riusciti a risolvere il problema, facendo ripartire la rete informatica».

Il comunicato non precisa la valanga di tempo necessaria per eseguire questa operazione, anche perché dopo aver provveduto alla riparazione con i “ricambi” a disposizione, è stato necessario riavviare tutte le procedure di accensione del sistema computerizzato che governa la Metropolitana. E quel mega computer impiega esattamente 180 minuti per ripristinare correttamente tutte le sue funzioni. Tre ore d’attesa per capire se la riparazione era andata a buon fine, ecco perché il tempo s’è allungato fino a toccare le sei ore consecutive di stop alla circolazione dei treni.

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Ah, a proposito. Se avete voglia di saper qual è la causa che ha generato il crollo del sistema computerizzato dovete aspettare con pazienza perché non è stata fatta ancora chiarezza per cui, come spiega la nota ufficiale «Anm sta indagando le ragioni del blocco».

Dal primo gennaio 2020 sono trascorsi 58 giorni; dal primo gennaio ad oggi ci sono stati 35 giorni di disagi, grandi e piccoli, per gli utenti della Metropolitana. Si va dai blocchi del servizio di appena mezz’ora alle intere giornate di chiusura; si passa dalla tragedia sfiorata dell’incidente del 14 gennaio alla grande paura per la centralina elettrica in fiamme di venerdì scorso. In mezzo (i dettagli li leggete nel grafico di questa stessa pagina) c’è qualunque tipo di difficoltà immaginabile per una linea di metropolitana.

Se anche volessimo cancellare dall’elenco i lunghi giorni di limitazione generati dal sequestro dei binari dopo l’incidente, comunque ci troveremmo di fronte a un numero impressionante di eventi che non permettono di considerare affidabile il servizio della Linea 1. Troppo spesso i (pochi) treni si guastano generando allungamento dei tempi di attesa e chiusura di stazioni per motivi di sicurezza; altrettanto frequentemente stanno andando in tilt gli scambi, poi ci si mettono le difficoltà con l’alimentazione elettrica, adesso arriva anche un computer birichino che si spegne e lascia a piedi mezza città diretta al lavoro.

Comunque l’Amministrazione ha promesso che a fine febbraio sarebbe arrivato il primo dei nuovi treni per le prove d’esercizio. In un anno normale “fine febbraio” sarebbe stata oggi, ma l’anno è bisestile: c’è ancora il 29 in questo mese per cercare di far arrivare a Napoli il primo dei nuovi treni. È una promessa dell’Amministrazione, e noi non dubitiamo mai delle promesse, siamo certi che verrà mantenuta.

Ultimo aggiornamento: 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA