Obiettivo quarti di Champions, perché il Napoli deve crederci

Francesco De Lucadi ​Francesco De Luca
Mercoledì 21 Febbraio 2024, 23:30 - Ultimo agg. 22 Febbraio, 06:00
4 Minuti di Lettura

Il ritorno di Osimhen al gol è un incoraggiante segnale. Perché tiene aperto il confronto col Barcellona (secondo match il 12 marzo) e dà al Napoli un po’ di serenità per affrontare i prossimi impegni di campionato. Se la luce si è riaccesa con Calzona nella notte del Maradona, si capirà già domenica a Cagliari. De Laurentiis aveva schierato intorno a sé un bel po’ di vecchi amici del Napoli, a cominciare dagli ex capitani Cannavaro e Hamsik.

Il primo (consuo fratello Fabio) aveva sperato di sedere sulla panchina azzurra,ma il sogno è rimasto tale perché il presidente ha dato l’incarico ad altritecnici. L’altro ha declinato con il consueto garbo l’invito a rientrare nel club adesso che c’è Calzona, emozionato per il debutto da capo allenatore e anche l’abbraccio con Xavi, mito del calcio.

Il Barça ha provato a fare il Barça, cioè ad attaccaremolto alto e con unmarcato possesso palla: la percentuale aveva superato il 70 per cento all’inizio del primo tempo. Dopo quattro minuti Yamal - il sedicenne che è l’ultimo gioiello della Cantera che De Laurentiis andò a studiare nell’estate di tredici annifa - ha sprecato la palla del vantaggio, poi inun minuto Lewandowski e Gundogan hanno impegnato Meret. Il Napoli, contratto, ha tenuto botta, anche se profonda è stata la sofferenza dei centrocampisti Anguissa e Cajuste: De Laurentiis ha deciso di concedere solo un posto in tribuna a Zielinski per le partite di Champions, come è noto. La pressione del Barça - soprattutto sullato sinistro, dove erano in difficoltà Politano e Di Lorenzo - è un po’ calata ma negli spazi non ha saputo inserirsi Osimhen, né Kvara ha fatto lemigliori giocate. Alla fine del primo tempo, zero tiri del Napoli. Si sono viste due squadre convalescenti, euna peraltro con un allenatore arrivato da 24 ore, animato da entusiasmoma chiaramente non ancora in grado di imprimere la svolta attesa da quando aveva iniziato a zoppicare il Napoli di Garcia. Quello di Calzona è apparso all’inizio con ilfreno tirato e ciò è dipeso anche dalla condizione di calciatori che hanno perso la brillantezza e la forza della scorsa stagione.

Il 4-3-3 di ieri sera non è stato né sarrianoné spallettiano.Il “bel gioco”, auspicato da De Laurentiis dopo l’incontro con Laporta, non si è visto.

La differenza l’hanno fatta, come spesso avviene in questi casi, i campioni,i giocatori a cuiXavi e Calzona chiedono di dare una svolta alla stagione, i bomber Lewandowski e Osimhen. Due fiammate nella ripresa. Prima quella del polacco, con un rasoterra passato tra Di Lorenzo e Juan Jesus. Poi Victor è stato bravo a cogliere l’attimo e ad approfittare dell’errore di Martinez per riportare il Napoli inuna situazione di parità che lascia aperto il discorso di qualificazione (il gol segnato fuori casanon vale più doppio). Victor ha esultato e subito dopo lasciato il campo, perché Calzona aveva deciso di sostituirlo con Simeone, così come pochiminuti aveva sottratto Kvara al tridente per schierare Lindstrom. La rete di Osimhen, rimasto in panchina ad incoraggiare i compagni a quel punto senza più timori e lanciati a caccia del raddoppio, ha avuto il potere di scuotere il Maradona, che ha dato alla squadra quella spinta che aveva auspicato Calzona nel prepartita.

Quell’entusiasmo che può dare la svolta alla stagione, sfruttando - come ha fatto Osimhen - gli errori degli avversari. Il Barça non è più il Barça e infatti nel finale si è chiuso in area per difendersi dall’assalto del Napoli, con giocatori che hanno messo da parte la stanchezza e si sono battuti con vigore per cercare il raddoppio, come ha fatto Anguissa, aggressivo e vicino al gol ditesta. Sfiorata la rete anche da Simeone, aggressivo. Osimhenpuò aver contributo a dare con la sua rete serenità a un ambiente scosso da quanto accaduto dopo il pareggio col Genoa.

Calzona avrà adesso qualche giorno in più per lavorare con questo gruppo e scoprirne i disagi, cercando le soluzioni a problemi che i suoi predecessorinon hanno trovato. Da una situazione di classifica che anni non si vedeva il Napoli deve risollevarsi prima che il distacco dalla zona Europa - è sempre più complicato l’aggancio al quarto posto - aumenti e le prossime due partite sono l’occasione giusta:trasferte sui campi di Cagliari e Sassuolo. Bello sentire lamusichetta della Champions e sfidare alla pari il Barcellona ma il Napoli ha bisogno di altro, dei punti in campionato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA