Se la Rete ora rischia di perdere affidabilità

di Ruben Razzante
Mercoledì 28 Febbraio 2024, 23:24 - Ultimo agg. 29 Febbraio, 06:00
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La Rete rappresenta una miniera inesauribile di informazioni e l’ordine in base al quale è possibile rintracciarle dipende da sofisticati algoritmi addestrati dalle big tech in funzione di imperscrutabili trame commerciali e di intuibili interessi economici. Gli slalom che la complessità dello spazio virtuale impone ai comportamenti di navigazione degli utenti non azzerano i rischi di disinformazione ed evidenziano la necessità di valorizzare e rendere più facilmente accessibili i contenuti certificati e prodotti professionalmente in ambito giornalistico. Digitando parole chiave nei motori di ricerca spuntano link riconducibili a siti web più o meno affidabili e che offrono una quantità sterminata di notizie. Sta all’utente selezionarli e valutarli, indagandone l’attendibilità. Non sempre, però, chi si imbatte in notizie di dubbia autenticità ha le competenze e le abilità tecnologiche per riconoscerle. Sarebbe dunque opportuno siglare dei veri e propri patti digitali tra i colossi e i produttori professionali di contenuti informativi di qualità per irrobustire le garanzie per gli internauti, indirizzando i progressi tecnologici nella direzione di una facilitazione dell’accesso a fonti veritiere.

Il paradosso è che sembra si stia andando nella direzione contraria. I sentieri del web sono diventati ancora più insidiosi perché l'Intelligenza Artificiale (AI) ha rapidamente assunto un ruolo predominante, influenzando in modo significativo la nostra esperienza online.

L'AI ha reso possibile la creazione e la diffusione su vasta scala di contenuti di vario tipo, compresi testi, immagini, voci e persino video ultra realistici generando una serie di criticità che minacciano la qualità delle indagini e l'affidabilità dei motori di ricerca.

Da qualche tempo, infatti, i risultati di Google e degli altri motori di ricerca sono meno precisi o pertinenti. Un’indagine condotta da ricercatori dell’Università di Lipsia, della Bauhaus-University Weimar e del Center for Scalable Data Analytics and Artificial Intelligence (ScaDS.AI) ha rivelato che la crescente quantità di contenuti generati artificialmente sta compromettendo la correttezza dei risultati di ricerca, aprendo la porta a frodi online e disinformazione. Questo fenomeno solleva serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza e all'integrità delle informazioni.

Infatti, dietro l'apparente facilità di accesso ai contenuti offerti dai motori di ricerca come Google, si cela una minaccia inquietante che mina l'affidabilità stessa di questi strumenti fondamentali: l'oceano di contenuti generati dall'Intelligenza Artificiale.

In pratica la sovrabbondanza di contenuti prodotti dall’AI confonde gli algoritmi dei motori di ricerca, che lottano per distinguere tra informazioni autentiche e false. Questo porta a un deterioramento della qualità complessiva dei risultati di ricerca, con conseguenze negative per gli utenti che cercano informazioni affidabili e verificate. Ma le preoccupazioni non si fermano qui. L'abbondanza di contenuti prodotti con l’Intelligenza Artificiale moltiplica i rischi di frodi online e disinformazione. Con la facilità con cui l'AI può generare contenuti falsi e ingannevoli i truffatori hanno a disposizione un potente strumento per diffondere false informazioni e indurre gli utenti in errore. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle recensioni di prodotti e servizi, dove le opinioni fittizie possono influenzare in modo significativo le decisioni di acquisto degli utenti.

Pertanto la minaccia è duplice. Da un lato l'affollamento dei motori di ricerca con contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale mina l'affidabilità e l'accuratezza delle risorse disponibili online ed espone gli utenti a rischi concreti in termini di sicurezza e tutela della privacy. Dall'altro lato la manipolazione dei risultati di ricerca a fini fraudolenti erode la fiducia nel funzionamento stesso dei motori come Google, mettendo in discussione l'integrità di tutto il sistema.

Il costante avanzamento dell'AI generativa rende sempre più arduo il discernimento dei contenuti autentici. L’Intelligenza Artificiale rischia di iniettare veleno nei circuiti digitali, compromettendo sia la qualità dei risultati di ricerca delle informazioni che la fiducia degli utenti nei contenuti ai quali accedono. È dunque necessario un forte impegno da parte delle big tech e della comunità virtuale nel combattere l'inquinamento dei risultati di ricerca e nel preservare l'integrità del panorama digitale.

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