Napoli, il mistero della statua scomparsa dalla Villa Comunale

Domenica 6 Settembre 2020 di Giuliana Covella

Se fosse un film si chiamerebbe “Il mistero della statua scomparsa”: è ormai un giallo il caso della scultura neoclassica raffigurante un fauno danneggiata nella Villa comunale da un nubifragio nel 2015 che, a distanza di 5 anni, non è ancora tornata al suo posto. Ma c’è di più. Non solo l’opera non è stata ricollocata dove si trovava, all’ingresso dal lato di piazza Vittoria, ma non è dato sapere dove si trovi ora. Interpellati sulla questione gli enti preposti, dalla Sovrintendenza per i beni storici e architettonici agli uffici del Comune, assicurano che «sono in corso verifiche tecniche per scoprire dove sia conservata». Intanto a denunciare l’incuria in cui versano aree verdi e monumenti nella Villa è, ancora una volta, l’associazione GreenCare. Mentre il “re” delle cravatte Maurizio Marinella incalza: «Soffro a vedere lo stato di abbandono di statue e aiuole».

Raffigurava un suonatore di flauto ed era una delle 8 statue neoclassiche poste all’ingresso della Villa comunale per dare il benvenuto ai visitatori. L’autore, come ricorda la storica dell’arte Antonella Pisano, è Andrea Violani, che nel 1763 realizzò quella che è la copia di un originale del III secolo conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. Ma da 5 anni di quella statua si sono perse le tracce. Danneggiata da un nubifragio nell’ottobre 2015, rimase monca e oggi c’è rimasto solo il piedistallo che la sorreggeva. Secondo le prime verifiche, sembra che all’epoca una delle palme della struttura, cadendo per le folate di vento, si fosse abbattuta sull’opera della quale rimasero solo piedi e gambe “mozzate”. Per tamponare l’emergenza la statua fu depositata, in sicurezza, all’interno del cantiere della Villa in attesa di essere ricollocata al suo posto. Ma sono passati 5 anni e il monumento non è mai tornato dov’era. «I nostri funzionari sono al lavoro», fanno sapere dalla segreteria del sovrintendente Luigi La Rocca. Mentre dal Comune l’assessore al Decoro urbano Luigi Felaco aggiunge di aver «già dato mandato agli uffici di cercare chi fossero i dirigenti che all’epoca dei fatti seguirono la vicenda».
 

 

Dopo le statue di uomini illustri lasciate nel degrado dalle istituzioni, per le quali avevano promosso una singolare protesta “bardandole” a lutto, i volontari dell’associazione Premio GreenCare denunciano il “mistero” della statua scomparsa nella Villa comunale. «Un cittadino ci ha segnalato la mancanza della prima statua posta all’ingresso tra Riviera di Chiaia e piazza Vittoria - spiega la presidente Benedetta de Falco - Abbiamo inviato una nota al sovrintendente La Rocca e all’assessore del Comune Felaco per chiedere dove si trovi ora questo oggetto prezioso e quali siano i tempi per la sua ricollocazione essendo già trascorsi 5 anni. La vicenda è molto triste, perché rivela l’assoluta mancanza di controllo e monitoraggio dei nostri beni “green” in cui sono disseminate tantissime opere di valore storico, artistico e culturale. Al piedistallo un’amministrazione attenta - Comune e I Municipalità - avrebbe potuto e dovuto mettere una targa per avvertire i cittadini che la statua era momentaneamente indisponibile e che si stava provvedendo al restauro». «Mentre la città era in vacanza come Premio GreenCare non abbiamo abbassato la guardia - continua de Falco - e abbiamo realizzato una campagna per sensibilizzare amministratori pubblici e cittadini sul tema dei giardini quali custodi della nostra memoria. Abbiamo listato a lutto tanti monumenti di uomini illustri, che giacciono abbandonati nell’incuria».
 

A scendere in campo a favore della statua scomparsa nella Villa comunale anche Maurizio Marinella, titolare dello storico negozio di cravatte alla Riviera di Chiaia. «Ricordo benissimo quando la scultura fu danneggiata da vento e pioggia nel 2015, i pezzi rimasero a terra per molto tempo e questo è stato motivo di tante mie battaglie. Poi è stata rimossa, ma non sappiamo dove sia finita». Da 106 anni Marinella ha sede alla Riviera di Chiaia, proprio di fronte al “polmone verde” più famoso della città. «Soffro molto a vedere lo stato di abbandono del parco e dei monumenti che vi sono custoditi, come quello sparito. A cominciare dal verde fino a pochi giorni fa c’era una specie di foresta amazzonica e le stesse sculture non sono ben tenute», conclude.
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Ultimo aggiornamento: 11:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA