Turismo a Napoli, tornano gli stranieri: «E per Pasqua è quasi sold out»

Lunedì 28 Marzo 2022 di Gennaro Di Biase
Turismo a Napoli, tornano gli stranieri: «E per Pasqua è quasi sold out»

Riecco gli stranieri. Quello appena trascorso è un weekend importante per l’economia partenopea, perché segna il gran ritorno dei vacanzieri internazionali. Tornano quasi sold out i grandi alberghi di via Partenope e tornano a riempirsi i bus di City Sightseeing al Maschio Angioino. Le prospettive di pienone resistono anche in prospettiva di Pasqua: nonostante il Covid non ancora sparito e nonostante la guerra tra Russia e Ucraina, Napoli ritorna nei desiderata dei turisti da ogni angolo del pianeta. Tanti la vedono come un’«oasi di pace», un posto dove «godere la primavera» che altrove arriva più tardi. Incide anche l’allentamento delle restrizioni pandemiche annunciato dal governo per il primo aprile. Tornano gli stranieri, ma con qualche differenza, spiega Federalberghi: niente turisti russi, rispunta qualche statunitense (pochissimi rispetto al solito). Pochi anche i giapponesi, che nel 2019 erano quarti per afflusso in città. Tanti spagnoli, francesi (primi per presenze a Napoli). Altra novità dell’ultimo weekend: moltissimi turisti dall’Europa dell’Est, da Estonia e Bulgaria, grazie ai «voli diretti a Napoli delle compagnie low cost». L’assessorato comunale al Turismo annuncia poi «entro fine anno» la realizzazione dei bagni pubblici. 

Decumani strapieni. Lungomare pure. Plebiscito gremito di volti sorridenti (nonostante il degrado persistente del belvedere di via Console). Anche l’area dei bus turistici del Maschio Angioino torna a riempirsi di facce straniere e cartine geografiche della città (da segnalare, purtroppo, l’incuria delle fontane-discarica e delle aiuole di via Gonzaga). A confermare il trend positivo delle presenze, in ogni caso, sono tra l’altro i dati di City Sightseeing: «Dal questo weekend hanno viaggiato sui nostri bus oltre 700 turisti, di cui il 40% non italiani. Il 25% tra tedeschi (10%), inglesi (8%), francesi e spagnoli. Le presenze degli americani sono al 4%. Significativo poi il dato turisti Paesi dell’Est, al 7%». Infatti, in salita sul pullman dei vacanzieri si incontrano Kei Salura e Talvi Jarvi, una psicoterapeuta e una giurista di Tallin: «Abbiamo scelto Napoli - spiegano - Questa città ha un clima fantastico, e venire qui è anche un modo per allontanarsi dalla guerra e per godere della primavera, che da noi non è ancora arrivata. In Estonia, visto il conflitto, stanno crescendo i prezzi di tutto». Dall’Inghilterra, precisamente da Swinden, nello Yorkshire, si incontrano Tina Backhouse (per la prima volta a Napoli) e Amelia Bishop: «L’atmosfera è bellissima - raccontano - Non ci siamo per niente pentite di aver scelto questa città per una delle prime vacanze dopo il virus». Il clima geopolitico incandescente, insomma, alimenta la voglia di vivere e viaggiare. Almeno verso mete estranee al conflitto. Come Napoli. 

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Dopo gli anni bui del virus, riprende il via vai di trolley nei grandi alberghi di via Partenope (tradizionalmente rivolti a un target estero medio-alto). «C’è un ritorno degli stranieri, specialmente dall’Europa continentale: Francia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Polonia - spiega Franco Milano, capo-ricevimento dell’Excelsior - Il 25% della nostra clientela, al momento, è composta da vacanzieri stranieri. E siamo tra il 70 e l’80% di occupazione camere. Di statunitensi, però, se ne vedono pochi, e solo chi, tra loro, abita in Europa». Anche all’hotel Santa Lucia, spiegano in reception, «c’è quasi il sold out. Siamo intorno al 30, 40% di stranieri. Europei». Sulla soglia si incontra Philippe Thouvenin, francese: «Sono qui per vedere il Cristo Velato - sorride - Sono tornato a Napoli dopo tanti anni. Questa è una città sempre molto viva e piena di quartieri interessanti». «Questa per me è la prima volta a Napoli da vacanziera - aggiunge Alexandra Lamprecht, austriaca di Innsbruck - Amo la cultura e sono venuta per vedere un’opera la San Carlo». «I voli low cost ci hanno fatto scegliere Napoli», racconta Rauno Kikkas, da Tallinn, con moglie e figlio in via Partenope.

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Si respira aria di ripresa anche al Gambrinus, lo storico bar di una piazza Trieste e Trento quasi in festa: «I vacanzieri internazionali sono tornati - commenta il titolare Antonio Sergio - Napoli ha mille risorse. Vedo tanti spagnoli, tedeschi e francesi. L’Europa c’è. Chi viene a Napoli raggiunge un posto in cui non arriva il problema della guerra. Siamo quasi tornati ai livelli pre-Covid dal punto di vista dei numeri: ci manca solo un 10%». «Sono qui per un appuntamento di lavoro - spiega Angel Santiago, software engineer informatico venezuelano - ma ne ho approfittato per visitare la città nel weekend. È meravigliosa». Vita e vitalità anche al Plebiscito (anche se al colonnato prosegue purtroppo il villaggio di clochard in pieno giorno).

 


Le prenotazioni per Pasqua fioccano già. Federalberghi Napoli punta a un «70% di occupazione camere, che sarebbe già un buon risultato rispetto al 90% del 2019». Sarà importante, però, lavorare sul ritorno dei turisti intercontinentali (il flusso di statunitensi - trapela da Federalberghi - è stato arrestato dalla guerra, che non ha agevolato la scelta di una destinazione europea per le vacanze). «Allentare le norme anti Covid - dice Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli - può favorire la ripresa di alcuni mercati, soprattutto intercontinentali: giapponesi e statunitensi rappresentano un’importante risorsa per il nostro territorio. Una condizione più serena può favorirne il ritorno. Il turismo di prossimità, per quanto importante, non è sufficiente». Sorridono anche i b&b. Agostino Ingenito, presidente di Abbac (associazione di categoria delle strutture ricettive extralberghiere), spiega che «molte delle 1000 attività di Napoli e provincia in questo weekend erano sold out». 

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I flussi (di stranieri e non) sono in netta ripresa, anche in proiezione: «Fino all’estate arriveranno centinaia di migliaia di persone, i voli sono pieni - commenta l’assessore comunale al Turismo Teresa Armato - Napoli è fra le prime mete scelte dai turisti di tutto il mondo. Faremo il possibile per far trovare ai vacanzieri una città accogliente e pulita, anche nel caso con operazioni di pulizia straordinaria. Stiamo lavorando con il Comune di Milano per studiare una promozione delle due città: l’idea è quella di lanciare un gemellaggio tra la capitale del Nord e quella del Sud. Stiamo cercando di accelerare su alcuni punti del piano strategico per il turismo e per accedere più rapidamente al bando di fondi governativi destinati alle zone Unesco. Recupereremo circa 1,5 milioni solo per Napoli. Con questi fondi metteremo in campo una app per turisti e gite specifiche. Ma soprattutto lavoreremo sui bagni pubblici: proveremo a realizzarne 3 o 4 nei luoghi più frequentati della città entro fine anno. Attualmente i fondi derivanti dalla tassa di soggiorno destinati al turismo ammontano a zero. Ho chiesto al Bilancio che già a partire dal 2022 almeno il 30% di queste risorse venga destinato alla ricezione dei vacanzieri».
 

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA