Napoli: ambulanze 118 senza medici, ​soppressi 200 turni

Martedì 28 Settembre 2021 di Melina Chiapparino
Napoli: ambulanze 118 senza medici, soppressi 200 turni

A Napoli è emergenza 118 per la «carenza di medici, infermieri, autisti e tecnici». La mancanza di personale al servizio territoriale è talmente grave che rischia di non poter «più assolvere le sue funzioni fondamentali di diagnosi e cura sul posto con l’ulteriore risultato negativo di intasare tragicamente i pronto soccorso». Queste parole, scritte nero su bianco nel documento della Centrale operativa territoriale 118, in sostanza, annunciano un pericolo. Si tratta di stravolgere la vocazione originaria del soccorso in ambulanza che rischia semplicemente di trasportare l’ammalato piuttosto che garantirgli le cure primarie sul posto. Nella nota, protocollata il 24 settembre e inviata anche a tutte le direzioni dell’Asl partenopea si rende nota anche la «gravissima carenza di organico per coprire i turni di ottobre».

«Il drammatico quadro di carenze» previste a ottobre, per quanto riguarda il personale, ha comportato un ridimensionamento del numero di ambulanze che a Napoli non saranno più 18 ma 17, a cui aggiungere il mezzo di soccorso a Capri ma il vero impoverimento, consiste nella demedicalizzazione di due postazioni. «Non avendo altra possibilità sono stato costretto a sospendere momentaneamente l’ambulanza tipo b di piazza Nazionale e demedicalizzare il tipo a di Chiatamone e della Ferrovia» scrive Giuseppe Galano, direttore del 118 e presidente regionale dell’associazione Anestesisti AAROI riferendosi, nel primo caso, a un’ambulanza con autista e infermiere a bordo e negli altri due, a equipaggi che prima avevano il medico e ora non potranno più averlo. Questo significa che delle 12 ambulanze con il medico a bordo, operative a Napoli, da ora in poi ce ne saranno solo 10. Non solo. Se dovesse continuare la migrazione dei medici convenzionati del 118 che recentemente ha subito un gran numero di dimissioni di massa, arrivando all’allontanamento volontario di 20 camici bianchi da marzo scorso, si procederà a «demedicalizzare altre ambulanze». Nonostante gli sforzi organizzativi e i sacrifici degli operatori sanitari, le conseguenze immediate del depauperamento del personale 118 sono i 207 turni senza più il medico a bordo, a ottobre, per un totale di 2.484 ore “demedicalizzate”. «Queste criticità comportano una concreta impossibilità di soddisfare con la dovuta tempestività ed efficienza tutte le chiamate di soccorso» si legge ancora nel documento che sottolinea «lo spirito di sacrificio e la collaborazione dei dipendenti che stanno garantendo le attività attraverso una quota considerevole di lavoro straordinario». Ma la pressione che sta subendo il servizio di emergenza, non è immune da un «notevole carico di stress psicofisico che condiziona anche le assenze di un considerevole numero di dipendenti per malattie ricorrenti legate anche ad attività usurante». Queste condizioni spiegano anche la carenza di medici che non hanno visto turn over, dopo i pensionamenti, «per l’onerosità del lavoro, i rischi medico legali e i mancati riconoscimenti economici e professionali» nell’ambito dell’emergenza.

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«La nota carenza ha avuto l’attenzione di questa direzione strategica che ha indetto concorsi pubblici per medici e autisti e la mobilità volontaria extraregionale per infermieri» riconosce Galano, aggiungendo che «i tempi di espletamento vedranno esiti molto lunghi». In pratica, «l’Asl napoletana, sta facendo il possibile per reclutare risorse ma la vera soluzione deve arrivare dal Ministero competente e da un’attenzione a livello legislativo nazionale» spiega il direttore del 118 che esorta un intervento del governo «per incentivare e motivare il reclutamento del personale del 118». «Le 546 borse di specializzazione per la Medicina di Emergenza e Urgenza sono vacanti e l’avviso pubblico per 50 posti di medici convenzionati, per il 118 di Napoli, ha visto presentarsi solo 2 persone che non hanno accettato - riferisce Galano - la legge dovrebbe dare la possibilità ai medici convenzionati di fidelizzarli e renderli dipendenti e tutti gli operatori sanitari dell’emergenza dovrebbero avere incentivi professionali ed economici». 
 

Ultimo aggiornamento: 17:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA