Napoli, Municipalità paralizzate: 6 mesi per un documento tra centralini muti e mail inutili

Giovedì 10 Febbraio 2022 di Valerio Esca
Napoli, Municipalità paralizzate: 6 mesi per un documento tra centralini muti e mail inutili

Da sei mesi a un anno. Non sono i tempi del primo sviluppo di un neonato e nemmeno l’esito di una condanna, ma i tempi di attesa per richiedere la carta d’identità al Comune di Napoli. Per ricevere quella elettronica, che ha sostituito di fatto quella cartacea, bisogna compilare un form sul sito del ministero dell’Interno, inserendo il Municipio di appartenenza. Si viene poi reindirizzati alle sedi disponibili nel proprio territorio, in questo caso nelle dieci Municipalità.

Le uniche due, al momento, “pronte” a ricevere su appuntamento sono la terza (Stella-San Carlo all’Arena) e la quinta (Vomero-Arenella). La prima data disponibile, in via Lieti 97 (Municipalità III), è martedì 16 agosto 2022. Sarà un caso. Riproviamo con un’altra Municipalità, magari andrà meglio. Via Giacinto Gigante 242 (Municipalità V), primo giorno utile 28 dicembre 2022. Tutte le altre sedi non offrono «disponibilità per prenotare un appuntamento. Si prega di riprovare in un secondo momento».

 Come mai ci vuole così tanto tempo? La risposta è sempre la stessa: «In ufficio non c’è abbastanza personale». Se si prova a chiedere a Palazzo San Giacomo c’è chi spiega: «I tempi purtroppo sono questi: al Vomero si va dai sei mesi ad un anno; a Chiaia (online non disponibile) possono passare anche otto mesi; nella terza Municipalità fino a 5 e nella seconda circa sei mesi». A Scampia, parlamentino che non è iscritto alla piattaforma del ministero dell’Interno, ci sono invece tre dipendenti comunali che si occupano delle carte d’identità, anche senza prenotazione.

Il risultato? Ottenere quella cartacea, che oramai serva a poco o nulla. In questo scenario stride la decisione di distaccare presso la sede di via Verdi, ai gruppi consiliari, una decina di dipendenti in arrivo proprio dalle Municipalità. Così come diventa complicato capire quale sia la ratio per la quale siano stati assegnati agli uffici i 285 neo assunti dal concorsone regionale. Personale che sarebbe servito a far ripartire in particolar modo le Municipalità. Ogni direttore di parlamentino ha ricevuto in dote quattro neoassunti: un amministrativo, due assistenti sociali e un direttivo culturale.

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Intanto al Comune arrivano i primi effetti del Patto per Napoli. Sono stati azzerati i buoni pasto dalla Gm-Ep Spa, società ex aggiudicataria della convenzione Consip, che ha fornito i ticket per i dipendenti comunali fino al novembre 2021. «La società è stata sempre regolarmente pagata» sostengono da Palazzo San Giacomo. Ma perché la Gm ha azzerato le carte elettroniche dei buoni pasto accumulati nel 2021 dai comunali, che due giorni fa si sono trovati alle casse dei supermercati o nelle tavole calde senza soldi? Perché le ultime due fatture emesse dalla società (16 dicembre 2021) sono state liquidate, ma non materialmente pagate «trattandosi – evidenziano dal Municipio – di crediti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2021».

Il Patto per Napoli, come anticipato tempo fa dal Mattino, prevede un piano di transazioni tombali (saldo e stralcio) nei confronti dei creditori commerciali al 31 dicembre 2021, cui riconoscere un valore tra il 40 e l’80%, in ragione della anzianità del credito. Alla Gm, dunque il Comune dovrebbe corrispondere 392mila euro invece di 490mila. L’avvocatura comunale ieri ha inviato alla società una diffida intimando «la cessazione del comportamento illegittimo e il ripristino delle fruizioni dei buoni pasto regolarmente erogati».

Sul piano politico ieri si è riunita la maggioranza del sindaco Manfredi, all’interno di un hotel di Corso Umberto. Sul tavolo due questioni impellenti: la composizione delle giunte di Municipalità, dopo quattro mesi ancora al palo, e delle liste per l’elezione in Città metropolitana. Ad aprire la riunione Carlo Puca, braccio destro di Manfredi, assente a causa di un impegno a Roma: «Stasera il sindaco vorrebbe ufficializzare una proposta per la Città metropolitana: andare con due liste civiche della coalizione di maggioranza». Ipotesi accolta da tutti. Erano presenti i segretari e i riferimenti dei partiti della maggioranza consiliare: Marco Sarracino per il Pd, Valeria Ciarambino e Ciro Borriello per il M5S, Gino Cimmino per la galassia deluchiana, Raimondo Pasquino (Centro democratico), Enzo Varriale (Moderati), Graziella Pagano e Stanislao Lanzotti (Italia viva-Azzurri) e Sergio D’Angelo per la sinistra. Nelle due civiche ci saranno anche il Pd e la sinistra, mentre il M5S correrà da solo. Sulle Municipalità si è tentato invece di indicare un criterio politico, che pare abbia messo tutti d’accordo: «Assegnare un assessorato in base alle percentuali ottenute alle elezioni comunali, garantendo così ciascuna lista, ma tenendo conto delle dinamiche dei territori». Nessuna giunta calata dall’alto.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA