La mamma di Tiziana Cantone: «Non si è uccisa, anomalie nell'inchiesta»

Martedì 14 Luglio 2020 di Valentino Di Giacomo

«Sono passati 4 anni da quando Tiziana è morta e la giustizia non mi ha ancora dato il nome di un solo responsabile. Ora però i miei consulenti hanno individuato 103 persone che hanno rilanciato sul web i suoi video. Ci sono stati errori nelle indagini, ne abbiamo le prove». Lo racconta la mamma di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio.

Quali errori?
«L’iPhone e l’iPad vennero sequestrati la sera in cui fu ritrovato il cadavere di mia figlia. Tutti i dati dei dispositivi sono stati estrapolati, ma sono stati cancellati. Cronologia, chiamate, messaggi, Whatsapp: tutto sparito. Non solo, ma l’iPad è stato persino manipolato con l’inserimento di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini. L’accesso all’iPhone è invece avvenuto con software non conformi a quelli suggeriti dalla Apple».

Procedure anomale?
«Le dico solo che anziché la sim Vodafone, quella utilizzata da Tiziana, ci hanno restituito una copia bianca, senza etichetta del gestore, mai utilizzata e non associata ad alcun numero telefonico».
 

 

Perché è avvenuto tutto questo? Ha dei sospetti?
«Dovrebbero spiegarmelo gli inquirenti. Mi sono rivolta ad un pool di avvocati che si avvalgono anche di esperti informatici americani, l’Emme Team. Grazie ai loro metodi, conosco i nomi di chi ha diffuso i video di Tiziana sul web».

E ne ha informato la Procura?
«Certo, gli americani sfruttano una norma già esistente negli Usa (il Dmca – Digital Millennium Copyright Act), che agisce direttamente sui gestori dei siti internet e dei server. Non solo siamo finalmente riusciti a far cancellare i video di Tiziana, ma abbiamo individuato anche 103 persone grazie agli indirizzi ip. Ma non mi basta, i responsabili ora voglio che siano individuati e puniti anche dalla magistratura italiana. Non è solo la sparizione dei dati dal cellulare e dal tablet l’unica anomalia».

Cioè?
«Un amico e consulente dell’ex ragazzo di Tiziana ha ammesso ai carabinieri di aver cancellato dal cloud dei suoi dispositivi, dietro compenso, tutti i messaggi che potevano far scattare il sospetto che fosse stato proprio l’ex fidanzato a divulgare i video. Ma l’indagine per istigazione al suicidio è stata archiviata, anche questo abbiamo denunciato. C’è poi anche altro».

Cosa?
«Sul corpo di Tiziana non è stata neppure effettuata l’autopsia, si è ritenuta per buona la pista del suicidio. Non sono state rilevate le impronte digitali né le tracce biologiche, neppure il peso corporeo o la circonferenza del collo visto che si sarebbe uccisa impiccandosi ad un foulard».
 


Ritiene che Tiziana non si sia suicidata?
«Eravamo tornati da pochi giorni da una vacanza in Sardegna, Tiziana era serena, si stava riprendendo da tutto il fango che quella indebita esposizione mediatica le aveva tirato addosso. Aveva ordinato un braccialetto online, chi vuole suicidarsi non pensa a comprarsi un braccialetto. Ora chiedo che venga eseguita l’autopsia sul corpo di mia figlia, anche se sarà doloroso».

Si aspetta di essere ascoltata?
«Non voglio verità e giustizia solo per mia figlia, ora sono mamma di tutte quelle ragazze che si trovano nella stessa situazione di Tiziana. Voglio dare loro un messaggio di speranza, gratuitamente grazie al team che mi sta seguendo, è possibile cancellare i video compromettenti e individuare i responsabili. Vorrei si parlasse di questo. Certo domani Tiziana avrebbe compiuto 37 anni, spero possa arrivare per lei e per me il regalo di avere dalle autorità italiane almeno un nome tra quanti hanno fatto del male a Tiziana. Sul revenge porn ci sono ancora tanti passi da fare». 
 

Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA