Castellammare, il neomelodico rende omaggio al boss: «Grazie per la festa»

Mercoledì 20 Febbraio 2019 di Dario Sautto
«Ringrazio “a” Salvatore della Faito per aver reso possibile tutto questo». L’omaggio di Tony Marciano al «padrone» di casa Salvatore Imparato è solo uno dei tanti esempi di cantanti che ringraziano il boss di turno. A Castellammare, nel rione Savorito, l’Antimafia ritiene che proprio Salvatore ‘o paglialone sia il capo indiscusso, uomo di fiducia dei D’Alessandro nel quartiere, e stesso cognome (ma nessuna parentela) degli storici rivali del clan camorristico stabiese durante la sanguinosa faida degli anni ‘80. A lui si rivolge Tony Marciano, «artista» di punta della serata illegale andata in scena la notte dell’Immacolata. 

Proprio Ciro Marciano, in arte Tony, è stato più volte accostato alla camorra. Residente tra Boscoreale e Torre Annunziata, astro nascente della canzone napoletana negli anni ‘80, è stato anche un talent scout, capace di scoprire la compaesana Maria Nazionale. Lui ha preferito le cerimonie, spesso legate a personaggi di spicco del clan Gionta, e l’immancabile presenza alla festa patronale di Torre Annunziata, con il concerto fisso durante i festeggiamenti per la Madonna della Neve. Due sue canzoni – su tutte «Nun c’amma arrennere» – sono ritenute un inno alla camorra e contro i collaboratori di giustizia, e sarebbero state scritte dal «boss poeta» Aldo Gionta. E poi, c’è la condanna per traffico di droga: Tony Marciano ha trascorso alcuni anni in carcere, accusato di aver effettuato di tasca sua «puntate» per l’acquisto di hashish, in un gruppo di narcotrafficanti nell’orbita dei Gionta. È tornato libero da meno di due anni ed ha riabbracciato il suo pubblico. Ma la scorsa Immacolata, ingaggiato dagli Imparato, ci è ricascato, con un omaggio al capozona. 

Nell’ultimo anno, proprio Castellammare è improvvisamente diventata il crocevia di neomelodici, che stanno allietando – per chi ama il genere – feste in ogni angolo della città. Due serenate di Alessio, a fine estate, hanno bloccato il centro città in due serate diverse. E ancora, la sera dell’8, a meno di 24 ore dal falò della camorra, diverse strade sono state chiuse senza autorizzazione ed hanno ospitato spettacoli pirotecnici improvvisati e, ovviamente, gli immancabili palchetti di neomelodici, tra i quali i vari Nino D’Auria e Nando De Marco. Ma gli omaggi, in zona, sono stati tanti. Quello più eclatante è dell’estate 2012, durante i festeggiamenti della Madonna del Carmine, a Gragnano. Sul palco in piazza Aubry, il concerto di Rosario Miraggio è stato utilizzato per dedicare un messaggio di «presta libertà», nel più classico e sgrammatico linguaggio neomelodico, al boss ergastolano Nicola Carfora, alias «’o fuoco», che sta scontando il carcere a vita per l’omicidio di Michele Cavaliere, l’imprenditore caseario che nel 1998 si ribellò al pizzo.

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