Sondaggio verso le elezioni, De Magistris non sfonda in Calabria

Sondaggio verso le elezioni, De Magistris non sfonda in Calabria
di Luigi Roano
Giovedì 12 Agosto 2021, 23:59 - Ultimo agg. 13 Agosto, 20:21
4 Minuti di Lettura

La premessa vale sempre quando si parla di sondaggi: vanno presi con le molle. A maggior ragione a quasi due mesi dall’apertura delle urne. In questo caso, la rilevazione riguarda la corsa del sindaco Luigi de Magistris per la presidenza della Regione Calabria e la rilevazione è stata fatta tra il 30 luglio e il 4 agosto dalla Winpoll. Lo scenario che viene fuori è un de Magistris che nelle intenzioni di voto è indietro di una quindicina di punti almeno ai candidati del centrodestra e del centrosinistra che sono invece appaiati. Mentre come popolarità se la gioca con tutti. Del resto in Calabria ha esercitato la funzione di pm per una decina di anni promuovendo processi che non solo nelle aule dei tribunali, ma anche a livello politico e mediatico lo hanno esposto molto. 

Video

In Calabria de Magistris ha come avversari politici Roberto Occhiuto, parlamentare e capogruppo di Forza Italia alla Camera, originario di Cosenza, in quota centrodestra. Designato successore della povera Jole Santelli prematuramente scomparsa l’anno scorso. Quindi Amalia Bruni- una scienziata di neurogenetica famosa in tutto il mondo - sostenuta dal Pd, M5S, Psi, Articolo 1, Democratici e Progressisti, Io resto in Calabria e altre realtà civiche.

E Nicola Oliverio, ex Pd ed ex Presidente della Regione Calabria, che medita di scendere in campo da solo esattamente come de Magistris. In questo contesto Winpoll fa il sondaggio, e alla domanda posta ai calabresi sulla conoscenza dei candidati, per testare la loro popolarità de Magistris si piazza al primo posto con l’85%, al secondo Occhiuto con il 72 e la Bruni al terzo con il 46%. De Magistris in Calabria - questa la sostanza - è molto popolare.

Lo scenario inizia a cambiare in maniera decisa quando viene posta ai calabresi la domanda sulla fiducia in questi tre candidati. Al primo posto svetta la candidata del centrosinistra e del M5S Bruni con il 58%, un risultato sorprendente se si considera il valzer dei candidati piddini che l’ha preceduta prima che la coalizione che la sostiene trovasse l’accordo. Al secondo posto c’è de Magistris con il 53%, terzo Occhiuto al 34. La Bruni raccoglie il massimo dei consensi tra gli under 30 (64%). Nella politica ha fiducia in lei l’89% dei piddini, il 76 dei grillini e anche il 52% dei simpatizzanti di Fi ha fiducia in lei. Passiamo al sindaco di Napoli, anche lui ha il massimo della fiducia nel 58% degli under 30. Ma gode della fiducia anche del 45% dei simpatizzanti della Lega, del 60 del Pd e del 56% dei grillini. Occhiuto il massimo della fiducia, il 40%, la riscuote tra gli imprenditori. Nel campo della politica, invece, credono in lui il 54% dei leghisti, il 52 di Fratelli d’Italia e naturalmente il 63% degli azzurri.

Il terzo scenario è completamente diverso dagli altri due. Si tratta delle intenzioni di voto. La sorpresa è la Bruni che se anche di un soffio si piazza al primo posto con il suo 36,3%. Occhiuto si ferma al 35,8, mezzo punto sotto. Mentre de Magistris è inserito alla voce «altri candidati» assieme ad Oliverio. Quota che è valutata con il 27,9%. Con de Magistris e Oliverio - non ancora formalmente candidato - che si dividono questo quasi 15% a testa. Sono - giova ripeterlo - solo sondaggi, intenzioni di voto, poi si sa che nelle urne può cambiare tutto: è già successo e succederà ancora. In questo contesto de Magistris si sarebbe assicurato la presenza in Consiglio regionale dove lo sbarramento è all’8%. Non una cosa di poco conto.

Ma tant’è, de Magistris ha spesso fatto riferimento al «caso Napoli» dove nel 2011 partiva sfavorito e al ballottaggio fu capace di battere il candidato del centrodestra Gianni Lettieri come anche nel 2016 sempre al ballottaggio. E riuscì a battere in entrambi casi il candidato del centrosinistra che non arrivò nemmeno al ballottaggio. Ma alla regionali la tornata elettorale è una sola, non c’è ballottaggio. Quindi de Magistris dovrebbe fare un’impresa davvero epica per vincere. La strada è in salita, ma non per questo l’ex pm non ci crede nelle vittoria. Lui corre da solo - come ha sempre fatto - e senza nessun partito alle spalle se non il suo movimento politico, demA. In questi giorni si è fatto affiancare oltre che dal fratello Claudio anche dall’assessore al Lavoro al Comune Giovanni Pagano. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA