Tra Napoli e il Napoli ​una passione da ritrovare con i gol

Sabato 14 Settembre 2019 di Francesco De Luca
Dopo quattro mesi le porte del San Paolo riaprono al calcio, dopo le due cerimonie e le gare di atletica delle Universiadi. 

È uno stadio nuovo, apparentemente adeguato alle aspirazioni di De Laurentiis e del Napoli. La polemica per le condizioni degli spogliatoi, aperta da Ancelotti sulla base di documenti fotografici, si è chiusa: il «gesto di cuore», come lo ha definito l’allenatore, ha urtato la sensibilità anzitutto degli operai che hanno lavorato giorno e notte nel cantiere, tuttavia sono tifosi azzurri e non vedono l’ora di iniziare ad esultare per le vittorie della squadra. Carlo aveva trascurato che tutti i lavori per le Universiadi sono stati terminati sul filo e che il primo obiettivo era ridare a Napoli una struttura all’altezza, peraltro senza spese a carico della sua società. 

Il San Paolo riapre con due sfide in quattro giorni: dalla Samp, ultima in serie A, al Liverpool, vincitore della Champions 2018, ed è prevedibile che Ancelotti faccia turnover, non perché anteponga una competizione all’altra - come il suo predecessore Sarri, che due anni fa puntò tutte le fiches sulla corsa scudetto - ma perché servono forze fresche per restare nella scia di Juve e Inter e per conquistare 3 punti nella prima sfida europea, quelli che potrebbero consentire di fare un passo in avanti verso gli ottavi considerando il relativo spessore delle altre due squadre, Genk e Salisburgo. Il Napoli si troverà una squadra chiusa nella sua trequarti perché Di Francesco, a zero punti e sette gol subiti dopo 180’, giocherà con tre centrali e due esterni, dunque difesa a cinque.

Ancelotti ha fatto ieri una lezione di tattica a Castel Volturno, probabilmente infastidito dal dibattito su 4-2-3-1 (che è faticoso da reggere) e 4-4-2 (che dà maggiore copertura), però al di là di formulette che cambiano in funzione del possesso palla c’è l’ammissione di una squadra sbilanciata, con eccessive distanze tra difesa e centrocampo e giocatori (Zielinski e Fabian) fuori posizione. Su questo ha lavorato Carlo, oltre che sul recupero fisico di giocatori acciaccati o in ritardo di condizione, come Koulibaly, irriconoscibile a Firenze e Torino. La difesa azzurra oggi si troverà di fronte Quagliarella, il 36enne bomber che nello scorso campionato ha vinto la classifica cannonieri con 26 reti: era stato uno dei tanti pensieri di De Laurentiis, che alla fine ha investito sul giovane Lozano (40 milioni) e sull’anziano Llorente (svincolato), due attaccanti di qualità. 

Ancelotti ha fin troppa esperienza per pensare già a martedì, alla notte Red a Fuorigrotta: la Samp, che si chiuderà per strappare un punto e placare gli agitati animi della tifoseria (nel mirino il presidente Ferrero), potrebbe trasformarsi in un’insidia se affrontata dal Napoli con leggerezza e non con l’atteggiamento aggressivo visto nell’ultima mezz’ora sul campo della Juve, quando l’impresa - da 0-3 a 3-3 - era stata quasi realizzata. È certo che dopo due partite e due settimane di sosta la squadra di Carlo non deve più sembrare un cantiere aperto. Il collaudo - 3 punti, 7 gol segnati e 7 subiti - è alle spalle, da oggi è atteso il miglior Napoli. Non sono possibili squilibri tattici e passi falsi, è atteso un progresso atletico: le statistiche della Lega Serie A evidenziano che gli azzurri sono al penultimo posto nella classifica dei chilometri percorsi, media 98.9. Servono certezze per il tecnico che aspira allo scudetto e per la società che ha fatto forti investimenti, come per la tifoseria ancora tiepida, leggendo il dato abbonati.

De Laurentiis si aspettava più entusiasmo dopo aver abbassato il costo delle tessere, però anche in questa occasione la scintilla non è scoccata ed è il caso di porsi qualche domanda, non solo attaccare le istituzioni e i tifosi che non si abbonano. Perché tra Napoli e il Napoli non è - ancora - riesplosa la passione? Ancelotti e gli azzurri hanno la responsabilità di ricreare l’armonia con l’ambiente, la forte compattezza che è alla base dei successi. Dice Carlo: «I tifosi allo stadio? Ci saranno con un calcio che appassiona e diverte». E vincente, aggiungiamo, ricordando il calo di presenze avvenuto negli ultimi cinque mesi della scorsa stagione, coinciso con l’allungo della Juve e le brutte prestazioni del Napoli. Ne resta una sola da ricordare in quel periodo, l’ultima al San Paolo: il 4-1 all’Inter del 19 maggio.

L’inizio della Champions fa scendere oggi in campo anche la Juve e l’Inter. Sarri debutta sulla panchina bianconera dopo aver assistito da lontano alle vittorie su Parma e Napoli perché in convalescenza. Firenze fa riaffiorare il ricordo della tripletta di Simeone che cancellò le residue speranze azzurre di vincere lo scudetto: Maurizio dalla partita persa in albergo nella primavera 2018 a quella da vincere, con una tuta dai colori diversi, per respingere l’assalto di Inter e Napoli. La Juve non è apparsa né brillante né sarriana nelle prime due partite e peraltro il nuovo allenatore deve gestire l’handicap della prolungata assenza di Chiellini: i tre gol azzurri in 16’ due settimane fa sono stati anche il segno della crepa che si è aperta nel cuore della difesa.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA