Pnrr, si riunisce la cabina di regia per scongiurare bandi beffa al Sud

Mercoledì 22 Settembre 2021 di Marco Esposito
Pnrr, si riunisce la cabina di regia per scongiurare bandi beffa al Sud

La data ancora non c’è. Ma la prima riunione della Cabina di Regia del Pnrr è imminente, forse già la prossima settimana. E sul tavolo ci sarà il nodo Sud. I temi caldi sono molti però a Palazzo Chigi si vorrebbe evitare una riunione troppo allargata e quindi dispersiva. La Cabina di Regia infatti ha una composizione elastica in base ai temi da trattare. Gli unici componenti sicuri sono il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco, mentre gli altri ministri e sottosegretari alla Presidenza del Consiglio sono invitati «in ragione delle tematiche affrontate in ciascuna seduta», per cui se il menu del primo incontro fosse troppo ricco, in pratica si arriverebbe a un Consiglio dei ministri allargato ai presidenti della Conferenza delle Regioni, dell’Upi (Province) e dell’Anci (Comuni).

Ma il tema Sud ci sarà e per più di una ragione. A Palazzo Chigi ha destato impressione il racconto del bando da 700 milioni per l’edilizia scolastica che ha visto, nonostante l’orientamento generale in favore del Mezzogiorno, anomalie come Milano prevalere su Venafro nella categoria dei “comuni svantaggiati”. Una denuncia del Mattino dello scorso 2 settembre, ripresa poi dalla stampa nazionale e ieri dal Messaggero. Anche se il governo attuale non ne è responsabile (i criteri del bando sull’edilizia scolastica sono stati definiti per decreto a fine 2020) è apparso chiaro che una correzione di rotta è indispensabile e dal ministero guidato da Patrizio Bianchi ieri hanno assicurato che partirà presto un nuovo bando, sempre finanziato dal Pnrr, al quale Venafro e gli altri comuni meridionali beffati (in Campania sono Alife, Casal di Principe e San Giorgio del Sannio) potranno ripresentare i progetti per asili nido e scuole dell’infanzia, senza il rischio di essere scavalcati nel punteggio dal criterio del cofinanziamento, ovvero un codicillo che premia la ricchezza del territorio ed è quindi in aperto contrasto con la finalità del sostegno ai comuni svantaggiati e della riduzione dei divari territoriali. Divari che nella scuola sono particolarmente forti come si legge nel grafico in pagina.

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Ma la “questione Sud” è ben più ampia e delicata. È noto infatti che i Comuni meridionali hanno una gravissima carenza di personale negli uffici tecnici e quindi una scarsa reattività a bandi pur appetibili. Non a caso il primo concorso del Pnrr messo in piedi da Renato Brunetta era rivolto proprio al reclutamento negli enti locali meridionali, con 2.800 assunzioni. Tuttavia la selezione è riuscita a metà e, cosa più grave, a non essere coperte sono soprattutto le posizioni tecniche, mentre per quelle amministrative gli obiettivi sono stati raggiunti. Il motore che farà girare il Pnrr rischia, quindi, di girare a basso regime proprio nel Mezzogiorno. Ecco perché si sta pensando a una serie di correttivi, sui quali però non c’è ancora una decisione politica, da qui appunto la convocazione della Cabina di regia. 

Le idee in campo sono diverse. Una riguarda, come si è detto, la verifica tecnica dei prossimi bandi, con il contributo magari del ministero del Sud, per scongiurare clausole-beffa, tali da vanificare l’obiettivo (nazionale, non europeo) del 40% di spesa. Non è un caso che il dicastero guidato da Mara Carfagna sia appena entrato per legge in un’altra cabina di regia, quella che monitora lo stato di realizzazione dei progetti di costruzione, ristrutturazione e riqualificazione di edifici comunali destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia. Un secondo obiettivo è la creazione di una task force di ingegneri specializzati nella elaborazione dei progetti, una struttura centralizzata ma operativa sui territori per supportare gli enti locali in difficoltà nella stesura dei progetti, con l’obiettivo strategico di rendere efficaci in modo strutturale le amministrazioni periferiche. La terza mossa - più facile a dirsi che a farsi - è definire una cornice chiara di competenze in modo da evitare sovrapposizioni tra Regioni e Comuni, con le prime che saranno spinte a svolgere compiti di programmazione e i secondi che saranno i soldati del Pnrr. Infine sta maturando il proposito di definire quanto prima il calendario completo dei bandi, dal 2022 al 2026, in modo da consentire alle imprese e agli enti locali di programmare la partecipazione alle iniziative di specifico interesse, senza entrare in un vortice all’inseguimento di scadenze cne spuntano a sorpresa.
 

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA