Napoli, la statua scomparsa dalla Villa Comunale era in deposito: ora via al restauro

Martedì 15 Settembre 2020 di Giuliana Covella

La statua scomparsa dal 2015 nella Villa comunale tornerà al suo posto. Grazie all’intervento dell’associazione Premio GreenCare la scultura del fauno suonatore di flauto, una delle 8 in stile neoclassico che sono posizionate come benvenuto vicino agli ingressi, presto sarà ricollocata dov’era grazie a un restauro. A darne notizia è Benedetta de Falco, presidente dell’associazione: «Dopo un sopralluogo effettuato ieri con il Comune e gli altri enti preposti, interverremo per il recupero e consentiremo alla collettività di poterne fruire ancora». La statua, danneggiata in occasione della tempesta del 15 ottobre 2015, era stata rimossa dal cantiere della linea 6 della metropolitana il 18 febbraio 2016, come attesta un documento del servizio Programma Unesco del Comune indirizzato alla Soprintendenza di Belle arti e Paesaggio di Napoli, e trasportata presso il deposito delle opere d’arte e dei rinvenimenti archeologici. Proprio in quell’atto si legge che «la movimentazione e l’imballo della scultura sono stati eseguiti secondo le indicazioni fornite dalla Soprintendenza e condotte sotto la supervisione di un funzionario tecnico dell’ufficio comunale con l’ausilio di un restauratore già impegnato nel vicino cantiere della Cassa armonica».

Primo sopralluogo ieri richiesto dall’associazione Premio GreenCare al deposito dove si trova in custodia la statua del fauno suonatore. L’opera di Andrea Violani, realizzata nel 1763, durante il nubifragio era caduta dal piedistallo della Villa comunale. In seguito era stata messa in salvo a cura di Ansaldo Hitachi, gestore del cantiere della Metropolitana di Napoli. L’associazione attraverso «Il Mattino» aveva denunciato il mancato ricollocamento dell’opera, pur avendo l’Ansaldo concluso i lavori della linea 6 nel tratto di piazza Vittoria e riconsegnato alla fruizione quella parte iniziale della Villa comunale. L’incontro, richiesto da Premio GreenCare, si è reso necessario per procedere ad alcune valutazioni circa lo stato di conservazione della statua, le modalità di restauro, i tempi e i costi del suo recupero, che verrà realizzato con l’intervento di una azienda specializzata autorizzata ad operare con le Soprintendenze e scelta da Premio GreenCare che vuole contribuire fattivamente. Al sopralluogo hanno preso parte l’assessore al Verde del Comune Luigi Felaco, accompagnato dai tecnici comunali, il funzionario di zona della Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Palazzo Reale, il responsabile dell’azienda specializzata nel restauro di opere d’arte, scelta da GreenCare, i responsabili di Ansaldo Hitachi e la de Falco.
 


L’azienda che si occuperà del recupero, che ha già restaurato le statue del Real Bosco di Capodimonte, presenterà un progetto che sarà sottoposto alla Soprintendenza e al Comune per l’approvazione. «Abbiamo a cuore la Villa comunale - spiega de Falco - Ne abbiamo già dato prova nel 2018, con altre associazioni, quando radunammo 260 cittadini per ripulirne una parte. Questa statua “dialoga” con altre sette opere coeve, con la funzione di dare quasi il benvenuto al visitatore dal lato di piazza Vittoria ed è in dialogo, assieme alle altre, con il verde del parco storico». Da salvaguardare per de Falco è il rapporto tra giardino e opere d’arte: «Bisogna rimettere il fauno al suo posto e ci adopereremo per farlo nel più breve tempo possibile». Nel deposito dove è custodito in una cassa come addormentato il suonatore di flauto, vi è anche un’altra statua che era in un’altra aiuola della Villa e che sarà restaurata a cura di Ansaldo Hitachi. «L’intervento sul fauno, d’accordo con l’assessore Felaco, sarà partecipato e raccontato negli stadi di avanzamento - conclude - così da accrescere la consapevolezza che i nostri giardini sono custodi di bellezze inestimabili, da proteggere e valorizzare facendo ciascuno la propria parte».
 

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