Milik trascina ancora il Napoli,
lo strano destino ​del bomber in bilico

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Francesco De Luca
Fatalmente si intrecciano storie di campo e di mercato quando la stagione - anche se travagliata come questa - volge al termine. Il Napoli, subito riportato sulla terra da Gattuso dopo i festeggiamenti per la Coppa Italia, ha vinto a Verona con i gol di due attaccanti che sanno da tempo di dover cambiare squadra: Milik e Lozano, un colpo di testa potente e un altro fortuito per puntellare il sesto posto.

Alla “prima” in campionato dopo il lockdown, il Napoli ha preso i 3 punti non con l’ennesima storica rete di Mertens o un altro colpo di genio di Insigne. Ma con Milik, che era stato di fatto congedato dal direttore sportivo Giuntoli prima della partita: «Se non si trova l’accordo va sul mercato». E con Lozano, che alla vigilia della gara di Coppa Italia era apparso svogliato agli occhi di Gattuso e che invece ieri si è trovato al posto giusto per buttare il pallone in porta, ritrovando il sorriso dopo mesi di sofferenza. El Chucky è costato 42 milioni, può avere un senso cederlo in prestito a un club della Liga o della Premier, sicuramente non svenderlo perché un 24enne non va bruciato. Discorso diverso per Milik. Difficile trovare l’accordo di cui ha parlato Giuntoli perché Arek - 13 gol in 25 partite, oltre al rigore decisivo nella finale di Coppa Italia - ritiene che nella trattativa il Napoli abbia giocato al ribasso e così ha aperto alla possibilità di trasferirsi alla Juve. La media gol del 52 per cento non gli garantisce la permanenza in azzurro, De Laurentiis ha preso in gennaio Petagna e guarda all’estero per completare la batteria attaccanti (Osimhen). I primi due anni di fatto trascorsi con medici e fisioterapisti più che con Sarri e i compagni di squadra hanno condizionato Arek, che ha perso partite e sicurezza e non regge più il ballottaggio con Mertens.
 
 

Gattuso ha preso bene le misure del Verona, squadra di carattere e bene organizzata. Ha cambiato cinque giocatori rispetto alla formazione della finale di Coppa Italia, lasciando nel tridente solo Insigne (opaco): era necessario far tirare il fiato ad alcuni azzurri, almeno inizialmente. Ma questo sarà il calcio fino ad agosto, giocatori e allenatori lo hanno accettato pur di tornare il campo, concludere la stagione ed evitare ulteriori tagli agli stipendi. Tra i più brillanti Zielinski che nel primo tempo ha sollecitato l’intervento di Silvestri con un destro da fuori area. Pochi i cedimenti della difesa, quando vi sono stati ecco la prontezza di riflessi di Ospina o il ritardo fatale di Verre sulla linea di porta. In un confronto tra due difese solide l’equilibrio poteva essere spezzato su un calcio piazzato e infatti Milik ha colpito - bene e indisturbato - il pallone su calcio d’angolo e ha beffato Silvestri. È stato l’unico momento in cui Arek si è palesato nell’area avversaria ma è stato il momento decisivo.

La partita è salita di tono nella ripresa, il Verona ha segnato con Faraoni: rete arrivata in una fase di pressione dei gialloblù - troppo bassa la linea degli azzurri - e annullata per il precedente tocco di mano di Zaccagni. Lucido come sempre, Gattuso ha operato due cambi “conservativi”, rafforzando il centrocampo con Fabian al posto dello spento Allan e riproponendo sulla fascia sinistra dopo sette mesi Ghoulam, diventato un oggetto misterioso dopo il grave infortunio subito al ginocchio nell’autunno 2017. Questi avvicendamenti danno anche il senso dell’intenzione del tecnico di sfruttare la rosa in profondità per capire chi possa far parte del gruppo anche a fine agosto, quando si ripartirà dopo pochi giorni di vacanza per affrontare la stagione 2020-2021. Nel finale, infatti, è spuntato anche Lozano, premiato dal gol.

Con questa vittoria - la sesta negli ultimi sette turni di campionato - il Napoli si è riportato a -9 dall’Atalanta. Stasera i nerazzurri, apparsi in piena forma al rientro in campo, ospitano la Lazio che deve riavvicinarsi alla Juve e allontanare l’Inter. Simone Inzaghi può diventare un alleato di Gattuso, che poi tra una settimana dovrà presentarsi a Bergamo con gli azzurri che in questo finale di stagione possono sfruttare la tranquillità di chi non ha l’assillo dei 3 punti per tentare di migliorare la posizione di classifica e realizzare un’altra impresa, guadagnando l’accesso a quella Champions che ha un differente peso in termini di prestigio e di milioni.
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