Napoli, scambio di neonati in culla: momenti di panico, poi la corsa al lotto

Venerdì 3 Gennaio 2020 di Giuseppe Crimaldi e Ettore Mautone
Napoli, scambio di neonati in culla: momenti di panico, poi la corsa al lotto

Stessa data di nascita, identico cognome, il primo maschietto e la seconda femminuccia. Separati alla nascita dalle mamme per uno scambio di culletta. È accaduto nella sala nido dell’ospedale Villa Betania, a Ponticelli. L’incubo del film «C’era una volta in America» ha rischiato di diventare realtà nell’ultimo giorno del 2019.

I fatti sono stati ricostruiti ieri dal direttore sanitario dello stesso nosocomio di via Argine, Antonio Sciambra. Tutto ha inizio la mattina del 31 dicembre, appena ventiquattr’ore dopo la nascita di Armando e Giulia (li chiameremo così, con un nome di fantasia), due bimbi bellissimi che il caso ha voluto portassero lo stesso cognome, pur non essendo i rispettivi genitori parenti tra loro. Le due mamme hanno appena il tempo di abbracciarli dopo il parto, poi arriva il momento della prima poppata. Tutto fila liscio. Passa qualche ora e, al cambio dei pannolini, è la nonna della neonata a trasalire: già, perché nella camera d’ospedale la nipotina è diventata un maschietto. Possibile? Nel reparto si scatena il comprensibile caos dei parenti.

LEGGI ANCHE Scambio di neonati, la clinica: «È stato un errore umano»

Che cosa è realmente accaduto? A spiegarlo è il direttore sanitario della struttura: «In riferimento all’episodio del momentaneo scambio di cullette avvenuto in data 31 dicembre 2019 presso il reparto maternità del nostro Ospedale, nel turno di servizio 8.00-14.00, bisogna fare alcune precisazioni. Nella camera di degenza numero 304 erano presenti due neonati nati il 30 dicembre 2019, uno da parto cesareo e l’altra da parto naturale, il primo di sesso maschile e l’altra femmina, con un omonimia parziale per i cognomi del padre di uno e della madre dell’altra».

«Dopo le routinarie procedure di visita medica ed accudimento giornaliero - prosegue Sciambra - all’atto della consegna in camera alle rispettive madri per il previsto rooming-in, i due neonati, deposti ciascuno nella culletta dell’altro, sono stati avvicinati alle rispettive madri. Non appena le mamme si sono accorte dello scambio i neonati sono stati riportati al Nido per la verifica dell’accaduto e dell’identità dei bambini, riscontrando uno scambio di deposizione in culletta».

LEGGI ANCHE Choc in Irpinia, scambio di neonati in clinica: madre allatta il figlio di un'altra donna

E così, mentre tra le due coppie di genitori e relativi familiari al seguito scoppia il panico, mentre allarme e preoccupazione si fanno contagiosi anche tra le altre puerpere, a far rientrare l’allarme è l’immediato intervento dei medici. «Per tranquillizzare i genitori rispetto a quanto accaduto - conclude il direttore sanitario di Villa Betania - nel Nido, alla presenza del primario e del medico di guardia, è stata verificata la corrispondenza dei rispettivi braccialetti, del sesso dei neonati e delle diverse modalità dei parti. I genitori dei neonati sono stati informati e tranquillizzati dal primario ed hanno verificato anche loro la corrispondenza dei braccialetti madre-figlio» C’è anche da aggiungere un ultimo particolare: sul posto è stata richiesta anche la presenza di agenti della Polizia di Stato del commissariato di Ponticelli. L’ospedale si è anche offerto di garantire gratuitamente il test del Dna dei due neonati.

LEGGI ANCHE Neonato scambiato con un altro nella culla: ridato ai genitori. «Lo volevano perché bianco»

Non poteva mancare il risvolto legato alla fantasia dei giocatori del Lotto. E quando a Ponticelli si è sparsa la voce del pasticcio legato allo scambio di cullette è scattata la corsa alla cabala napoletana, per tentare la fortuna. In tantissimi hanno giocato una terna di numeri: 80, la nascita; 65, la donna incinta; e - ovviamente - l’immancabile 72, la meraviglia. Per ieri sera i numeri non sono usciti: ma, si sa, la tradizione raccomanda di giocarli per tre estrazioni di seguito...
 

Ultimo aggiornamento: 20:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA