Bagnoli, è scontro sul concorso di idee: costruttori napoletani esclusi

Venerdì 13 Dicembre 2019 di Luigi Roano

Non ci stanno gli imprenditori napoletani a restare fuori dalla rigenerazione urbana di Bagnoli e attraverso la Consulta per le costruzioni fanno sentire la loro voce Federica Brancaccio presidente dell’Acen è netta: «Il concorso internazionale di idee per Bagnoli va fermato, l’imprenditoria napoletana ha prodotto negli anni decine di progetti ancora utilizzabile serve una riflessione». Ma c’è di più, il concorso riaccende il duello tra il soggetto attuatore Invitalia e il commissario per Bagnoli Francesco Floro Flores. Pure per lui il Concorso in questo «momento e senza la bonifica che è la priorità non ha nessuna credibilità e poi perché presentarlo a Milano? È vergognoso, Napoli doveva essere centrale». A Napoli è stato presentato, per la cronaca, due giorni dopo. Insomma, un attacco a Invitalia e al suo manager Domenico Arcuri. Con il ministro per il Sud e la Coesione Giuseppe Provenzano tirato per la giacca un po’ da tutte le parti chiamato a fare da arbitro. Di certo sul suo tavolo c’è una lettera firmata dall’Acen, dagli industriali dagli Ordini di architetti e ingegneri dove gli viene chiesta una pausa di riflessione. Sembra ci siano tutte le premesse per l’ennesimo stop al progetto di rilanciare l’area ex Italsider e mettere mano alla rigenerazione urbana. 

LEGGI ANCHE Napoli, flash mob al Madonna Assunta di Bagnoli: «Dov’è la nostra scuola?»

Floro Flores sembra davvero preoccupato. «Non voglio fare polemiche, anzi, dobbiamo lavorare uniti. Tuttavia non si capisce perché si presenti il Concorso di idee prima a Milano e poi a Napoli. Parlerò presto con il ministro Provenzano al quale ribadirò che la priorità è la bonifica, tra poco iniziamo quella per l’amianto. Senza la bonifica qualsiasi progetto perde di credibilità. Certe decisioni che riguardano Bagnoli non possono avere una esclusività romana le cose vanno fatte in sinergia». Il commissario picchia forte: «N on mi sembra che in Invitalia ci siano specialisti per la bonifica e su questo che dobbiamo concentrarci. Sto parlando con il ministro Sergio Costa di questo problema per risolverlo. Un concorso per la rigenerazione urbana senza risanamento dei suoli ci fa perdere in credibilità. Non è un caso che già in passato siano andate deserte le aste per l’acquisto dei suoli. Se vogliamo attrarre risorse serve fare la bonifica, il concorso in queste condizioni è inutile». Da Invitalia trapela stupore sulla posizione di Floro Flores. Da Roma fanno sapere che «il concorso lo ha voluto e chiesto fortemente Floro Flores assieme al sindaco Luigi de Magistris». E quanto alla scelta di presentarlo a Milano ribadiscono che «a Milano ci sono i più grandi studi di architettura del Paese e a Napoli è stato presentato appena due giorni dopo». 

Bisogna chiarire bene cosa è la Consulta per le costruzioni, vale a dire un organismo che racchiude 25 organizzazioni imprenditoriali, professionali, sindacali e della proprietà edilizia e che vuole lavorare insieme sul tema di Bagnoli. La presidente dell’Acen Federica Brancaccio ha chiarito il suo punto di vista su Bagnoli in una intervista al periodico «Porti in Rete». Sulla strategia per Bagnoli la Brancaccio fissa i paletti. E sul concorso è chiarissima: «Chiediamo – nell’interesse della collettività e del positivo esito da raggiungere – di sospendere il bando per il concorso di idee, allo stato prorogato al 7 gennaio 2020, ma di utilizzare i prossimi 6 mesi per una rigorosa verifica economico finanziaria delle migliori scelte per Bagnoli e per l’Area Occidentale». Richiesta fatta al Commissario e motivata così: «A Floro Flores - si legge nell’intervista - abbiamo indicato le nostre priorità: la verifica di sostenibilità economico-finanziaria alla base delle scelte urbanistiche; la realizzazione ad horas di interventi in aree che non necessitano di bonifica e che hanno già la destinazione urbanistica; anche perché immaginiamo che questi primi interventi, possano indurre altri imprenditori a scommettere sulla nuova Bagnoli». Infine ma non ultima la considerazione sulla progettualità. «Non si può prescindere dal patrimonio progettuale esistente sull’area, in parte ancora conforme agli strumenti di pianificazione come quelli per il recupero e rifunzionalizzazione dei manufatti di archeologia industriale».

Ultimo aggiornamento: 13:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA