Meglio abolire l'assessorato al Welfare

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Toni Nocchetti
Aboliamo l’assessorato al welfare. Lo scrivo perché lo penso e lo affermo con maggiore convinzione dopo aver letto le ultime notizie comparse sulla stampa cittadina. Se l’assessore competente da molti anni ha parlato di «punto di non ritorno», è evidente a tutti che lo ha fatto perché è persona seria ed informata. Fino a prova contraria. Con tenace modestia da tempo facciamo notare che il segno meno accompagna tutte le politiche di sostegno ai disabili a Napoli.

Meno assistenza scolastica anzi zero in molti casi, meno trasporto e così via nei diversi ambiti della vita di un disabile che ha la sfortuna di vivere nella terza città d’Italia. E l’assessore Gaeta rimane sempre persona seria ed informata. Fino a prova contraria.
Cosa è accaduto perché abbia sentito il bisogno di uno sfogo istituzionale e politico di tale gravità? Sarebbe meglio domandarsi, cosa è accaduto che non fosse già avvenuto in questi lunghi anni della giunta De Magistris.

La grottesca e penosa vicenda dei contrassegni spariti dall’orizzonte dei disabili o le chiusure a raffica di strutture essenziali per il tessuto cittadino rappresentano segnali inequivocabili di una smobilitazione del l’intero welfare. Le carenze di organico in tutte le periferie ormai da anni rappresentano lo stato dell’arte del sistema di assistenza sociale. Tutto questo avviene senza nessuna risposta da parte del Comune e prosegue senza alcun tentativo riuscito di ricostruire una collaborazione doverosa con regione e governo nazionale. E l’assessora Gaeta, che rimane persona seria ed informata e molto vicina al sindaco di Napoli, queste cose le conosce da oltre 5 anni.

Purtroppo non riesco a cancellare lo sguardo desolato di Pasquale che mi chiede quando sarà possibile avere il trasporto scolastico per il suo bambino o l’urlo di dolore di Teresa che mi racconta dell’ennesima volta che suo figlio si è fatto la pipì addosso perché a scuola nessuno poteva aiutarlo.

Questo accade tutti i giorni da molti anni. Forse lo sapevano anche il sindaco e il direttore generale o forse lo ignoravano. Non è importante, non mi interessa e non riguarda nemmeno Pasquale e Teresa. I cittadini , in un Paese civile, devono essere trattati con rispetto. Questo impone chiarezza e lealtà da parte degli amministratori politici. Mi sembra di poter dire, a ragion veduta ormai, che il patto di lealtà tra cittadini ed amministratori in questa città sia un vago ricordo. Fino a prova contraria e da oggi la prova è sotto gli occhi di tutti. Ed allora abolire l’assessorato «fantasma» non farà male a nessuno anche perché chi ne aveva bisogno, come è evidente dalle parole dell’assessore Gaeta, già da tempo non poteva usufruirne.

È un declino lento ed inesorabile e la certificazione di un fallimento che dovrebbe portare in un paese serio solo ad un esito: le dimissioni di tutti i soggetti coinvolti. Dimissioni e non macedonie e rimpasti. Ridicoli e miserevoli espedienti lontani anni luce dai bisogni dei cittadini e funzionali solo alla distribuzione di poltroncine ormai sgangherate. Nella politica come nel teatro vale la regola «the show must go on». Purtroppo a Napoli da troppi anni lo spettacolo è scadente e le repliche sempre più incolori.


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