Napoli, la movida selvaggia trasloca sui Quartieri Spagnoli senza controlli

Domenica 26 Luglio 2020 di Maria Chiara Aulisio

Spritz a un euro - meglio non pensare a che cosa ci mettono dentro - cicchetti a cinquanta centesimi bevuti a raffica, “canne” fumate - e passate di bocca in bocca - con la stessa disinvoltura che si potrebbe avere in un coffeeshop di Amsterdam, dove assumere cannabis è legale. Centinaia di ragazzi - e ragazzini ben lontani dall’aver compiuto 18 anni - stretti uno accanto all’altro, ubriachi e pieni di hashish e marijuana (nella migliore delle ipotesi), ballano nei vicoli come farebbero in una discoteca ascoltando musica a palla sparata dalle casse posizionate all’esterno, ma anche all’interno, dei locali. Il Covid, con tutti i morti, i sacrifici e la paura che si è portato dietro, qui sui Quartieri spagnoli è come se non fosse mai esistito, insieme con quella legge che vieterebbe la vendita di bevande alcoliche ai minori. Le mascherine sono solo un ricordo, il distanziamento sociale poi è impensabile, fosse solo perché i vicoli sono talmente stretti e affollati che - se pure qualcuno volesse respirare a più di mezzo metro dall’altro - non ci sarebbe lo spazio per farlo. Anzi: più folla c’è e meglio è, l’assembramento, e l’alcol e la droga, sembrano essere l’unico modo di divertirsi.
 

 

Una serata fuori controllo, quella di ieri, tra largo Baracche e vico Lungo Teatro Nuovo, dove si concentra il maggior numero di bar e locali ricavati per lo più in quelli che erano bassi o garage. Una serata esattamente uguale a tutte le altre, dal lunedì alla domenica, caratterizzate da un comune denominatore: l’assoluto disprezzo delle regole. Qui - tra vico d’Afflitto e vico Lungo Gelso - ognuno fa quello che gli pare e nessuno dice niente. Non protesta nemmeno la gente del quartiere: interi condomini che affacciano sull’”inferno”, palazzi dove per varcare il portone di ingresso bisogna superare vere e proprie barriere umane, caos e schiamazzi fino all’alba sembra non diano fastidio a nessuno. Diversamente da quello che succede nell’area dei baretti dove i residenti sono invece sul piede di guerra 24 ore su 24. E infatti - sempre ieri sera - grazie a controlli più serrati da parte delle forze dell’ordine, i vicoli di Chiaia godevano di una movida tutto sommato tranquilla. Zero assembramenti e niente alcol venduto ai ragazzini: «Prova ne è che se le forze dell’ordine scendono in campo, lo scenario cambia completamente». Non ha dubbi Federica Mariottino, avvocato, tre figli, dai 18 agli 11 anni, ideatrice e tenace animatrice dell’associazione «31salvatutti», un gruppo fondato sui social all’indomani della morte di Nico Marra - il ragazzo che perse la vita a Positano dopo una serata ad alto tasso alcolico - nato con l’obiettivo di proteggere i più giovani dai rischi che derivano dall’uso di alcol e droghe. L’avvocato partecipa al nostro tour by night sui Quartieri spagnoli e non può fare a meno di sorprendersi: «Se qui c’è una sola persona che ha il Covid, tra quindici giorni sarà una strage - commenta mentre cerca di farsi largo tra i ragazzi assembrati nei pressi di un bar in vico Lungo Teatro Nuovo - sono veramente avvilita: alcol a un euro, canne ovunque, minorenni strafatti... Me lo avevano detto che i Quartieri erano diventati zona franca ma non pensavo si potesse arrivare a tanto». 

 


A questo punto una domanda è d’obbligo anche se può apparire banale. Possibile che nessuno decida di andare a controllare che cosa succede da quelle parti a partire dalle 18? Un vigile urbano, un poliziotto, un carabiniere. Un rappresentante delle forze dell’ordine in grado di far rispettare le regole, almeno dal punto di vista sanitario in un momento in cui la salute di tutti è ad alto rischio: «Se non si riesce a fermare la vendita di bevande alcoliche ai minori e lo spaccio libero di sostanze stupefacenti, - conclude l’avvocato - l’applicazione delle norme anti Covid la pretendiamo». Ha ragione Federica Mariottino, perfino inutile sbandierare sanzioni da mille euro, se non si è in grado di evitare assurdi e pericolosi assembramenti nel cuore della città, sotto gli occhi di tutti, alla faccia di chi invece si sacrifica per tutelare se stesso e gli altri dal virus. Dai Quartieri spagnoli a Posillipo - se si parla di regole - il passo è brevissimo. Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, non molla: «Ora vengono a bivaccare anche sotto il pino di via Orazio - protesta - ma adesso basta: se i nostri appelli continueranno a rimanere inascoltati organizzeremo controlli notturni. Questi incivili vanno smascherati».

Ultimo aggiornamento: 12:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA