VINCENZO DE LUCA

Regionali Campania 2020, De Luca prenota il bis: patto con Mastella e De Mita jr

Giovedì 4 Giugno 2020 di Carlo Porcaro

Il consueto pragmatismo leaderistico di Vincenzo De Luca ha sopravanzato la lentezza decisionale dei partiti. «Sono stracandidato, a Dio piacendo», ha annunciato il governatore. Per formalizzare la sua ricandidatura ieri è stato firmato un documento dai rappresentanti di 16 liste, a cui si dovranno aggiungere le due civiche “Campania libera” capitanata dal consigliere uscente Tommaso Casillo e “De Luca presidente” guidata dall’assessore regionale Lucia Fortini. Tutti compatti, nessun dubbio di merito è stato sollevato. Alla riunione convocata dal vicepresidente Fulvio Bonavitacola nella sala Calipso della Stazione Marittima hanno ufficializzato il loro sostegno a De Luca anche esponenti del centrodestra come il sindaco di Benevento Clemente Mastella (ora sua moglie Sandra, senatrice di Fi, rischia provvedimenti per la posizione assunta dal marito) e il presidente dell’Asi Napoli, Giosi Romano, in passato anch’egli berlusconiano. «Siamo qui per dire sì o no a De Luca, poi vediamo il programma», la mozione risolutrice dell’ex ministro della Giustizia quando ha ascoltato i flebili distinguo di Articolo 1 che ha invocato maggiore peso per i partiti e meno spazio per le liste civiche che rischiano di cannibalizzarli. «C’è un campo largo che va dal centro alla sinistra, dobbiamo uscire da questa riunione con una condivisione unitaria della candidatura – ha invocato Mastella nel tentativo di non dividersi sulla piattaforma programmatica -. Poi è chiaro che ci vuole la giusta integrazione tra partiti classici e civismo: i primi sono ormai minoranza nel Paese, difendo la vecchia tradizione dei partiti ma ormai il civismo è sempre più protagonista sui territori». Linea approvata poi all’unanimità dei presenti. 

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Nello striminzito documento intitolato “Intesa politica per le elezioni regionali” si è precisato che «la nuova stagione consiliare dovrà dare nuovo impulso all’identità regionale, con pieno e convinto sostegno per la conferma di Vincenzo De Luca». Presenti il Pd con il segretario regionale Leo Annunziata e il presidente Armida Filippelli, Francesco Dinacci e Michele Gravano per Articolo 1, Giovanni Palladino e Michela Rostan per Italia Viva, Noi Campania con Mastella, Luigi Barone e Luigi Nocera, Più Europa con Bruno Gambardella («ha assicurato l’ok ma deve avere il via libera dalla riunione nazionale di Più Europa in programma domani»), Michele Tarantino per il Psi, Nello Formisano per Demos, suo genero Enzo Varriale per i Moderati, Salvatore Piro per i Repubblicani, Dino Di Palma e Fiorella Zabatta dei Verdi, Centro Democratico di Raimondo Pasquino, Repubblicani democratici di Ossorio, Gioacchino Alfano per Alleanza per i territori, Giosi Romano insieme all’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Marchiello per Fare democratico ed il Partito Animalista di Vincenzo Ferrara. 

Giallo per l’assenza di Giuseppe De Mita «ma sostiene la coalizione con De Luca», la rassicurazione di Bonavitacola. 
 


È stato anche deciso di presentare a breve alla stampa ricandidatura e coalizione. Abbozzati comunque i punti programmatici: lavoro, sicurezza, ambiente e sburocratizzazione. Elementi generici perché lo scopo del tavolo di coalizione era innanzitutto dare l’imprimatur definitivo al tentativo di bis per De Luca, risalito nei consensi per la gestione dell’emergenza Covid dopo mesi in cui il Pd lavorava per superarlo trovando un candidato unitario con i grillini. 

Convitati di pietra Dema del sindaco Luigi de Magistris ed il Movimento Cinqueste Stelle: non è ancora del tutto accantonata l’idea di riavviare un dialogo soprattutto con i secondi che però sono intenzionati a proseguire con la corsa solitaria. A sinistra si registra l’unica vera spaccatura. «Lancio un appello alle forze che in questi cinque anni hanno contrastato non la persona, ma le politiche messe in campo, nell’esercizio di un potere che si vuole senza limiti e controlli democratici. politiche fatte di tagli non solo alla sanità, ma di annunci di rimozioni di ecoballe che si sono dimostrati balle, di occupazione di spazi della pubblica amministrazione con inconfessabili accordi di potere, forzature di norme, a partire dalla Severino che ha portato alla condanna del suo collaboratore personale pur di candidarsi, al fallimento della gestione dei fondi europei», ha detto il coordinatore di Sinistra Italiana, Tonino Scala, anche se i “compagni” di Articolo 1 sono al governo con Conte e sono pronti ad andarci anche con De Luca. 

Ultimo aggiornamento: 06:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA