Napoli leader con talento e organizzazione tattica

Domenica 28 Novembre 2021 di Francesco De Luca

La carica è stata fortissima, il Capitano è solo per gli altri adesso una statua. Per i suoi “figli” che indossano la maglia del Napoli è vivo e quei ragazzi, pochi minuti dopo il giro d’onore dell’opera dedicata a Maradona, lo hanno celebrato segnando due gol in tre minuti. È stata la Mano de Dios, è stato il piede sinistro accarezzato da De Laurentiis prima che le squadre scendessero in campo? Puoi crederci o meno, ma Diego è l’innaturale in grado di saldare il passato e il presente del Napoli, che ieri - trascinato dal suo giovanissimo 34enne Mertens, doppietta da fuoriclasse - ha compiuto uno scatto che può avere risvolti importanti nella lotta per lo scudetto.

Gli azzurri non hanno avuto il braccino corto dopo la sconfitta pomeridiana del Milan al Meazza contro il Sassuolo, netta e preoccupante, perché Pioli ha visto una squadra stanca. Hanno tirato fuori il meglio del loro gioco e del loro carattere. Si sono scatenati contro la Lazio di Sarri, uscita a pezzi dal confronto già alla fine del primo tempo. Eppure, mancavano due pezzi da novanta, il bomber Osimhen e il mediano Anguissa che aveva subito dato equilibrio al Napoli. Ma gli azzurri avevano una carica particolare, sentivano che questa era una grande occasione e l’hanno sfruttata in modo perfetto. È tornato il Napoli-show grazie ai meravigliosi gol di Zielinski, Mertens e Fabian e allo spirito di corpo di un gruppo che Spalletti ha saputo plasmare. E c’è stato chi come Zielinski è riuscito a cancellare le pause e ad essere incisivo, al di là della prodezza di sinistro. La Lazio ha provato a rialzare la testa sullo 0-2 cercando di sfruttare gli spazi concessi dal Napoli ma non è andata oltre la traversa di Acerbi. Su quella perfetta macchina azzurra, dall’altra parte del campo, avrà lanciato un nostalgico sguardo Sarri: quante partite aveva giocato così bene il Napoli anche nelle sue stagioni.

Spalletti ha un vantaggio di 3 punti sul Milan e di 4 sull’Inter. E con una squadra che ha problemi di organico a causa di infortuni e convalescenze post-Covid. L’allenatore ha saputo spiegare ai suoi uomini come è possibile andare oltre le difficoltà di percorso e come smaltire le scorie dopo qualche inevitabile caduta. Il Napoli visto a Milano e a Mosca, per lunghi tratti, non gli era piaciuto. Quello che si è scatenato contro la Lazio assolutamente sì, perché - quattro gol a parte - ha saputo nuovamente unire la qualità delle giocate, il senso del sacrificio e l’organizzazione tattica difendendo la leadership in classifica, che in quattro giorni sarà messa a dura prova dai confronti con il Sassuolo e l’Atalanta. Altre emozioni da vivere, altri punti da afferrare. 

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA