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Se la strategia del prezzo non risolve l'emergenza

Domenica 26 Giugno 2022 di Angelo De Mattia

Bisognerà attendere le conclusioni del G7 di Elmau per verificare se i “Grandi della Terra” saranno riusciti, a proposito del gas (e del petrolio, che interessa particolarmente agli Usa), dove non è riuscito il Consiglio europeo. La non conseguita convergenza, da parte di quest’ultimo, sulla fissazione di un tetto al prezzo del gas e il rinvio a ottobre delle decisioni al riguardo costituiscono una battuta d’arresto nella strategia di reazione all’aggressione dell’Ucraina e di utilizzo del potere negoziale dell’Unione Europea.

Impediscono, altresì, di sfruttare un potenziale “mix” tra il deciso riconoscimento dello status di candidate all’Unione della stessa Ucraina e della Moldavia, l’auspicata reazione agli spread tra titoli pubblici da parte della Bce con lo “scudo antiframmentazione” che sia ben costruito, l’ultimo pacchetto di sanzioni europee.

Certo, non basta il solo obiettivo del “tetto” in questione. È necessario che esso sia inquadrato in un piano organico che tenga conto anche della differente situazione dei Paesi fornitori diversi dalla Russia; che preveda, pur senza darne pubblica rappresentazione, le contromosse nel caso in cui Putin riducesse ancora le forniture o le sospendesse del tutto in risposta all’iniziativa europea, a rischio di darsi potentemente la zappa sui suoi stessi piedi: si tratta di una sorta di “dilemma del prigioniero”; che, finalmente, dia seguito al progetto avanzato da alcuni Paesi, innanzitutto dall’Italia, per le ricadute nazionali sui bilanci dei cittadini, di un Recovery Plan in materia energetica, fondato su di una limitata e controllata messa in comune del debito.

Per l’Italia, l’osservatorio di Nomisma ha stimato che dal 1° luglio le bollette dell’elettricità e quelle del metano aumenteranno, rispettivamente, del 17 e del 27 per cento. È, insomma, necessaria una proposta più ambiziosa e al tempo stesso che tenga conto di tutti i fattori e le posizioni in campo, a maggior ragione ora, considerate le sfide che bisogna sostenere, date dalla ritornante diffusione dei contagi del Covid, dall’inflazione, dagli impatti della guerra in Ucraina, dai fenomeni della siccità e di un’incombente carestia. 

Sembra il riproporsi, per la vita, di veri, assoluti fondamentali, tali riconosciuti già nel VII secolo a.C.: acqua, aria, terra, in particolare. Ciò pone l’esigenza di una necessaria, urgente adozione di organici piani “hic et nunc” per il breve termine da raccordare con i programmi di lunga prospettiva in materia energetica ed ambientale (oltreché nel campo digitale), in specie di quelli previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Così va affrontata la transizione.

Anche a livello decentrato deve manifestarsi, ad opera degli enti del territorio - Regioni e Comuni - una decisa corresponsabilizzazione. Bisogna aggirare, insomma, il metaforico pozzo di Talete, come descritto da Platone: per guardare esclusivamente al cielo - leggasi: ai necessari, ineludibili obiettivi di lungo periodo - il filosofo cade nel pozzo che non ha visto per tempo ed evitato.

Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 06:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA