Napoli ok con la Lazio,
​ma col Barça occorre più testa

Sabato 1 Agosto 2020 di Francesco De Luca
Il Napoli ha chiuso con la vittoria sulla Lazio il più assurdo campionato che la storia ricordi al settimo posto, là dove lo aveva lasciato Ancelotti a inizio dicembre. Lo ha concluso con l’infortunio muscolare di Insigne, preoccupante perché mancano sei giorni alla super sfida con il Barcellona. È uscito in lacrime, Lorenzo, perché per niente al mondo salterebbe la sfida al Camp Nou. Il Napoli non faceva registrare da undici stagioni un piazzamento simile: alla fine del torneo 2009-2010 (tecnico Mazzarri) la squadra si era classificata sesta. Il campionato è peraltro diventato accessorio per gli azzurri dopo la conquista della Coppa Italia ma questo non basta a giustificare una serie di deludenti prestazioni. Meglio ieri, soprattutto nei primi venti minuti, contro la Lazio. Velocità, giocate di prima, profondità. Ma il cedimento difensivo si è puntualmente registrato.

La squadra di Inzaghi è cresciuta e ha trovato il pareggio perforando gli azzurri sul lato destro. Immobile ha festeggiato la Scarpa d’oro 2020 con l’aggancio a Higuain, 36 gol in un campionato come era riuscito a fare il Pipita nella terza e ultima stagione azzurra.

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Gattuso ha provato per 9-10 undicesimi la squadra da schierare a Barcellona tra sei giorni, compreso Callejon, a cui Insigne aveva consegnato la fascia di capitano nel giorno della sua ultima partita al San Paolo. Dovendo segnare un gol e non difendersi a oltranza perché l’1-1 è un vantaggio per il Barça, gli azzurri dovrebbero giocare così come hanno fatto nei primi venti minuti contro la Lazio. Con la stessa aggressività, provando a sfruttare gli spazi che la difesa blaugrana concede, proprio come i biancocelesti al San Paolo. E con una concentrazione feroce in difesa, da favorire con un assetto equilibrato. Ma venti buoni minuti a Barcellona ovviamente non basterebbero. Il centrocampo azzurro ha sofferto ieri sera sul 2-1. Una settimana di lavoro “normale”, dopo 14 partite in 45 giorni, aiuterà la squadra sul piano fisico e mentale. Incoraggia, in certi momenti, una vittoria come quella sulla Lazio. La tensione va gestita: da censurare gli scontri tra Gattuso e Inzaghi e i giocatori nel secondo tempo in una partita letteralmente di fine stagione. Perché bisogna assistere a certe squallide scene?
 
 

Non sarà questa la settimana in cui De Laurentiis e il tecnico parleranno del prolungamento del contratto, che dovrà essere anzitutto rivisto dal punto di vista economico perché otto mesi fa Rino ha firmato per 1,4 milioni. La discussione è aperta e due giorni fa il presidente ha auspicato una “piena convinzione” da parte dell’allenatore a proseguire in questo progetto. Gattuso è un uomo sempre convinto di quello che fa e vuole restare a Napoli. Ma con un contratto che sia svincolato da una serie di clausole, oltre che di importo superiore a quello firmato nello scorso dicembre per sostituire Ancelotti. La partita col Barcellona, dopo la finale di Coppa Italia, è il secondo momento topico della stagione ed ecco perché non c’è stato un approfondimento su questo tema. Sarebbero non auspicabili colpi di scena, o che comunque Gattuso cominci la nuova stagione con il contratto in scadenza, anche perché ha seminato bene nello spogliatoio di Castel Volturno e, se le prestazioni non sono state soddisfacenti nelle ultime settimane, non è soltanto perché la squadra giocava ogni tre giorni e aveva la testa proiettata alla sfida di Champions. La realtà è che si è esaurito un ciclo e che bisogna ristrutturare la rosa, puntando su giovani di ottima prospettiva come Osimhen, convinto da Gattuso a firmare per il Napoli. Adesso tocca a Rino trovare l’intesa contrattuale con De Laurentiis, tentando quel salto che era quasi riuscito due anni fa a Sarri.

Un giorno prima del Napoli toccherà alla Juve affrontare il secondo ottavo di Champions, sfidando il Lione a Torino. La soddisfazione dell’ambiente bianconero per il nono scudetto consecutivo si è già esaurita e Sarri è tornato nel mirino di chi fin dal primo giorno non lo ritiene adeguato per guidare questa squadra, arrivando a invocare il ritorno di Allegri dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia. Non dev’essere facile per Maurizio affrontare così la fase cruciale della Champions, peraltro dopo l’investitura di Pirlo a suo erede, di fatto avvenuta con la nomina dell’ex campione del mondo a tecnico della Under 23 bianconera. Il Maestro, com’era chiamato Andrea per la sua classe, è un allenatore in laboratorio, così come sono stati Guardiola al Barça e Zidane al Real. Il prossimo passaggio è quella panchina che è stata un tormento per Sarri. Si è invece esaurita dopo un anno l’esperienza di Ventura, il ct del fallimento mondiale, a Salerno. Dimissioni dopo aver fallito i playoff e aver ascoltato il video rubato di una telefonata in cui Lotito insulta l’allenatore dell’altro suo club. Un legittimo e doveroso scatto di orgoglio da parte del 72enne tecnico, che aveva sopportato di tutto quando non riuscì a portare la Nazionale ai Mondiali perdendo il playoff contro la Svezia. A Lotito il consiglio di fare attenzione quando telefona e a chi gli sta intorno: due anni fa girò in rete il video di una durissima telefonata a Simone Inzaghi, il tecnico della Lazio. Un secondo consiglio è fare scelte più opportune per non lasciare la Salernitana ancora per chissà quanto tempo nel limbo.Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA