Una rete degli orchi nel parco di Fortuna

Una rete degli orchi nel parco di Fortuna
di Marco Di Caterino
Sabato 27 Dicembre 2014, 23:11 - Ultimo agg. 23:20
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Caivano. Una rete di pedofili che si muove sotto traccia. E che gode di ampie protezioni. Orchi insospettabili, dalla mente criminale sopraffina, capace di despistare ad arte le indagini e allontanare anche il minimo sospetto sulle turpi attività di questa oscena consorteria.

È un quadro inquientante, orribile e disgustoso, quello che si profila nelle indagini sull’omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni, vittima di abusi cronici, scaraventata nel vuoto la mattina del ventiquattro giugno scorso, da uno dei primi piani dell’Isolato 3 delle palazzine popolari Iacp del Parco Verde.

Uno scenario horror solo presupposto dagli inquirenti nelle prime fasi delle indagini sull’omicidio di Fortuna Loffredo, e che ora purtroppo prende corpo dopo l’arresto di un uomo di 38 anni, che abita nello stesso isolato dove sono morti allo stesso modo Antonio Giglio di tre anni e «Chicca» – come era chiamata in casa la povera bimba -.



Lo stesso uomo che per prima e con una fretta (ora) sospetta, soccorse Fortuna trasportandola in ospedale a bordo della sua auto, senza nemmeno aspettare quei pochi secondi che la mamma della piccola impiegò per scendere a capofitto sette piani di scale.



Gli inquirenti – le indagini sono coordinate dal procuratore capo della Procura di Napoli Nord, Francesco Greco e condotte dai pm Federico Bisceglia e Claudia Maione - per questo questo “orco” (inchiodato da una registrazione ambientale) hanno ipotizzato il reato di violenza sessuale su minore, e con una certa fretta hanno precisato che questa brutta vicenda non è collegata al delitto e agli abusi subiti da Fortuna.



Una comunicazione ineccepibile sotto il profilo giudiziario, ma a leggerla bene, potrebbe significare che per questa persona arrestata la vigilia di Natale, e rimasta in cella anche dopo l’udienza di convalida, non sono stati trovati alcuni elementi investigativi tali da far scattare accuse ancora più pesanti.



D’altronde, e solo ora se ne viene a conoscenza, l’orco era in cima alla lista dei sospettati. E in un certo qual modo a confermarlo era stata la stessa mamma di Fortuna, nell’ultima intervista al Mattino. Mimma Guardato disse che quando incrociava per le scale o nel porticato dell’Isolato 3 la moglie dell’arrestato, questa l’aggrediva con pesanti minacce perché le diceva che il marito che si era preso la briga di portare in ospedale la figlia, ora era continuamente sorvegliato dai carabinieri che ogni tanto perquisivano la sua abitazione.



Nonostante la precauzione degli inquirenti, questo nuovo colpo di scena, finisce anche per dare una nuova e orribile luce su quelle che sembravano solo chiacchiere sulla condizione dei bambini del parco Verde. Racconta una maestra, che a Carnevale, mentre i maschietti si vestono da eroi dei fumetti, tante, troppe bambine si travestono da prostitute.



E, chissà quanto incosciamente oppure indotte dai genitori, ostentano la stessa soddisfazione come se indossassero un costume da Biancaneve o Cenerentola. Sui banchi decll’obbligo scolastico la percentuale di alunni diversamente abili sfiora cifre inimmaginabili. Uno scenario che meglio non si poteva per la rete di pedofili. Un posto dove la vita di ognuno, ma soprattutto quella dei bambini è un agghiacciante usa e getta. Magari da qualche balcone o qualche finestra.
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