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Molo San Vincenzo, Napoli ritrova la passeggiata borbonica: «Ecco la nuova movida»

Sabato 6 Agosto 2022 di Gennaro Di Biase
Molo San Vincenzo, Napoli ritrova la passeggiata borbonica: «Ecco la nuova movida»

Benvenuti alla futuribile «riva destra» napoletana. Il Molo San Vincenzo è una barca in cui si naviga restando coi piedi per terra. È un mare aperto davanti agli occhi e alla storia borbonica della città. Una camminata sul Mediterraneo che meraviglia il visitatore fino a disorientarlo. Grazie all’impegno del sindaco, della giunta e dell’assessorato alla Mobilità e alle Infrastrutture di Edoardo Cosenza, il Molo è stato riaperto ieri «per la prima volta almeno dalla seconda guerra mondiale». Dopo una procedura di prenotazione passata dall’associazione selezionata tramite un avviso pubblico – cioè un raggruppamento costituito da Ssi srl, Eventi Sociali Aps, Mutart srl, che insieme posseggono vari social network come Grande Napoli e Vivere Napoli, per oltre circa 1,5 milioni di follower – due gruppi da 25 persone hanno potuto visitare il San Vincenzo a partire dalle 18. Uno spettacolo incredibile, la cui bellezza istruisce e meraviglia, sorprende e smarrisce. Ma è appena il primo passo per la rigenerazione dell’area, che per ora sarà visitabile solo il sabato: «Dopo la costruzione dell’ingresso separato da quello della Marina – annuncia Cosenza – Entro il 2024 al Molo San Vincenzo sorgeranno una quarantina tra botteghe e bar, per turismo e movida». E un’area di ormeggio per yacht di lusso. 

Praticamente tutti napoletani, ieri, i cinquanta prenotati. Tutti alla scoperta di un pezzo di storia della città finora off-limits. Un tragitto di quasi due chilometri e mezzo, fatto a mezzo pullman, con tanto di guida, aperitivo ed esibizione musicale del repertorio classico napoletano ai piedi della statua di San Gennaro, che saluta il Vesuvio all’estremità del Molo. La visita mozzafiato al tramonto dura più o meno 45 minuti. Certe zone – come quella degli archi di epoca borbonica – sono ancora off limits. Serviranno lavori per riaprirle, ma il Molo è un tuffo al cuore, dall’eliporto (dove sorgeranno bar e negozi) fino alla già citata statua di San Gennaro o al panorama spalancato sul vulcano e la Napoli portuale e, dal lato opposto, su via Marina e la Certosa di San Martino. Partenope, vista da qui, si mette in mostra da una posizione diversa, e finora negata. Si salutano i crocieristi, che passano vicinissimo. Si guarda con un occhio a piazza del Carmine e con l’altro all’isolotto di Megaride e Castel dell’Ovo. «La visita è del tutto gratuita - spiega Sergio Noviello di Mutart – Faremo questi tour ogni sabato per un anno. Poi speriamo che il progetto del pontile proceda in fretta. Questo molo può diventare simile alla riva destra di Ischia, con le attività commerciali. Ci si può prenotare per le visite sul link dal sito del Comune o su molosanvincenzo.grandenapoli.it». Non saranno in tanti, dunque, a poter godere del tour del Molo nei prossimi 12 mesi. Ma il primo importante passo è stato fatto, ed è stato concreto. 

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C’è però ancora molto da fare, e si vede. Le erbacce non mancano, come qualche collina di macerie, mattoni divelti, una cancellata abbattuta dalle mareggiate, i cannoni antichi arrugginiti e ammassati nel piazzale, le buche o le transenne e i tubi a vista. Ma il faro e San Gennaro risplendono e tanto è stato fatto: il tour è solo la prima fase della nuova vita del Molo San Vincenzo. A medio-lungo termine, entro un paio d’anni, arriveranno artigiani, yacht, indotto e movida. Il prossimo step, tra un anno circa, consisterà nell’apertura del pontile dal lato della Lega Navale: un secondo varco d’accesso svincolato dall’area della Marina, così da facilitare anche le procedure burocratiche di accesso. «Quella di ieri è stata un’inaugurazione importante per la storia della città – argomenta Cosenza – È stata restituita ai napoletani una fetta di Partenope che era chiusa almeno dalla seconda guerra mondiale. La prima vocazione del Molo San Vincenzo sarà dunque il turismo. Intanto partirà la gara per la progettazione per la realizzazione di un ingresso separato da quello della Marina, per cui c’è già il rup e servirà almeno un anno (fondi per 6 milioni dal Cis). Da un lato questa giunta si prefigge di trasformare il Molo in un attracco importante per grandi yacht, in modo da tale da generare indotto per la città. Dall’altro lato, più a lungo termine e successivamente alla realizzazione del secondo ingresso, intendiamo creare una quarantina di botteghe nei pressi degli archi borbonici e assegnare spazi ad artigianato, bar o ristorazione. L’idea della delocalizzazione di una parte della movida al Molo San Vincenzo, insomma, fa parte dei nostri programmi». 

Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 08:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA