Napoli, Parentopoli in Asìa: stop al concorso, si muove la Guardia di Finanza

Mercoledì 8 Dicembre 2021 di Adolfo Pappalardo
Napoli, Parentopoli in Asìa: stop al concorso, si muove la Guardia di Finanza

Ci sono due cose certe: un’indagine della Guardia di Finanza che ha già acquisito i documenti e un contratto di lavoro all’Asìa che non verrà firmato. Perché i primi dieci nella graduatoria curata da una società interinale sono figli di sindacalisti della società che assumeva. Dettaglio non di poco conto che è saltato subito all’occhio non appena si è trattato di formalizzare proprio quei rapporti di lavoro. Niente da fare, quindi, nonostante l’entrata in servizio era stata prevista a giorni e per i 60 dipendenti a tempo determinato erano state già acquistate uniformi e scarpe da lavoro. Ipotesi di reato tutta da verificare ma nel frattempo tutto viene bloccato per evitare cicloni ex post a San Giacomo. 

Una selezione che è l’ultimo colpo di coda di de Magistris ma che diventa una matassa tutta da sbrogliare per la nuova giunta di Gaetano Manfredi. Ma le stranezze sono saltate subito all’occhio per le procedure di selezione per 60 posti. Parliamo di operatori ecologici con contratto a termine che poi, quasi sicuramente, sarebbe stato rinnovato. Posto fisso e stipendio sicuro e magari, nel giro di poco tempo, l’occasione di passare dalla strada alla scrivania. Sorpassando tutti alla selezione. O almeno è questa l’idea che si sono fatti i vertici di palazzo San Giacomo che, acquisizione di documenti dei finanzieri a parte, hanno deciso di non farsi scoppiare la vicenda tra le mani. «Non si firma nulla, si blocca tutto», la decisione di un paio di giorni fa. 

L’azienda in questione è l’Asìa, la partecipata municipale che si occupa dei rifiuti, e la selezione è l’ultimo colpo di coda dell’amministrazione de Magistris: decisa quando si era già avviati nel pieno della campagna elettorale. Nei mesi estivi passa tutto sotto silenzio. Colpa dell’afa e delle tensioni di una campagna elettorale per scegliere proprio chi succederà all’ex pm non più ricandidabile. Poi la vicenda prende un’accelerata qualche giorno dopo il voto delle comunali. E ad accendere un faro sono i disoccupati organizzati che si presentano in massa alle selezioni del 7 ottobre a Città della Scienza. Arrivano lì di primo mattino e tentano di bloccare le prove che, a loro dire, sarebbero stata truccate sin dall’inizio perché tenderebbero a favorire qualcuno. Certo rivendicano una corsia privilegiata per i senza-lavoro di lunga durata ma si chiedono perché mai, per spazzare le strade, non si possa attingere proprio da quei bacini di disoccupati storici. La tensione non manca ed a stento le forze dell’ordine riescono a sopire gli animi dei disoccupati che, il giorno dopo, si recano in massa alla Procura per denunciare come il risultato del concorso sarebbe già stato scritto. Tradotto: in graduatoria entreranno figli e parenti...

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Quelle denunce, quelle accuse, si scopre ora non sono affatto infondate. Perché nel frattempo la Finanza ha acquisito i documenti del concorso e Paolo Mancuso, assessore all’Ambiente ed ex magistrato, non ci ha messo molto a capirne i motivi. I primi dieci nomi, come se fosse un caso o la buonasorte, sono tutti collegabili ai rappresentanti sindacali interni di Cgil, Cisl, Uil ed un paio di organizzazioni autonome. Dell’Asìa stessa. E, in un caso, ci sarebbe anche il figlio di un consigliere municipale del Pd. Non può essere certo solamente il caso o la preparazione dei candidati: troppe coincidenze che non tornano e che accendono i sospetti. L’Asìa, i cui vertici sono stati nominati da de Magistris, è per procedere senza tentennamenti. È l’assessore Mancuso a fermare tutto quando si viene a sapere della graduatoria. Decisione definitiva la sua e presa dopo averne parlato anche con il sindaco Gaetano Manfredi. Per evitare la prima grana di questa giunta, ereditata per di più, dal sindaco precedente in un odei suoi ultimi colpi di coda. Niente firma, si congela tutto.

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 15:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA